ECONOMIA

La manovra all'esame della Commissione europea

Renzi: "Lettera Ue? Vedremo, ma la manovra non cambia "

"Se la Ue avrà considerazioni da fare ascolteremo e discuteremo ma questa manovra ha il deficit più basso degli ultimi 10 anni e gli sforzi li stiamo facendo"
 

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A fronte di alcune perplessità della Ue sulla manovra italiana "non cambia assolutamente niente: potranno chiedere una lettera con maggiori spiegazioni, ma la sostanza non cambia". Anche perchè "bisogna dare un segnale ai cittadini più che ai tecnocrati di Bruxelles". Lo ha detto il presidente del COnsiglio Matteo Renzi, ospiete di Rtl 102.5. "La manovra dà due miliardi in più per la Sanità - rivendica Renzi - e non sono nè di destra nè di sinistra: sono due miliardi per l'epatite C, i vaccini, i farmaci oncologici. E questo non cambierà per niente. Oppure Equitalia, che va superata con l'idea di fare soldi con sanzioni e interessi e multe. Questo dal 2017 ci sarà. E potrei andare avanti, con l'abbassamento delle tassse per le aziende. La manovra c'è, non si cambia: se la Ue avrà considerazioni da fare ascolteremo e discuteremo ma questa manovra ha il deficit più basso degli ultimi 10 anni e gli sforzi li stiamo facendo".

Basta Equitalia killer
"Nessun condono. Parliamoci chiaro, chi ha preso le multe le deve pagare ma dieci anni fa si è scelto un nome giusto per Equitalia ma si è fatto il contrario, tanto che i padri di Equitalia sono Visco e Tremonti che l'hanno impostata più con una logica sanzionatoria che di raggiungimento dell'obiettivo". Il presidente del Consiglio ricorda allora che "è capitato che dalla multa base si sia arrivati a raddoppiare o triplicare l'importo delle cifre dovuto, ma questo è assurdo", senza contare che "magari qualche imprenditore ha usato i soldi delle tasse per pagare gli stipendi". Detto questo "basta con Equitalia come 'killer' dei cittadini, perché deve essere un consulente dei cittadini".

Referendum: i grandi professori hanno perso anche al Tar
"Questo referendum non è né su di me, né sul governo",  mette in chiaro il presidente del consiglio Matteo Renzi. "Il quesito è stato ufficialmente approvato perché i grandi professori del comitato del No hanno fatto ricorso anche al Tar del Lazio e hanno perso anche lì. Ora andiamo al merito, questo referendum non è né su di me né sul governo". "La domanda è se si vuole cambiare o se si vuole che resti tutto così. Se agli italiani va bene così resto sorpreso ma ne  prendo atto. Ora o mai più: o vince il Sì, oppure se vince il No alla riduzione dei parlamentari, nessuno abbasserà più il numero dei parlamentari", ha ribadito Renzi.

In tv ragioni No si trovano più facilmente
"In tv trovo più facilmente le ragioni del No che quelle del Sì", ha detto il premier. "Se poi guardiamo le trasmissioni, se
io vado da Semprini la scorsa settimana, il martedì dopo c'è andato un deputato Cinque Stelle. Se domenica sarò da Lucia Annunziata è perché c'è stato D'Alema, e avevano iniziato le trasmissioni Di Maio e Di Battista. Facciamo l'elenco e vediamo chi partecipa a cosa, ma mi piacerebbe discutere di merito", ha aggiunto.

Sindacati? Disagi in nome del No al referendum sarebbe un boomerang
 "Io rispetto l'autonomia sindacale", ma "se però ci sono alcuni sindacati che in nome del 'no' contestano la legge di stabilità alla fine penso sarà un boomerang per loro", afferma Renzi in relazione ad una possibile connessione, in relazione agli scioperi di oggi, tra la posizione sulla manovra economica e quella sul referendum. "Ovviamente noi abbiamo cercato in questa legge di stabilità di dare un segnale anche a chi è in difficoltà - rivendica il presidente del
Consiglio - e non solo nel mondo del lavoro privato. Abbiamo anche messo una misura sul personale pubblico che da anni ha gli stipendi bloccati. Molte cose le abbiamo fatte. Non credo che i sindacati quest'anno contestino la stabilità".

Assurda e sbagliata la decisione Unesco su Israele, vedrò Gentiloni
La risoluzione dell'Unesco sui luoghi santi del Medio Oriente "è una vicenda allucinante, ho chiesto al ministro Esteri di vederci subito al mio ritorno a Roma. E' incomprensibile, inaccettabile e sbagliato. Ho chiesto espressamente ieri ai nostri di smetterla con queste posizioni. Non si può continuare con queste mozioni finalizzate ad attaccare Israele. Se c'è da rompere su questo l'unità europea che si rompa", ha detto il premier. "Storicamente su queste posizioni andiamo sempre insieme agli altri Paesi europei. Ma trovo la decisione Unesco sinceramente incomprensibile e sbagliata. Non si può continuare con queste mozioni, una volta all'Onu, una volta all'Unesco contro Israele. Sostenere che Gerusalemme e l'ebraismo non hanno una relazione è sostenere che il sole fa buio: una cosa incomprensibile, insostenibile e sbagliata. Ho espressamente chiesto ai diplomatici che si occupano di queste cose che non si può andare avanti così: non si può negare la realtà".

Ue, condiviso le parole di Obama
"Le parole che Obama ha detto sull'Europa io le condivido tutte, ma solo quelle che avete sentito in conferenza stampa al Rose  Garden. Io condivido con il presidente Obama che dobbiamo insistere sulla crescita e non solo sull'austerity, che dobbiamo investire su un modello basato sul coraggio e non sulla paura, ma tutto il resto non è stato oggetto di discussioni quest'oggi". Così Renzi ha commentato, questa notte, le indiscrezioni emerse in seguito 
all'incontro di ieri pomeriggio con gli eurodeputati del Pd.

Migranti: passo avanti Ue su Africa,vedremo fatti
Nel documento finale" del Consiglio europeo le parole sull'immigrazione "vanno bene. Ma il problema dell'Ue non sono mai le parole, sono i fatti perché a parole sono tutti bravini. Vediamo, c'è qualche passo in avanti", ha detto il premier "Il punto che mi sembra finalmente buono è che tutti hanno capito che se vogliamo risolvere a monte il problema, occorre un diverso rapporto con l'Africa. C'è una disponibilità della Commissione a lavorare di più, Angela Merkel ha fatto un viaggio impegnativo in Africa".

Lavoro, il saldo continua a essere positivo
"Sul 2016 rispetto al 2015 i numeri di contratti nuovi fatti in più sono di meno. Per forza, perché c'erano più incentivi. Ma il totale di nuovi posti di lavoro dal  febbraio 2014 ad oggi è di 588mila posti di lavoro in più, secondo Istat: non è abbastanza. Ma il saldo continua a essere positivo anche se nel 2016 cresce meno del 2015".
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