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POLITICA

La campagna per le regionali

Renzi: "Facciamo riforme attese da 10 anni. C'è una sinistra che vuole perdere"

In Liguria, per la campagna elettorale per le regionali, il premier e segretario Pd Matteo Renzi risponde all'ex premier Massimo D'Alema: "Sono i nostalgici del 25% che stavano bene quando si perdeva"

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"Visto cos'è successo in Gran Bretagna? I conservatori con il 36% dei consensi ottengono la maggioranza assoluta dei seggi. Da noi non può succedere, sotto il 40, occorre il ballottaggio". Comincia da una forte rivendicazione dell'Italicum il tour elettorale di Matteo Renzi in Valle d'Aosta e Liguria. Interventi nei quali sottolinea l'azione del suo governo: "Nell'ultimo anno qualcosa è cambiato, non c'è più austerità".

"Non sono Mr Wolf, ma il governo sta facendo riforme attese da 10 anni"
Quello che stiamo vivendo - dice il premier -  è "un tempo nel quale dopo anni di discussione noi non stiamo pensando di venire qui a dire adesso ci siamo noi, modello pistolero nei film western, e risolviamo tutto noi'. Questa è una caricatura che fanno di noi e del nostro governo". Parole pronunciate dal presidente del Consiglio, durante il suo intervento ad una iniziativa elettorale a Genova a sostegno di Raffaella Paita, candidata presidente della Regione Liguria per il Pd.  

"Noi - aggiunge Renzi - non siamo i risolvi problemi ma siamo persone semplici che a fronte di un dibattito pluridecennale hanno detto a loro stessi e alla politica sarà il caso di fare le cose che abbiamo promesso tutti insieme di fare?'. Le nostre riforme non le abbiamo partorite di notte, di nascosto ma sono riforme di cui si parla da anni", sottolinea il premier.

"C'è una sinistra che vuole perdere, sono i nostalgici del 25%"
Matteo Renzi riserva una "stilettata" all'ex premier Massimo D'Alema che aveva parlato di una sua "eccessiva arroganza". "Oggi - dice Renzi - vedo che c’è qualcuno che dice che perdiamo iscritti: sono i nostalgici del 25%, quelli che stavano bene quando si perdeva, quelli che hanno avuto la loro occasione e l’hanno persa. Ma non ci faranno passare voglia di cambiare l’Italia". Nelle sue parole, c'è un rimando anche a Pippo Civati, che ha appena lasciato il Pd. Un affondo velato dal ricordo della sconfitta di Matteo Renzi alle prime primarie alle quali partecipò, quelle per la premiership del Pd. "Quando persi le primarie - ha ricordato - mi dissero “vieni via dal Pd”. Io risposi di no perché il Pd è casa mia. E’ casa mia quando vinco, è casa mia quando perdo. Lo so che fa male quando si perde". 
 
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