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POLITICA

Il segretario del Pd ospite di Porta a Porta su Rai1

Renzi: alleanza con Berlusconi dopo il voto? E' oltre la fantapolitica, è Beautiful

Sui vaccini Salvini "mette a repentaglio la salute dei nostri figli", dice l'ex premier 

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Non ci sarà un'intesa dopo il voto tra Partito democratico e Berlusconi. Lo assicura Matteo Renzi, ospite di Porta a Porta su Rai1. Alla domanda su un eventuale accordo post-elezioni risponde: "Lo deve chiedere a Berlusconi". Ma se Berlusconi dopo il voto mollasse Salvini e si alleasse con il Pd? "Questa non è fantapolitica, questa è Beautiful. Che senso avrebbe questo, se uno si presenta alleato insieme al voto? Noi con D'Alema abbiamo rotto. Chi vuole votare D'Alema non vota il Pd, perché si litigava tutti i giorni. Io questa cosa qui la chiamo serietà", aggiunge il segretario Dem. 

Renzi: faremo campagna elettorale su credibilità, non promesse
La campagna elettorale per le elezioni del prossimo marzo dovrà essere all'insegna della credibilità e non delle promesse, dice Renzi durante la registrazione di 'Porta a porta'. "E' una campagna elettorale importante, tocca i temi reali a cominciare dal lavoro. Molto importante non vivere di promesse, non spararla più alta, giocare la carta della credibilità". "Noi del Pd per questo presenteremo le nostre proposte, ma tutte le proposte che presenteremo avranno un risultato raggiunto. Se parliamo degli 80 euro per i figli partiamo dal fatto che in questi anni milioni di italiani hanno avuto 80 euro in più se guadagnavano meno di 1500 euro al mese...". 

Basta giochi fra partiti e alleanze
"Seguo male il risiko del posizionamento tra partiti, purtroppo è il risultato della sconfitta del referendum, il ritorno di partiti e partitini. In Lombardia secondo me Giorgio Gori è il miglior candidato in campo, spero ci sia un'ampia coalizione che lo sostiene, vale lo stesso per Zingaretti nel Lazio, ma poi decideranno i cittadini", afferma il segretario del Pd. "Non continuiamo il gioco di ruolo tra partiti e alleanze, parliamo di questioni concrete e i cittadini sceglieranno".

Con reddito di cittadinanza saltano coperture e dignità del Paese 
"Il nostro programma lo stanno scrivendo quelli più bravi di me", verrà dettagliato con coperture certe", afferma. "Le proposte sul reddito di cittadinanza valgono cento miliardi di euro. Così saltano le coperture e la dignità di un Paese che si è fondato sulla fatica di chi lo ha creato", sottolinea l'ex premier. Berlusconi? "Non bada a spese: se si inserisce la flat tax, il reddito di dignità, le dentiere e la Fornero siamo sopra i duecento miliardi...". Il canone Rai? "Vale un miliardo e quattrocento milioni, non deve essere tra le promesse ma tra i risultati visto che è diminuito. Si può ancora intervenire ma a me interessa il principio che se si paga tutti si paga di meno", dice Renzi. 

Proposta da 6-7 miliardi per famiglie con figli 
"La proposta degli 80 euro alle famiglie con figli per noi vale 6-7 miliardi di euro. Per me gli 80 euro sono sacrosanti e ci sono affezionato ma io sono aperto ad altre proposte. Dico che una voce di 6-7 miliardi per le famiglie per me è sacrosanta", afferma Renzi.  

Proposta lavoro da 1,5 miliardi, incluso salario minimo 
"Il progetto sul lavoro vale circa 1-1,5 miliardi di euro ed è in varie fasi. Ma eravamo a 22 milioni di occupati, siamo a 23 milioni, la disoccupazione giovanile è calata di 12 punti e finalmente le cose cambiano. Per ogni progetto del Pd, dimostriamo che le cose cambiano", dice. "Ora si tratta di scrivere una pagina nuova: salario minimo legale e impegno sulla parte attiva del tentare di creare posti di lavoro. Eravamo in emergenza, abbiamo messo un tampone forte e ora bisogna creare le condizioni per il futuro. Se volete un meccanismo diverso fate bene a votare M5s., ma io il reddito di cittadinanza non lo considero una soluzione. Dare un sussidio nega i valori fondamentali che i nostri nonni ci hanno insegnato: bisogna faticare. Dobbiamo non dare a tutti un sussidio ma un lavoro", afferma Renzi. 

Collegio o proporzionale? Decide Gentiloni. Ha fatto il premier molto bene
"Paolo Gentiloni, che è molto diverso da me, ha fatto il presidente del Consiglio molto bene, con stile totalmente diverso dal mio, ma proseguendo sulla strada dei risultati che insieme abbiamo costruito. Abbiamo sempre lavorato con grande complementarità. Cosa farà Gentiloni nelle candidature lo scoprirete il 29 gennaio quando le presenteremo. Quello che per me è importante è che si presenterà col Pd". Se correrà in un collegio o solo nel proporzionale "lo deciderà lui, non io. Siamo disponibili a tutte le soluzioni".  

Banche, "ennesima puntata di un film"
"La riforma delle popolari andava fatta, questa è l'ennesima puntata di un film in cui si continua a ricamare", risponde Matteo Renzi alla domanda se ha anticipato a De Benedetti il provvedimento sulle Popolari: "Il mio rapporto con le banche? Sono i miei mutui. Se c'è un problema tra Berlusconi e De Benedetti se lo risolvano loro. Nelle decennali vicende tra di loro io non metto bocca", dice l'ex premier. "Io ho incontrato De Benedetti, come ho incontrato altre persone. Tutto quello che ho fatto è pubblico ed essendo stato sentito come testimone è tutto nelle mani della Procura della Repubblica di Roma. Tutto quello che abbiamo fatto è perfettamente lecito. Se qualcuno deve accertare responsabilità è la procura", afferma Renzi. 

Sui vaccini Salvini dice cosa enorme, mette a repentaglio salute figli 
Poi l'ex premier affronta la questione vaccinazioni. "Salvini ha detto non voglio l'obbligatorietà dei vaccini. Su questi temi si gioca una battaglia di civiltà, significa dire una cosa enorme, mettere a repentaglio la salute dei nostri figli", accusa. 

Sindaco pensi a rifiuti non a Spelacchio
Infine l'emergenza rifiuti a Roma. "Sui rifiuti il mio competitor Di Maio dà sempre la colpa agli altri. Io per prima cosa a Firenze da sindaco ho messo i cassonetti interrati: voglio chiedere a Nardella se offre gratuitamente questo sistema alla città di Roma. Se fai il sindaco non ti occupi di Spelacchio ma dei rifiuti per strada che puzzano", dice Renzi.
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