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POLITICA

Il caso

Tangentopoli, Duilio Poggiolini non è più Cavaliere. Titolo revocato dal Quirinale

La Gazzetta Ufficiale ha pubblicato il comunicato del Segretariato generale del Quirinale. Nel 1993 l'allora direttore generale del Servizio Farmaceutico Nazionale fu uno dei protagonisti di Tangentopoli. Quando gli per­quisirono la casa impiegarono dodi­ci ore a catalogare il tesoro, nasco­sto anche nei materassi e nel pouf

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Negli anni di Tangentopoli, Duilio Poggiolini era diventato quasi il simbolo di un sistema politico che si credeva stesse crollando. Poi le perquisizioni, i lingotti d'oro nascosti ovunque nella sua abitazione, il processo sul plasma infetto. Vent'anni dopo l'ex direttore generale del Servizio Farmaceutico Nazionale della Sanità ai tempi del ministro De Lorenzo perde anche le onorificenze di Cavaliere, Ufficiale e Grande Ufficiale conferitegli negli anni Sessanta e Settanta. La Gazzetta Ufficiale ha pubblicato il comunicato del Segretariato generale del Quirinale.

Poggiolini e i lingotti 
Quando si pensa a Duilio Poggiolini vengono in mente i lingotti d'oro. Nel 1993 fu uno dei protagonisti di Tangentopoli: quando la magistratura ordina il sequestro dei suoi beni, la Finanza si presenta nella villa romana accompagnata da due furgoni e trova quadri d'autore, gioielli, mazzette di banconote provenienti da tutto il mondo ma soprattutto lingotti d'oro: nascosti in cucina e nelle imbottiture dei divani. Il pool di Mani Pulite inoltre risale ad un conto in Svizzera, intestato alla moglie, dove il re della Sanità custodiva oltre 15 miliardi di vecchie lire.

Le condanne
Nel 2000 Poggiolini è stato condannato a 7 anni e mezzo per corruzione, ridotti a quattro anni in Appello (sentenza confermata dalla Cassazione). Nel 2011 la Corte dei Conti lo condanna a risarcire lo Stato con cinque milioni di euro.

Il caso degli emoderivati infetti
Poggiolini è stato coinvolto e rinviato a giudizio anche nel caso degli emoderivati infetti (finite sotto accusa anche aziende farmaceutiche di primissimo piano), che avrebbe causato in Italia oltre 2mila decessi.
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