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ECONOMIA

Rai: "I rilievi dell'Agcom infondati e lesivi della libertà editoriale e di impresa"

Nota di Viale Mazzini replica all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni

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"Finalmente la Rai ha potuto leggere le motivazioni che hanno determinato l'Agcom a irrogare una sanzione di 1,5 milioni per ipotizzata violazione delle norme in materia di pluralismo informativo. In particolare l'Autorità, trascurando di considerare le migliaia di ore di informazione plurale, accurata e approfondita che viene garantita annualmente e da sempre dalla concessionaria a livello nazionale e locale, si sofferma su singoli episodi non confrontabili tra loro. Alcuni risalgono nel tempo e non sono mai stati contestati prima, eppure vengono accostati in modo arbitrario e confuso in termini sia di contenuto sia cronologici. Il tutto per giungere a conclusioni di natura sostanzialmente deontologica ed editoriale circa le modalità di esercizio del diritto costituzionalmente garantito di libera manifestazione del pensiero, di critica e di cronaca dei giornalisti Rai, per i quali si chiede addirittura l'adozione di iniziative di formazione".

Così, in una nota, la Rai secondo cui "del tutto incomprensibile risulta anche la decisione dell'Agcom in materia di determinazione dei prezzi di vendita degli spazi pubblicitari, assunta con una seconda delibera nella quale si giunge apoditticamente alla conclusione che Rai avrebbe adottato, in un mercato che peraltro espressamente Agcom considera complessivamente opaco, una politica commerciale poco trasparente".

"E ciò senza neanche una preventiva e approfondita indagine di mercato che coinvolga tutti gli operatori del settore dei media audiovisivi o il supporto di esaustive ed esplicative elaborazioni matematiche, o il riferimento a un singolo valore numerico. L'azienda - conclude la nota - considera i rilievi dell'Autorità completamente infondati e gravemente lesivi della propria libertà editoriale e d'impresa, e sta di conseguenza valutando tutte le opportune iniziative da assumere".
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