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POLITICA

La enews del premier

Referendum, Renzi: una bufala dire che si vota su trivelle ed energie rinnovabili

Il premier cita un "magistrale" Napolitano e dice: al referendum del 17 aprile è legittimo astenersi

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Sul referendum del 17 aprile "ogni scelta è legittima. Come ha magistralmente spiegato Giorgio Napolitano oggi in una intervista a Repubblica, se un referendum prevede il quorum la posizione di chi si astiene è costituzionalmente legittima al pari delle altre. Nel caso di un referendum con quorum sostenere le ragioni di chi non vuole andare a votare ha la stessa identica dignità di chi dice sì o no". Lo scrive nella sua enews il premier Matteo Renzi.

"Ripeto fino alla noia - prosegue - scusandomi con chi ha già sentito queste considerazioni, sulla bufala trivelle. Non c'è nessun referendum sulle trivelle. Non c'è una sola trivella in discussione: solo la scelta se continuare a
estrarre carbone e gas fino all'esaurimento del giacimento senza sprecare ciò che già stiamo utilizzando oppure fermarsi a metà alla scadenza della concessione". E insiste: "Dicono che si voti sulle rinnovabili, su un nuovo modello di sviluppo, sull'alternativa alle energie fossili. In realtà si chiudono impianti che funzionano, facendo perdere undicimila posti di lavoro e aumentando l'importazione di gas dai paesi arabi o dalla Russia".

Poi il premier passa a parlare di un altro referendum, quello confermativo sulla riforma costituzionale: "Ovviamente la campagna elettorale referendaria di ottobre avrà accenti molto duri, vista la posta in gioco, e io non mancherò di utilizzare tutti gli argomenti più chiari e più efficaci per valorizzare quanto di buono ci sia nel testo della riforma". "Ho cercato - aggiunge - di rispondere punto per punto alle critiche che giudico in larga parte strumentali, come estremo atto di riguardo verso il Parlamento e il suo dibattito". E spiega: "Quanto ai comitati per il prossimo ottobre, ci saranno diversi modi per partecipare. Sarà formato un Comitato Nazionale guidato da personalità e da studiosi che nel corso della campagna avranno la responsabilità di illustrare i temi di merito e le ragioni della riforma. Poi ci sarà la possibilità per almeno dieci cittadini di riunirsi assieme e di fare un comitato spontaneo sia su base territoriale che sui luoghi di lavoro o nelle realtà culturali: grande occasione per avvicinarsi alla politica e valorizzare la partecipazione".
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