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MONDO

Dall'inizio dei disordini le vittime sono 23

Proteste Iran, altri 9 morti. Gli Usa chiedono riunione Onu e minacciano sanzioni

La guida suprema, ayatollah Khamenei, accusa "i nemici dell'Iran" per le violenze

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La protesta contro il governo continua a divampare in Iran, dove la notte scorsa sono morte negli scontri altre 9 persone. Il bilancio complessivo di sei giorni di proteste è ormai di almeno 23 vittime.
Secondo quanto riportato dalla tv di Stato, sei dimostranti sono stati uccisi durante un attacco a una stazione di polizia a Qahdarijan. Gli scontri sono iniziati quando i dimostranti hanno cercato di rubare armi dalla stazione di polizia. Almeno 450 gli arresti. E mentre in Iran ci si prepara a un'altra notte difficile, gli Stati Uniti tornano ad attaccare Teheran. 

Usa: ridicola la tesi di ingerenze esterne
L'ambasciatrice Usa all'Onu Nikki Haley ha annunciato in una conferenza stampa che chiederà una sessione di emergenza alle Nazioni Unite e al consiglio dei diritti umani a Ginevra sull'Iran. Poi ha sostenuto che le proteste sono completamente spontanee e ha definito ridicola la tesi tesi secondo cui sarebbero programmate da forze esterne.

Casa Bianca: Teheran rispetti i diritti dei cittadini. Ed evoca sanzioni 
La Casa Bianca intanto chiede all'Iran di rispettare i diritti dei cittadini nelle proteste in corso nel Paese, ha detto la portavoce Sarah Sanders nel suo briefing quotidiano. Il presidente americano Donald Trump sostiene le manifestazioni antigovernative in Iran e "mantiene aperte tutte le sue opzioni in termini di sanzioni", ha aggiunto. Alla domanda se l'obiettivo è favorire un cambio di regime, Sanders si è limitata a rispondere che gli Usa vogliono che sia garantito ai cittadini iraniani "il rispetto dei diritti umani fondamentali" e che Teheran "smetta di essere uno sponsor del terrorismo".

Usa: mettere fine a blocco social media 
L'amministrazione Trump ha inoltre chiesto al governo iraniano di mettere fine al blocco di Instagram e di altri popolari social media mentre gli iraniani stanno protestando nelle strade. Gli Stati Uniti vogliono che Teheran "apra questi siti", ha affermato il sottosegretario di stato Usa Steve Goldstein, definendo Instagram, Telegram e altre piattaforme "luoghi legittimi per la comunicazione".

Khamenei accusa 'i nemici dell'Iran' per le proteste
I nemici dell'Iran "hanno rafforzato l'alleanza per colpire le istituzioni islamiche" del Paese durante i recenti incidenti. Lo ha detto la Guida suprema iraniana, l'Ayatollah Ali Khamenei, nel primo intervento dall'inizio delle proteste. "Con i diversi strumenti come denaro, armi, politica e sistemi di sicurezza, i nemici hanno provato a minare il sistema", ha aggiunto.

Le 'radici' economiche della protesta
Il governo iraniano, sottovalutando probabilmente lo scontento già serpeggiante (anche per via di reportage di stampa sulle ricchezze incredibili di alcuni ministri), nel mese di dicembre ha presentato la legge di bilancio 2018: aumento del 70% del prezzo della benzina, + 40% di luce e gas, triplicata l'imposta sui viaggi all'estero, aumento delle multe stradali, abolizione dei sussidi governativi diretti per 20 milioni di persone, un quarto della popolazione dell'Iran.

Il nodo della speculazione
Una stretta "d'austerità" che ha innescato una bolla di inflazione speculativa che in poche settimane ha portato al raddoppio del prezzo della carne e delle uova, ed anche il prezzo del pane è aumentato del 33%. Negli ultimi due anni una ventina di banche e istituti di credito nel Paese sono falliti e centinaia di migliaia di risparmiatori hanno visto sfumare i propri risparmi. Un fenomeno che già dal mese di novembre ha spinto la gente a manifestare per le strade di Teheran. Proteste assolutamente pacifiche che venivano tollerate dalla polizia e alle quali hanno anzi partecipato anche parlamentari ed esponenti politici che chiedevano al governo di occuparsi dei soldi della gente. Il governo del presidente Hassan Rohani ha garantito che tutti avrebbero riavuto i propri risparmi, ma in realtà la crisi potrebbe durare anni e con l'inflazione galoppante, riprendere la stessa somma di soldi dopo anni, significa di fatto perderli.
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