POLITICA

Seggi aperti fino alle 23

Referendum per l'autonomia: in Veneto affluenza al 21% alle 12, è il doppio della Lombardia

Se vince il Sì parte trattativa con lo Stato. Più materie di competenza regionale, ma servirà l'approvazione delle Camere

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Si vota in Lombardia e nel Veneto un referendum consultivo sull'autonomia regionale. Le urne si chiuderanno alle 23.  

Lombardia, alle 12 affluenza all'11% 
Alle 12 in Lombardia ha votato alle ore 12:00 l'11,06% degli elettori. E' questo il dato definitivo comunicato dalla Regione dopo le 17, riferito al 100% dei 9.224 seggi. A quanto si apprende in alcuni Comuni avrebbero riscontrato difficoltà nell'inviare i dati sul numero di votanti al sistema informatico approntato dalla Regione Lombardia. Tra i Comuni più in ritardo nel comunicare l'affluenza c'è quello di Lodi. Dalla Regione sottolineano che non si stanno riscontrando difficoltà nel voto elettronico.

Veneto, alle 12 affluenza al 21,1% 
E' stata del 21,1% l'affluenza dei votanti alle ore 12 per il referendum consultivo sull'autonomia del Veneto. Treviso con il 20,5%, pari a 13.980 sui 68.285 aventi diritto, guida la "classifica" dei
comuni capoluoghi di provincia in Veneto per la maggior affluenza al voto alle ore 12.

Come si vota
Per votare occorre recarsi presso il seggio indicato sulla propria tessera elettorale, con un documento d'identità valido. Gli elettori sprovvisti della tessera elettorale possono rivolgersi agli uffici del Comune di residenza per conoscere l'ubicazione del proprio seggio. Non è consentito il voto all'estero, previsto solo per le elezioni della Camera dei Deputati, del Senato e per i referendum nazionali. I lombardi e i veneti residenti all'estero ma iscritti all'Aire possono però esercitare il diritto di voto presentandosi di persona al seggio della sezione elettorale in Italia in cui sono iscritti. In Lombardia non è previsto il quorum. Ciò significa che, a prescindere dal numero dei votanti, quello che conta sarà la vittoria del Sì o del No. In Veneto invece, per essere valida, la consultazione avrà bisogno di un'affluenza di almeno il 50%.

In Lombardia voto elettronico
Ventiquattromila tablet, che rimarranno a disposizione delle scuole lombarde, per il debutto del voto elettronico in Italia in occasione del referendum lombardo per l'autonomia. Costo complessivo dell'operazione (che comprende fornitura, consegna, assistenza e ricondizionamento) 22 milioni di euro. A Palazzo Lombardia si sono preparati da mesi per quella che definiscono "l'elezione più importante e grande mai gestita non direttamente dallo Stato".

L'incognita affluenza
Alla chiusura dei seggi alle 23 gli occhi saranno puntati soprattuto sull'affluenza. Solo infatti con una significativa mobilitazione dei 15 milioni di italiani chiamati al voto le rispettive giunte regionali avranno un mandato forte, un potere contrattuale in grado di sostenerli, nell'eventuale trattativa con le istituzioni centrali per ottenere il diritto a gestire a livello regionale materie oggi di competenza statale. L'incognita politica riguarda dunque solo l'affluenza: comitati per il no non sono stati nemmeno costituiti, nessuna forza politica ha fatto campagna per il no. E solo Fratelli d'Italia si è dichiarata contraria.

Le cifre del referendum
In Veneto le spese per il referendum ammontano a circa 14 milioni di euro, mentre in Lombardia, dove si sperimenterà il voto elettronico su tablet, almeno 38 milioni di euro. I cittadini della Lombardia infatti al seggio non trovano schede, urne e matite copiative ma 24mila tablet acquistati per l'occasione. Una sperimentazione, la prima in Italia su larga scala, proposta al Consiglio regionale lombardo dal Movimento 5 Stelle che contestualmente ha dato il proprio via libera alla consultazione sull'autonomia. A gestire le "voting machine", costate 23 milioni di euro, sarà la multinazionale britannica Smartmatic, fondata da un venezueleno, leader mondiale in questo campo.


Scheda: come si vota e perché

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