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POLITICA

Il voto sull'autonomia

Referendum, valanga di sì all'autonomia in Veneto e Lombardia. Zaia e Maroni: Ora trattiamo con Roma

In Veneto l'affluenza sfiora il 60%. "Siamo al big bang delle riforme istituzionali e noi saremo protagonisti", afferma un Luca Zaia piu' che soddisfatto. "I veneti vogliono essere padroni a casa loro". Salvini: una lezione di democrazia a Italia e Europa. 

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Particamente un plebiscito in Veneto, Lombardia più tiepida ma con un risultato anche in questo caso importante. Il referendum non riserva sorprese: il nord chiede l'autonomia e i governatori Maroni e Zaia festeggiano e annunciano l'apertura della trattativa con il governo. Per il governatore lombardo un motivo di orgoglio in piu': "Il voto elettronico ha funzionato, non c'e' stato nessun attacco hacker, chiedero' al ministro Minniti di poterlo applicare gia' alle prossime elezioni regionali. L'ho gia' chiamato oggi", sono le sue prime parole, incontrando i giornalisti.

Salvini: ieri lezione democrazia a Italia ed Europa 
Stamane il segretario della Lega Salvini ha detto che in Lombardia e Veneto è "stata una lezione di democrazia per tutta Europa, abbiamo scelto la via legale, pacifica e costituzionale. La stessa opportunità la offriremo da nord a sud a chi ce lo chiede".  Salvini ha poi precisato che  "il nostro unico interlocutore è il presidente del consiglio".

Zaia: "Siamo al big bang delle riforme istituzionali"
A parlare d'altronde sono i numeri. In Veneto l'affluenza sfiora il 60%. "Siamo al big bang delle riforme istituzionali e noi saremo protagonisti", afferma un Luca Zaia piu' che soddisfatto. "I veneti vogliono essere padroni a casa loro", e annuncia una riunione di Giunta gia' per stamattina "per il progetto di legge sull'autonomia. Sara' il nostro contratto da presentare al governo", "saremo laboratorio per tutta l'Italia", "questo referendum diventera' endemico", "le riforme che in questi anni non sono state fatte dall'alto lo saranno dietro la spinta del popolo", perche' "i territori stanno andando in direzione opposta da Roma". Il Veneto chiedera' competenza su 23 materie e di incassare nove decimi delle tasse. "Punto ad avere 24-25 miliardi di euro in piu' che mi consentirebbero di fare cio' che in questo momento non possiamo fare", dice invece Maroni, e anticipa che in Lombardia a votare e' stato il 40% e a dire si' e' stato oltre il 95% dei votanti, "solo il 3% ha detto no".

Il boom del Veneto
Il risultato del referendum sull'Autonomia del Veneto è defintivo con una percentuale del 98,1%  di sì contro un 1.9% di no. La partecipazione degli elettori aventi diritto arriva al 57.2 per cento. Solo nella provincia di Rovigo, con il 49.9 per cento, non si e' raggiunto il quorum, abbondantemente superato invece dalla provincia di Vicenza con il 62,7 per cento, seguita dalla provincia di Padova con il 59,7 per cento.




Referendum: Lombardia; al voto il 38,5%, i Si' a 95,29%
Sono stati 3.010.434 i lombardi che hanno votato al referendum per l'autonomia della Lombardia.  Sul sito della Regione sono stati caricati i dati definitivi: 95,29% si'; 3,94% no e 0,77% schede bianche.

Al voto sono andati il 38,25% degli elettori. La provincia in cui si è votato di piu' e' stata Bergamo con il 47,37%, quella con l'affluenza più scarsa la città metropolitana di Milano con il 31,20%.

Maroni: "Nessuna gara con Zaia"
Non e' un risultato pieno come quello del Veneto, e gli avversari glielo hanno subito fatto notare. Ma Roberto Maroni si e' detto "soddisfatto", perche' ora puo' partire la fase negoziale col Governo. "Ringrazio i tre milioni di lombardi, che mi hanno dato un mandato storico per avere la vera autonomia, nell'ambito dell'unita' nazionale", ha spiegato il governatore leghista, visibilmente emozionato, in una conferenza stampa a Palazzo Lombardia dopo la mezzanotte. Maroni ha riconosciuto che in Veneto "il senso di appartenenza e' indubbiamente piu' forte". Ma, ha aggiunto, "non faccio la competizione con Zaia, non mi interessa la percentuale, sono contento che ci abbia superato, ora possiamo unire le forze per la battaglia del secolo". Maroni fa leva su quel 95% di consensi al Si', e considera un successo anche l'affluenza attorno al 40%. Che, ha sottolineato, "e' stata ampiamente superiore alle mie previsioni del 34%: qualcuno dira' che non basta? Non mi interessa. Non sono affatto deluso. Sono felice".



Le 20 competenze concorrenti e le 3 esclusive da trasferire
Niente a che vedere con la Catalogna. Parliamo di maggiore autonomia e non di indipendenza, dunque, la trattativa dovrà avvenire nei limiti fissati dagli articoli 116 e 117 della Carta Costituzionale. Veneto e Lombardia non potranno diventare Regioni a statuto speciale, come Sicilia, Sardegna, Val d'Aosta, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige (quest'ultima, in realtà, costituita dalle Province autonome di Trento e Bolzano). Per fare ciò, infatti, sarebbe necessaria una modifica costituzionale. Ma le Regioni tratteranno il trasferimento di maggiori competenze dallo Stato e, di conseguenza, più fondi in virtù di versamenti minori in termini di tasse. Dalla trattativa si arriverà a una legge che dovrà essere ratificata dal Parlamento. L'articolo 117 della Costituzione fissa le 20 materie concorrenti e le tre esclusive dello Stato per cui le Regioni possono in parte chiedere più autonomia. Si tratta di temi quali il coordinamento della finanza pubblica e tributario, lavoro, energia, infrastrutture, protezione civile, giustizia e norme processuali, ordinamento civile e penale e giustizia amministrativa; norme generali sull'istruzione; tutela dell'ambiente, dell'ecosistema e dei beni culturali. Sono, invece, materie di competenza esclusiva dello Stato senza possibilità per le Regioni di ottenere alcunché, tra le altre, tutte quelle che riguardano il fisco, la difesa, la sicurezza, l'immigrazione, e la previdenza sociale.



Verso la trattativa con il governo
Questo perche' il governatore gia' pensa alla fase successiva. Martedi' l'avvio della discussione in Consiglio regionale. Poi la composizione di una delegazione trasversale da guidare a Roma, alla quale e' invitato anche Giorgio Gori, del Pd. Infine la richiesta di trattare tutte le materie concorrenti e anche il residuo fiscale entro le elezioni Politiche. Caustico il commento del capogruppo del Pd, Enrico Brambilla, che era schierato per l'astensione: "E' stato messo in campo uno sforzo straordinario, organizzativo e di risorse, per poi verificare che su sette milioni e mezzo di lombardi piu' di quattro se ne sono stati a casa. Vedo che c'e' in giro un po' di soddisfazione ma per lo scampato pericolo". "L'affluenza lombarda - ha detto Stefano Buffagni, M5S, che era per il Si' - e' stata sopra le aspettative, nonostante la strumentalizzazione di Maroni. L'atteggiamento scorretto di tutta la Lega Nord ha scoraggiato molti cittadini che per mesi hanno sentito parlare di residuo fiscale, che con questo referendum non c'entra niente". In attesa che si sposti, da martedi', in Consiglio regionale, la sfida e' stata oggi sulla lentezza dei dati sull'affluenza. "Abbiamo avuto delle criticita' dovute alla novita'" del voto elettronico, ha sostenuto Maroni, "ma la grande soddisfazione e' che sono state tutte risolte e che il sistema ha funzionato in piena sicurezza, i paventati attacchi hacker non si sono visti". 


Bressa: "Governo pronto a avviare trattativa" 
Gianclaudio Bressa, sottosegretario per gli Affari regionali, alla chiusura dei seggi elettorali in Lombardia e Veneto ha dichiarato che "l'esito del referendum in Lombardia e Veneto conferma l'importante richiesta di maggiore autonomia per le rispettive regioni. Il governo, come ha sempre dichiarato anche prima del voto, è pronto ad avviare una trattativa per definire le condizioni e le forme di maggiore autonomia e le relative, necessarie, risorse finanziarie, come del resto sta già avvenendo con la regione Emilia Romagna, che ha già approvato una legge di attuazione dell'articolo 116 comma III della Costituzione".

Martina: "Sui soldi delle tasse non si negozia"
 Il dato del Veneto, dove l'affluenza ha rasentato il   60%, è un mandato degli elettori di cui ho grande rispetto" per aprire una   trattativa sull'autonomia ma "per quanto riguarda la Lombardia parleremo di una   sconfitta, nello specifico di una sconfitta di Maroni". Lo afferma in una   intervista a Repubblica il ministro dell'Agricoltura e vice segretario del Pd   Maurizio Martina osservando che "le materie fiscali non sono e non possono   essere oggetto di trattativa né con il Veneto né con la Lombardia e neanche  con l'Emilia Romagna che ha avviato un'interlocuzione con il governo senza   passare dal referendum".   Insomma "Zaia e Maroni potranno avviare lo stesso percorso di confronto del   presidente Bonaccini" nell'ambito di "una idea federalista equilibrata,   cooperativa". "Partirà  una discussione e in caso di accordo questo verrà  votato dal Parlamento con una legge" conclude Martina.  

Zaia: "Martina è il presidente del Consiglio?"
"Il significato del referendum di ieri è che le riforme devono partire ascoltando il popolo. Punto". Lo afferma ad Affaritaliani.it il governatore del Veneto Luca Zaia all'indomani della consultazione referendaria che ha visto una partecipazione popolare pari quasi al 60% con una schiacciante vittoria di sì (98%). Zaia manda una breve e chiarissima risposta al ministro Maurizio Martina: "Martina è il presidente del Consiglio?"    
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