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ITALIA

La giornalista testimone di un tentato duplice omicidio

Processo Spada, Raggi in tribunale con Federica Angeli: Roma non ha paura

Le parole della sindaca: "Qui per lanciare un messaggio forte e duro contro la malavita. Le istituzioni non devono lasciare soli i cittadini"

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“Sono qui come sindaca della città per lanciare un messaggio forte e duro contro la malavita. Gli Spada sappiano che Roma non ha paura”. Così la sindaca di Roma Virginia Raggi, presente in aula a Piazzale Clodio per il processo contro alcuni esponenti del clan Spada accusati di tentato duplice omicidio, e nel quale è testimone la giornalista di Repubblica  Federica Angeli.

“Sono qui perché le istituzioni non devono mai lasciare soli i cittadini soprattutto quando si tratta di lottare contro la mafia – prosegue la Raggi – Oggi siamo qui vicino a Federica, che ha il coraggio di testimoniare e siamo vicini a tutti quei cittadini che sono in prima linea come Giuliana Di Pillo (presidente del municipio di Ostia),Paolo Ferrara (capogruppo M5S nel municipio), i carabinieri, le forze dell’ordine, i tanti cittadini e imprenditori onesti di Ostia e del territorio”.

La testimonianza della giornalista
"Hanno provato in tutti i modi a privarmi della mia libertà e sono riusciti a togliermi quella fisica perchè ho la scorta, ma sicuramente io alle regole degli Spada non ci sto e oggi posso dirvi che mi sento libera, è una bellissima sensazione. Non si può avere paura". Sono le parole più significative pronunciate da Federica Angeli nell'udienza del processo che vede imputati per tentato duplice omicidio Carmine Spada e il nipote Ottavio. La giornalista di Repubblica ha ricordato i fatti che avvennero proprio sotto casa sua la notte del 16 luglio 2013, quando durante uno scontro tra esponenti della famiglia Spada e membri del clan rivale Triassi sentì due colpi di pistola e si affacciò alla finestra, riconoscendo i due esponenti della famiglia Spada. 



"Oggi sono 1736 giorni che vivo sotto scorta - ha poi aggiunto la Angeli - In questi anni ho ricevuto minacce dirette e indirette, insulti sui social, avvertimenti. Anche mio figlio quando aveva 8 anni venne preso di mira da Carmine Spada che gli fece il segno della croce. E' stato doloroso ricordare tutto questo, però non si può avere paura. Adesso provo un senso di libertà che nessuna violenza o minaccia o proiettile potrà mai strapparmi. Oggi ha vinto la libertà di essere dalla parte giusta".
 
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