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POLITICA

Il dibattito

Speciale referendum su Rai Uno, scintille tra le ragioni del Sì e quelle del No

Il confronto tv tra i sostenitori dei due schieramenti in vista del referendum del 4 dicembre sulle riforme costituzionali

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Dibattito acceso tra i ministri Maria Elena Boschi, Pier Carlo Padoan e Carlo Calenda da una parte, il leader della Lega Nord Matteo Salvini, Anna Maria Bernini di Forza Italia e Stefano Fassina di Sinistra italiana dall'altra, protagonisti del confronto televisivo trasmesso in prima serata su Rai Uno tra le ragioni del Sì e quelle del No al referendum del 4 dicembre sulle riforme costituzionali.

A moderare il dibattito, Bruno Vespa, dallo studio di Porta a Porta. 

Al ministro dell'Economia, Padoan, il quale afferma che "se vincera il Sì l'economia andrà meglio e si crescerà di più, inoltre ci sarà più occupazione", risponde Salvini:  "Questa è una riforma dettata da Berlino, da Francoforte e dalla signora Merkel. Non è serio che un ministro dell'Economia dica che questa riforma fa aumentare i posti di lavoro".

Scintille anche tra Maria Elena Boschi e Anna Maria Bernini. "La senatrice Bernini ha già votato questa riforma", dice il ministro per le Riforme alla senatrice di Forza Italia che sottolineava come la riforma sia "scritta male, incomprensibile". "Lei l'ha votata in Commissione e in Aula - ha incalzato il ministro Boschi - così come ha fatto il suo gruppo anche alla Camera". Immediata la risposta della senatrice 'azzurra': "Non l'abbiamo votata più quando avete cambiato le carte in tavola". Per Boschi, però, "non è cambiato il testo, è cambiata la volontà politica. Si può cambiare idea, ma è questa la verità dei fatti". 

 "Se dovesse vincere il no non succederà assolutamente nulla. Con la vittoria di Trump avevano promesso catastrofi e invece la situazione si è stabilizzata, anzi le Borse sono risalite", commenta il deputato di Sinistra Italiana, Stefano Fassina, nel corso del dibattito.

 "Se il governo Renzi va a casa non è una tragedia, non è questo il punto, ma dire che una bocciatura non genera incertezza è sbagliato però bisogna votare la riforma per i suoi contenuti", afferma invece il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda.
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