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POLITICA

Montecitorio

Camera, primo via libera alla riforma costituzionale del referendum

Servirà quorum 'approvativo' del 25% degli aventi diritto al voto. Le reazioni delle forze politiche

L'Aula della Camera
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Con 272 voti favorevoli, 141 contrari (Pd e Fi) e 17 astenuti (Leu e Fdi) l'Aula della Camera ha dato il primo via libera al referendum propositivo previsto dalla proposta di legge M5S appoggiata da Lega. Il testo passa al Senato e poi sarà necessario un secondo passaggio sia a Montecitorio che a Palazzo Madama.

Saranno sufficienti, al termine di una riforma costituzionale che prevede almeno quattro letture parlamentari, 500mila firme per vedere approvata dalle Camere una proposta di legge entro il termine di 18 mesi.

Si tratta dell'iniziativa legislativa popolare "rinforzata" introdotta modificando l'articolo 71 della Costituzione, che già prevedeva la possibilità di proposta legislativa da parte di almeno 50mila elettori.

Trascorso questo periodo senza 'risposta' da parte del Parlamento (o se il provvedimento varato non dovesse rispecchiare la volontà dei promotori della consultazione, a meno di "modifiche meramente formali") la parola passerà alle urne, dove sarà necessario un quorum "approvativo" del 25% degli aventi diritto al voto, pari a circa 12 milioni di elettori). Lo stesso quorum verrà richiesto anche per i 'tradizionali' referendum abrogativi (in questo caso si è messo mano all'articolo 75 della Carta).

Alla maggiooranza mancano 71 voti
La premessa è d'obbligo: nel numero finale dei voti favorevoli incassati dalla riforma costituzionale che introduce il referendum propositivo, ovvero 272 sì, va calcolato il numero dei deputati assenti 'giustificati', tra quelli in missione e quelli assenti per altri motivi ma comunque non computati tra le assenze non giustificate. Fatta questa premessa, alla maggioranza giallo-verde, nel voto della Camera sul primo via libera alla riforma, 'mancano' 71 voti. M5s e Lega, infatti, sulla carta possono contare su 343 (220 deputati pentastellati e 123 del Carroccio).

M5s: giorno storico per democrazia
“Con l’approvazione in prima lettura della proposta di legge costituzionale sul referendum propositivo l’Italia pone le basi per un nuovo patto tra istituzioni e cittadini. Questa riforma consentirà al popolo di partecipare direttamente alla formazione delle leggi e al tempo stesso riaffermerà la centralità del Parlamento. È un giorno storico per la nostra democrazia”, ha sostenuto il ministro per i Rapporti con il Parlamento e la Democrazia diretta, Riccardo Fraccaro.

"Quello che oggi ha ricevuto il primo via libera della Camera è un provvedimento-manifesto della storia del MoVimento 5 Stelle: da sempre, infatti, sosteniamo che cittadini e Parlamento debbano riavvicinarsi. Grazie all'input del ministro Fraccaro abbiamo potuto intraprendere la lunga strada di una riforma costituzionale importante e doverosa per rimettere al centro della vita politica tutti gli italiani. Un percorso fatto anche di grande ascolto da parte del Governo e della maggioranza verso tutti i contributi costruttivi delle altre forze sociali e politiche". Così in una nota dei deputati pentastellati.

Lega: primo atto di cammino cambiamento
"Questo è il primo atto di un cammino rinnovatore che porterà il Paese a grandi cambiamenti. L'intento è mettere il Paese al Passo con i tempi". Lo ha detto Igor Iezzi in Aula alla Camera annunciando il sì della Lega alla riforma che introduce il referendum propositivo. "Si tratta di un primo passo - ha aggiunto - non solo perché richiede tempi lunghi di approvazione, ma anche perché le riforme costituzionali che abbiamo in mente comprendono anche altro", come il vincolo di mandato e l'Autonomia differenziata. La maggioranza, ha detto Iezzi, procede con "ddl semplici, chiari, su cui i cittadini possano confrontarsi con trasparenza" in caso di referendum. "Affrontiamo questi temi con rispetto, non commetteremo gli errori di chi ci ha preceduto, non avremo la stessa arroganza, usando le riforme come una clava per distruggere gli avversari tranne essere travolto". "La Costituzione va amata ma va rinnovata, e negare che la società sia cambiata è da ciechi, da folli. Il popolo vuole contare di più", ha concluso Iezzi.

Vazio (Pd): poste premesse per distruggere democrazia
"La riforma costituzionale che istituisce il referendum propositivo comporta: poche garanzie, l'esaltazione della piazza e della piattaforma web, ma soprattutto nessun limite rispetto a materie delicatissime". Lo dichiara Franco Vazio, vice-presidente della commissione Giustizia della Camera."Si potrà infatti - spiega - intervenire in materia penale, tributaria, sul diritto di sciopero e anche sui diritti dei lavoratori. Questo significa non solo delegittimare il Parlamento ma porre le condizioni per distruggere la rappresentanza parlamentare. Che tutto questo avvenga nelle stesse ore in cui l'inquietante piattaforma 'Rousseau' e il M5S hanno pronunciato la prima sentenza di piazza, mette paura. La Giunta delle Autorizzazioni del Senato, esaminando e valutando memorie e atti secretati, avrebbe dovuto decidere se sottoporre a processo penale il Ministro Salvini. Sovvertendo la Costituzione ed esautorando i propri membri in Giunta, il M5S ha invece fatto decidere ai quattro gatti iscritti a Rousseau - sempre che abbiano realmente deciso e votato - senza neppure leggere un solo atto o una sola memoria del fascicolo. Si tratta del primo processo celebrato in piazza e in cui la sentenza non è stata pronunciata in nome del popolo italiano, ma nell'interesse di un soggetto privato avvolto dall'oscurità. È il segno dei tempi? Esiste un disegno eversivo?". "È certamente una situazione pericolosissima che meriterebbe una forte reazione da parte dei giuristi, dei costituzionalisti e di quegli uomini e quelle donne che hanno sempre creduto e credono che la nostra Costituzione sia il baluardo per difendere diritti e garanzie. E non un orpello da umiliare per opera di una grigia e inquietante piattaforma web", conclude.

Forza Italia: provvedimento pessimo
"Qualcuno vuole abbattere la democrazia rappresentativa, questo è il peggior provvedimento della Storia". Lo ha detto in Aula alla Camera Francesco Paolo Sisto, annunciando il No di Forza Italia alla riforma costituzionale. "FI non è disponibile ad alcun compromesso - ha aggiunto Sisto - è tetragono. Se la democrazia diretta non è di supporto a quella rappresentativa, ma è una ripercussione della democrazia rappresentativa, è incostituzionale". "E' vittoria di Pirro - ha poi aggiunto rivolgendosi alla maggioranza - è inimmaginabile che un provvedimento del genere possa essere approvato in nome di uno scellerato patto di governo".

Aggiunge Mara Carfagna, vice presidente della Camera e deputata Fi su Twitter: "Non gli è bastato mandare il Paese in recessione. Non gli è bastato bruciare posti di lavoro. Non gli è bastato bloccare Tav e grandi opere. Con il referendum propositivo hanno svenduto la democrazia alle lobby".
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