Original qstring:  | /dl/rainews/articoli/Renzi-al-lavoro-sulla-squadra.-Baricco-non-saro-ministro-512b58e0-e0fa-4432-a06c-0f8cfe8c7eac.html | rainews/live/ | (none)
POLITICA

Il leader del Pd determinato ad accelerare

Renzi al lavoro sulla squadra. Baricco: "Non sarò ministro"

Il sindaco di Firenze, ancora nella sua città, prepara la squadra. Incontri con Andrea Guerra, possibile futuro ministro, e Alessandro Baricco che ha rifiutato l'offerta di Renzi. Via alla partita delle nomine nei vari enti, da Eni ed Enel a Finmeccanica e Poste

Alessandro Baricco
Condividi
Firenze "Ho una vita che mi piace e non ho intenzione di cambiarla. Spero e credo che con Matteo troveremo il modo di lavorare insieme su un tema che sta a cuore a entrambi e che è un punto forte del suo programma: quello dell'educazione. Io ministro? No, sono assolutamente convinto di non avere il talento per fare questo". Alessandro Baricco, in una telefonata a Repubblica, dice no alla proposta di Matteo Renzi di entrare in un'ipotetica squadra di governo come ministro della Cultura.

Renzi a lavoro nella sua Firenze
Il sindaco di Firenze ha trascorso tutta la giornata a preparare quello che potrebbe essere il suo team a Palazzo Chigi. Vuole un cambio di passo immediatamente percepibile, evidente, innegabile. E cogliere l'occasione di realizzare la promessa di cambiamento che due mesi fa gli ha regalato un plebiscito alle primarie del Partito democratico. A partire da una squadra di governo snella e di alto profilo. E da un programma del fare, declinato in punti concreti, da realizzare in tempi brevi, da subito. 

Insieme a Delrio
Mentre il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è impegnato nelle consultazioni, il segretario del Pd è nella sua Firenze. Al lavoro, insieme a Graziano Delrio, per preparare la nuova stagione che si aprirà quando, ascoltati i partiti, il Presidente dovrebbe incaricarlo di formare il nuovo governo.

L'incontro con Baricco e Guerra
Renzi, da quanto si è appreso, ha incontrato lo scrittore Alessandro Baricco, che però in serata ha rifiutato la sua proposta per il ministero della Cultura, e l'amministratore delegato di Luxottica Andrea Guerra, due sostenitori di Renzi dai tempi della prima Leopolda. L’ad resta in pole position per far parte di una futura squadra di governo. Chi, invece, ha già detto no è anche Oscar Farinetti che ha fatto sapere da Milano che non intende diventare ministro.

Guerini e la delegazione del Pd al Quirinale
Il sindaco di Firenze, secondo quanto è stato riferito, è inoltre in costante contatto con Graziano Delrio, Lorenzo Guerini e Luca Lotti impegnati fra Roma e Firenze in contatti e colloqui con le altre forze politiche della prossima nuova maggioranza. Guerini è al Quirinale insieme alla delegazione Pd, ultima ad essere ricevuta al Colle prima che Napolitano annunci la sua decisione: incarico stasera, domani o forse lunedì. 

Allo stadio per Fiorentina-Inter
Con tutta probabilità sempre lunedì sarà la giornata delle consultazioni di Renzi, per sciogliere, eventualmente, la riserva in tempi brevissimi e presentarsi alle Camere in settimana. Intanto il segretario del Pd conclude la lunga giornata di lavoro allo stadio per Fiorentina-Inter. In tribuna a fianco di Della Valle. 

Il programma di Renzi
Quali che siano in concreto i tempi della gestazione del governo Renzi, il segretario è già proiettato su quanto dovrà fare dopo. E ha aperto il file Excel che darà forma al suo programma: a ogni tema corrisponderanno impegni precisi, a ogni impegno tempi definiti. Con l'obiettivo di dimostrare subito ai militanti scettici che la scelta di sostituire Letta non è stata avventata e cambiare è possibile. Sessanta giorni, prima  delle Europee, per portare i primi risultati significativi. E al massimo cento giorni per perfezionarli.

Le priorità: Lavoro, scuola, tagli ai costi della politica
Il sindaco a Firenze ha fatto del numero cento la sua cifra. Le riforme più urgenti Cento, per dire, erano i punti programmatici della Leopolda. Ma non altrettanti saranno quelli del suo file Excel: il segretario vuole prendere con il Parlamento e i cittadini l'impegno a fare quattro o cinque cose concrete. I capitoli sono lavoro, scuola, tagli ai costi della politica, snellimento della burocrazia e naturalmente riforme. Ciascuno sarà dettagliato in azioni precise. Nel primo Cdm, ad esempio, potrebbe esserci un taglio al cuneo fiscale.

Al massimo 15 ministri, tante donne, figure di alto profilo
Quanto alla squadra, ci sarà un forte ricambio rispetto al governo Letta, anche se gli alleati resteranno probabilmente gli stessi. La formula è: al massimo quindici ministri, tante donne, figure di alto profilo. A palazzo Chigi il segretario immagina una "cabina di regia", viene spiegato, che tenga il polso dell'azione dell'esecutivo. Uno dei primi dossier importanti cui dovrà mettere mano sarà poi quello delle nomine, da Eni ad Enel, da Finmeccanica alle Poste.

Le proposte della minoranza Pd
La minoranza Pd intanto decide di presentare a Renzi le sue proposte programmatiche. Perché va bene la svolta, ma attenzione ai contenuti su lavoro, economia e riforme. Deve esserci "un rapporto più stretto fra riforme istituzionali e legge elettorale", spiega ad esempio Guglielmo Epifani. E anche tra i renziani c'è chi ipotizza che, fermo restando il puntiglio con cui si intende portare a termine la riforma del voto, i tempi dell'Italicum potrebbero cambiare: "Ora abbiamo davanti un orizzonte di legislatura, una prospettiva più solida per le riforme”. 
Condividi