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CULTURA

Lo scambio culturale

Riccardo Muti dirige Giuseppe Verdi a Teheran. I media iraniani: "Un concerto che fa la storia"

Oltre 200 tra strumentisti e coristi, iraniani ed italiani alla Vahdat Hall per un programma interamente dedicato a Verdi.
Ieri le prove, in cui i musicisti hanno trovato l'affiatamento che servira' anche per la 'replica' dell'8 luglio a Ravenna, dove si esibira' per la seconda volta l'intera formazione creata a Teheran

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Grandi manifesti con il volto di Riccardo Muti sono comparsi nel centro di Teheran per annunciare il concerto che il maestro dirige oggi, 6 luglio, alla Vahdat Hall di Teheran, con oltre 200 tra strumentisti e coristi, iraniani ed italiani, per un programma interamente dedicato a Verdi.

Ieri le prove, in cui i musicisti hanno trovato l'affiatamento che servira' anche per la 'replica' dell'8 luglio a Ravenna, dove si esibira' per la seconda volta l'intera formazione creata a Teheran.

Palpabile tra gli iraniani l'emozione, per chi ha potuto assistere alle prove, per l'opportunita' di lavorare con Muti. In quello che lui stesso Muti ha definito lo spirito di fratellanza in cui e' stato concepito l'evento, a partire dalla sua prima edizione di vent'anni fa a Sarajevo.

"La musica ha la capacita' di comunicare e di toccare le corde piu' profonde in maniera diretta, senza bisogno di traduzioni", ha detto Muti alla vigilia dell'evento. L'attesa del concerto, che celebra il ventennale de "Le vie dell'amicizia" del Ravenna Festival, e' testimoniata dal fatto che tutto i biglietti sono andati esauriti per la serata, cui partecipera', con le autorita' iraniane, anche la sottosegretaria ai beni ed alle attivita' culturali Dorina Bianchi. ampia copertura dai media iraniani in attesa del concerto, con i principali quotidiani e agenzie di stampa che lo annunciano, insieme ad un'esibizione gratuita  per gli studenti di musica e discipline artistiche.

Per l'agenzia Tasnim, riportata dal quotidiano conservatore Kayhan, i 200 musicisti delle due nazionalita' "faranno storia" e Muti viene definito "ambasciatore culturale dellIitalia".

Il concerto vede protagonisti l'orchestra sinfonica e il coro di Teheran, ricostituiti due anni fa dopo 80 anni di storia e diretta da Sharhad Rouhani, l'orchestra giovanile Luigi Cherubini, il tenore Pietro Pretti, il baritono Luca Salsi e il basso Riccardo Zanellato. L'appuntamento e' ospitato dalla fondazione Roudaki, in collaborazione la Farabi Foundation con i nostri ministeri esteri e beni culturali, la Regione Emilia Romagna e le ambasciate dei due paesi.
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