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ECONOMIA

Accordo sulle nomine

Rai, il governo indica Salini come Ad e Marcello Foa per la Presidenza

Trovato l'accordo per le nomine dei vertici Rai. Foa sarà poi votato dalla commissione di Vigilanza per la carica di presidente dell'azienda radiotelevisiva

Fabrizio Salini, nuovo ad Rai
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​Il ministro del Tesoro Tria ha proposto al Cdm il nominativo di Fabrizio Salini come Ad Rai e Marcello Foa come consigliere di amministrazione. Quest'ultimo sarà votato poi dalla commissione di Vigilanza per la carica di presidente dell'azienda radiotelevisiva.

"In ottemperanza alle disposizioni di legge e di statuto e a completamento delle designazioni già effettuate dal Parlamento e dall'azienda, per il rinnovo del Consiglio di Amministrazione della Rai il ministro dell'Economia e delle Finanze, Giovanni Tria, ha proposto al Consiglio dei Ministri i seguenti nominativi: Fabrizio Salini, indicandolo per la carica di amministratore delegato, e Marcello Foa per la carica di consigliere di amministrazione" si legge nella nota. 

L'assemblea degli azionisti Rai ha formalizzato i nomi dei 7 componenti del nuovo Cda: quattro indicati dal Parlamento (Rita Borioni, Beatrice Coletti, Igor De Biasio e Giampaolo Rossi), uno dai dipendenti (Riccardo Laganà) e, nel primo pomeriggio, due dal governo, Fabrizio Salini e Marcello Foa. Per martedì prossimo il nuovo Cda è convocato per l'elezione del presidente (formalmente tocca infatti all'organismo di amministrazione), scelta che l'indomani sarà la commissione di Vigilanza ad approvare o meno, e occorreranno i due terzi dei consensi perché il nome di Foa passi. Un ulteriore passaggio sarà quindi la riunione del Cda di viale Mazzini per prendere atto della decisione della commissione bicamerale. In Vigilanza la maggioranza di governo ha 21 seggi su 40, di cui 14 del M5s e 7 della Lega. Hanno 7 rappresentanti ciascuno Pd e Fi, due per FdI e LeU e 1 del Gruppo per le Autonomie.   

Foa: orgoglioso ed emozionato per nomina inaspettata


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Di Maio: al via la rivoluzione culturale
"Abbiamo appena nominato i vertici della Rai. Oggi inizia una nuova rivoluzione culturale con i due nomi - Marcello Foa presidente e Fabrizio Salini Ad - che su proposta del ministro Tria, il presidente del Consiglio e il Cdm hanno ritenuto all'altezza di questa grande sfida per liberarci dei raccomandati e dei parassiti". Così al termine del Cdm il vicepremier e ministro del Lavoro e dello sviluppo economico Luigi Di Maio.

Salvini: Pd alla frutta, finalmente tante voci diverse 
"Quelli del Pd sono veramente alla frutta. Auguro loro un agosto di serenità e di relax perché ne hanno bisogno. Finalmente ci saranno tante voci diverse alla Rai. Non ci sarà solo la voce della sinistra renziana, ma tante voci diverse": così il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, ha replicato alle critiche del Pd sull'accordo tra Lega e M5S per i nuovi vertici della Rai. E poi: "Hanno paura che cambi qualcosa in Rai, la loro paura è fondata. Cambieranno le cose, verranno valorizzati giornalisti
dimenticati perché non erano di sinistra".

Martina: spartizione Lega e M5S, da Pd opposizione durissima
"In Rai va in onda la spartizione tra Lega e Cinque Stelle. La legge prevede maggioranza 2/3 per Presidente di garanzia: per le poltrone calpestano anche le regole. Pronti a opposizione durissima". Così il segretario Pd Maurizio Martina su ad e presidente Rai. Rincara la dose Michele Anzaldi: "L’indicazione di Marcello Foa nel Cda Rai è vietata dalla legge per incompatibilità. Agcom, Anac e Corte dei Conti accendano un faro sulla vicenda e verifichino, prima che arrivino i ricorsi al Tar. Nella foga spartitoria e lottizzatoria di Salvini e Di Maio, il Governo ha scelto un profilo che viola la legge non soltanto perché non è in alcun modo un presidente di garanzia, ma anche perché non ha i requisiti previsti dalle norme". Così il parlamentare Pd e membro della Vigilanza Rai su Facebook. "La legge di riforma all'articolo 2 comma 4 bis dice che i consiglieri non possono essere scelti tra chi ha 'titolarità di cariche in società concorrenti'. Foa dal 2012, e ancora oggi come è riportato sul sito ufficiale dell'azienda, risulta essere amministratore delegato e direttore generale del gruppo editoriale svizzero MediaTi holding sa e della Società editrice Corriere del Ticino, gruppo cui fanno capo la prima TV privata svizzera, Teleticino, la radio privata più ascoltata, Radio 3i, e due siti di informazione. Il gruppo - conclude Anzaldi - è quindi evidentemente un gruppo concorrente alla RAI sui mercati esteri ma anche in quelle regioni italiane di confine (Lombardia in testa) dove le trasmissioni vengono ricevute. La nomina di Foa appare non avere i requisiti per passare il vaglio delle autorità di vigilanza e della giustizia amministrativa".

Mulè: finita telenovela, giudicheremo dai fatti
"Finita la stucchevole e noiosat elenovela sull'indicazione degli ultimi due componenti del cda Rai da parte del governo, adesso finalmente si può guardare avanti. Giudicheremo dai fatti, come siamo abituati in Forza Italia senza pregiudizi. Con l'unico faro che sarà quello di salvaguardare la Rai e le sue straordinarie professionalità e potenzialità". Così, in una nota, Giorgio Mulè, capogruppo di Forza Italia in Commissione Vigilanza Rai.   

"In epoca di fake news - prosegue - e di un pericolosissimo tentativo di ordinare ai giornalisti come fare il loro lavoro (è di stamattina l'ultimo, vergognoso post sul blog dei 5 Stelle), il servizio pubblico dovrà dimostrare di essere impermeabile a questa deriva autoritaria e di essere autenticamente pluralista.A cominciare dagli organi di garanzia dell'azienda".

Della Vedova: con Foa il governo ha scelto il suo campione no euro
"ll governo gialloverde ha scelto il suo campione e lo ha fatto Presidente della Rai, la piu grande azienda culturale del paese, come usa dire. Foa è un fiero antieuro e anti Ue, putiniano, sovranista, insultante con il Presidente della Repubblica. La cultura dominante, oggi, se qualcuno non se fosse ancora accorto, è questa: lo è sui social e lo sarà presto in Rai".

Lo scrive su Facebook Benedetto Della Vedova, coordinatore di +Europa. "La Rai era ed è da privatizzare: è sempre stata dipendente dal potere politico e oggi lo è come e più di prima. Nessun 'cambiamento', nemmeno in questo", conclude.

Usigrai-Fnsi-Odg: "Da rivoluzione a tutto previsto"
"Dalla "rivoluzione" al "tutto come previsto". Dopo la sceneggiata dei casting, tutto si conclude con l'ad previsto da settimane". E' quanto si legge in una nota dell'Esecutivo Usigrai, Fnsi, Ordine dei Giornalisti. "La rivoluzione - prosegue la nota - può attendere: per ora in scena solo il vecchio rito di spartizione partitocratica. Un motivo in più per dire a uno dei protagonisti - il vice presidente del Consiglio Luigi Di Maio - di cominciare con il portare rispetto nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori della Rai: altro che 'parassiti e raccomandati', in Rai lavorano professionisti che garantiscono ancora oggi al Servizio Pubblico - nonostante il cappio dei partiti e dei governi - di essere la prima azienda radiotelevisiva italiana".
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