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ECONOMIA

Compravendita dei diritti tv

Caso Mediatrade, Pm chiedono condanne per Pier Silvio Berlusconi e Fedele Confalonieri

I due sono imputati per frode fiscale nel processo su presunte irregolarità nella compravendita dei diritti tv da parte del gruppo Mediaset, filone Mediatrade. Silvio Berlusconi, uscito dal processo nel 2013 e definitivamente prosciolto dalle accuse, secondo il pm De Pasquale "non può essere considerato sparito diventando innominabile: permane una influenza delle direttive di massima che ha dato all'inizio di questa vicenda"

Piersilvio Berlusconi e Fedele Confalonieri
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Al termine della sua requisitoria il pm di Milano, Fabio De Pasquale, ha chiesto la condanna a tre anni e due mesi di carcere per il vicepresidente di Mediaset, Pier Silvio Berlusconi, e a tre anni e quattro mesi per il presidente della stessa società, Fedele Confalonieri, nell'ambito del processo sul 'caso' Mediatrade. Entrambi sono accusati di frode fiscale.

L'eredità di Berlusconi
"Sebbene sia stato prosciolto, non può essere considerato sparito diventando innominabile. In questa vicenda processuale non c'è ma comunque permane un'influenza delle direttive di massima che ha dato all'inizio di questa vicenda. Vicenda che ha una storia lunghissima", sottolinea comunque il pm Fabio De Pasquale. A proposito del figlio dell'ex premier, De Pasquale ha sottolineato che "nel suo nome, incarna questa situazione" e cioè il fatto che sulla vicenda c'e "l'eredità del padre che ha dato le direttive sulla compravendita dei diritti tv".

Le altre richieste di condanna
Complessivamente i pm Fabio De Pasquale e Sergio Spadaro hanno chiesto condanne tra i due e i cinque anni di reclusione nel processo Mediatrade, nato da una 'costola' di quello sui diritti televisivi che ha portato alla condanna definitiva per Silvio Berlusconi a quattro anni. Tre anni e otto mesi sono stati sollecitati per Frank Agrama, ritenuto dalla Procura il "socio occulto" dell'ex premier nella compravendita dei diritti per il piccolo e grande schermo e tre anni e due mesi sono stati chiesti per l'ex manager di Finivest Daniele Lorenzano. "La loro attività  - ha detto De Pasquale -  viene dal processo sui diritti ed è rimasta costante in questo procedimento".
 
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