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MONDO

Allarme Organizzazione internazionale per le migrazioni

Profughi, 432mila arrivi via mare nel 2015, 2748 annegati. Orban: "Arresteremo illegali"

Nei primi 9 mesi il numero di arrivi è più che raddoppiato rispetto a tutto il 2014. Budapest rifiuta piano Ue di ricollocamento dei profughi. Ue: possibile flessibilità sul bilancio. In Ungheria fermato un italiano alla guida di un furgone diretto in Germania con 33 persone a bordo

Austria
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Oltre 432mila arrivi dal Meditarreneo nei primi 9 mesi del 2015, una cifra record, più del doppio di quella dell'intero 2014. Sono i dati allarmanti diffusi dall'Organizzazione internazionale per le migrazioni. Fra coloro che hanno tentato la traversata, sono 2.748 le persone che hanno perso la vita cercando di arrivare in Europa.  L'Oim stima che i profughi arrivati in Grecia via mare sono stati 309.356, in Italia 121.139, in Spagna 2.166 e a Malta 100.

Ue: possibile flessibilità sul bilancio
La presidenza lussemburghese ha deciso di aprire la discussione sulla situazione straordinaria dei migranti ai fini del Patto di stabilità, quindi dello scorporo dei fondi. Lo ha annunciato il ministro dell'economia lussemburghese Pierre Gramegna al termine dell'Ecofin

Orban: "Arresto per chi entra illegalmente"
Mentre continua l'afflusso di profughi l'Ungheria annuncia la linea dura. Orban ha dichiarato che a partire dalla prossima settimana, dal 15 settembre cioè quando entrerà in vigore la nuova normativa più restrittiva sull'immigrazione, i profughi che entreranno illegalmente in Ungheria saranno arrestati. La situazione nel paese è sempre più critica: nelle ultime 24 ore sono arrivati altri 3.226 profughi.  Intanto Budapest ha fatto sapere di non voler usufruire al piano di ricollocamento dei migranti, ha chiesto di essere cancellata dai Paesi beneficiari (lo è assieme a Grecia e Italia) dei 120mila ricollocamenti intra-Ue proposti da Bruxelles.

Continua la costruzione del muro al confine con la Serbia. Orban utilizza i detenuti come operai
Per finire più in fretta la barriera al confine con la Serbia il leader magiaro impiega anche i detenuti e un filmato pubblicato su Internet testimonia il trattamento dei rifugiati chiusi in un recinto ai quali viene gettato del cibo, come fossero animali.
Già dallo scorso luglio i carcerati ungheresi sono coinvolti nella produzione dei materiali necessari per costruire la barriera anti-migranti: pali, reticolato e filo spinato. "Da 24 ore però, una scena degna della peggiore Cayenna,  - racconta l'nviato dell'Ansa a Rozske - i detenuti vengono fatti radunare davanti a due tende a pochi metri dal muro. Lì ricevono le indicazioni operative. Sono una cinquantina, tutti in uniforme
grigia. Un gruppo viene inquadrato in linee da dieci e inviato a piedi verso l'area dove la barriera non è stata ancora ultimata. Avanzano tra due ali di poliziotti, seguiti da militari armati di Ak47 e da due camion per il trasporto di materiali e persone." 

Italiano fermato in Ungheria
Sempre in Ungheria, vicino a Budapest, un italiano di 52 anni è stato fermato alla guida di un furgone con 33 siriani a bordo diretto in Germania. È accusato di traffico di esseri umani. L'uomo si è difeso affermando di aver raccolto i profughi infreddoliti. A bordo del furgone sarebbero state trovate anche due donne e la polizia ha diffuso un video che mostra l'uomo in manette. Il mezzo, su cui erano stipati 33 migranti, è un Fiat Ducato di colore rosso. Il fermo è stato confermato dalla Farnesina. 



Austria blocca traffico
Dall'altro lato del confine, In Austria, la polizia ha bloccato il traffico sull'autostrada A4 nei pressi della frontiera, con decine di migranti che la percorrevano a piedi per raggiungere Vienna. La sospensione dei treni austriaci dal confine con l'Ungheria ha provocato la marcia di oltre un migliaio di profughi verso Vienna, distante 60 chilometri. Solo ieri 8mila persone hanno passato la frontiera austriaca con l'Ungheria. Dalla mezzanotte, sono entrate in Austria altre 3.600 persone, ha spiegato un portavoce della polizia.



Ban Ki-moon: "Ue faccia di più"
"Approvo l`iniziativa e la solidarietà globale che stanno dimostrando i capi di Stato e di governo europei, ma allo stesso tempo in considerazione della gravità e della proporzione di questa crisi, mi aspetterei naturalmente che i leader europei facessero di più". Lo afferma il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon nell'intervista rilasciata alla Radio Vaticana.
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