Original qstring:  | /dl/rainews/articoli/Renzi-PD-populismo-San-Lazzaro-Bologna-libro-nardella-boschi-Lega-m5s-autonomia-immigrazione-populismo-48847fd1-0c41-4b56-859a-49c6923c6b2a.html | rainews/live/ | true
POLITICA

San Lazzaro di Savena

Renzi: chi mi ha criticato ha aperto le porte a Di Maio e Salvini

L'ex premier chiede che i candidati alle primarie si impegnino a evitare governi con M5s o Lega

Condividi
di Tiziana Di Giovannandrea A chiamare Matteo Renzi a San Lazzaro di Savena, in provincia di Bologna, sono stati i militanti del Pd locale. Gli hanno scritto una mail chiedendogli di organizzare una presentazione della sua ultima fatica letteraria "Un'altra strada. Idee per l'Italia di domani" e così al suo arrivo nella cittadina nel bolognese, nella sede dell'Auditorium di Conserve Italia, ha trovato ad attenderlo tanti affezionati sostenitori.

L'ex premier subito specifica che non si candida a nulla e lavorerà dove c'è necessità: "Lavorerò come un matto, da gregario, nella mia città a sostegno del sindaco Dario Nardella e ovunque ci sarà bisogno, per dare una mano a sgonfiare questa ondata di populismo".  Matteo Renzi cita proprio il famoso episodio del passaggio di borraccia tra Gino Bartali e Fausto Coppi durante il Tour de France del 1952. "Non preoccupiamoci di chi farà il gregario o il capitano - dice- ma di portare l'acqua. Io non mi candido a nulla, ma questo non conta. Ci ancora tante battaglie da fare, non mi arrendo a chi alimenta la paura del futuro. Bisogna affrontare questo atteggiamento populista, che è una minaccia".

Renzi valuta che l'Italia è nelle condizioni per ripartire e che sia in grado di uscire dalle sabbie mobili ma serve l'impegno di tutti, 'basta con i cialtroni' dice. "Un'altra strada", è il titolo che Renzi precisa essere riferito solo "al Governo di Lega e 5 Stelle", non al Pd. "Ho 44 anni e sono già un ex - sottolinea Renzi- ma non ho la preoccupazione di cosa farò da grande. Mi preoccupa cosa l'Italia farà da grande".

Attacca il governo gialloverde perché "la loro incapacità rischia di fare danni a nostri figli e ai nostri nipoti - afferma Renzi - in sei mesi la loro incompetenza ci sta portando in recessione, dopo i nostri 14 semestri consecutivi di crescita. Hanno iniziato una strategia di demolizione della fiducia. Deve finire questa stagione di incompetenza e cialtroneria". 

In prima fila sono schierati i suoi fedelissimi da Maria Elena Boschi a Francesco Bonifazi e Ernesto Carbone. Ci sono i parlamentari bolognesi Pierferdinando Casini e Francesco Critelli, la consigliera regionale Manuela Rontini e il sindaco di San Lazzaro Isabella Conti.

Sulle primarie asserisce che rispetterà la volontà espressa con il voto dagli iscritti ma mai ci devono essere accordi con i pentastellati: "Io mi impegno a rispettare il risultato delle primarie del Pd e chiedo a tutti i candidati alle primarie di rispettare quello che hanno detto: mai a un accordo di Governo con Lega e 5 Stelle" e ricorda che: "Io vi ho partecipato due volte e le ho vinte due volte con il 70% e per due volte il giorno dopo mi hanno fatto la guerra".

Poi, come nel libro, anche davanti al pubblico l'ex premier si sfoga contro il fuoco amico subìto durante gli anni a Palazzo Chigi. "Hanno attaccato il Matteo sbagliato - dice Renzi- e così hanno aperto le porte a Salvini e Di Maio. Sono loro i responsabili di questo Governo di incompetenti e cialtroni. E chi ancora in questi giorni mi critica perché non ho fatto autocritica, è roso solamente dal rancore e dalla rabbia". E aggiunge: "Chi anche a sinistra dice che eravamo come Salvini, si deve vergognare. E' una meschinità figlia del rancore, che non ha ragione di esistere".

Sull'immigrazione, il senatore Pd recita il mea culpa, "abbiamo perso voti. Avremmo potuto gestire meglio la fase degli ingressi e dell'accoglienza ma a tutti quelli che dicono che siamo la stessa cosa della Lega, rivendico di aver perso sì consensi ma non la faccia nel tentativo di salvare vite umane".

Sul tema del giorno, la richiesta di maggiore autonomia delle regioni del Nord, inclusa l'Emilia-Romagna precisa che "è un tema che si pone non da oggi. E' una discussione che è stata aperta con il governo Gentiloni, non con il governo Renzi. Io non ho mai apprezzato quel disegno. Rispetto il percorso che stanno facendo, ma è un percorso che non ho fatto e che non avrei fatto". 

L'ex premier annuncia poi che il 22 febbraio inizieranno le azioni per avere i risarcimenti. "Sono passati cinque anni da quando siamo andati a Palazzo Chigi, il 22 febbraio scadono 5 anni e scadono i termini per le azioni civili. Sono stato buonissimo per 5 anni. Il 22 farò una diretta Facebook e darò l'elenco di tutti quelli che querelo e a cui chiedo un monte di soldi. A cominciare da quel direttore di quotidiano che è andato in tv con la mia faccia sulla carta igienica. Pagheranno caro, pagheranno tutto" ha detto Matteo Renzi ritenendo che  "Se il presidente del Consiglio viene fatto oggetto in qualche modo di una azione di depistaggio è l'intera comunità nazionale che deve reagire".

In mattinata, prima di San Lazzaro, Renzi ha fatto tappa anche a Sasso Marconi, altro comune in provincia di Bologna che andrà al voto il prossimo 26 maggio.
Condividi