POLITICA

Intervista al Financial Times

Renzi: "Le banche italiane sono solide, non cambierei il nostro sistema con quello tedesco"

Il presidente del Consiglio rassicura sullo stato degli istituti di credito. Critiche all'austerity. Stoccata alla Germania: "L'Ue deve essere al servizio di 28 Paesi, non di uno solo"

Matteo Renzi (Lapresse)
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Roma "Noi abbiamo qualche piccola situazione da cui dobbiamo venir fuori, ma io non cambierei il sistema bancario italiano con quello della Germania, con il sistema delle Sparkassen". Intervistato dal Financial Times, il premier Matteo Renzi difende il sistema bancario italiano. Un sistema che, dice, è “solido" nel suo complesso.
 
Il debito italiano
Quanto alla situazione economica dell'Italia, Renzi ha ribadito che a Bruxelles non è stato chiesto alcun trattamento di favore dopo l'introduzione delle nuove linee guida europee in materia di flessibilità. "Non abbiamo chiesto nulla di più di quanto potessimo chiedere, anzi abbiamo chiesto un po' di meno", ha sostenuto. "Il nostro debito l'anno prossimo calerà e il nostro deficit è sotto il 2,5%", ha quindi evidenziato, rilevando come viceversa "la Germania abbia un surplus commerciale dell'8%, mentre le regole dicono che dovrebbe essere al massimo del 6%".

La critica all'austerità 
Netta la sua valutazione sulle politiche di austerità. "Io non so cosa succederà al mio amico Mariano (Rajoy), ma so che coloro che sono stati in prima linea come alleati fedeli delle politiche di rigore senza crescita hanno perso il posto. È successo a Varsavia, anche se lì le circostanze erano molto particolari, è successo ad Atene, è successo a Lisbona. Vedremo cosa succederà ora a Madrid”. Interpellato poi dal Ft sui timori di quella che alcuni indicano come l'ondata populista che minaccia l'Unione Europea, Renzi ha risposto: "Noi possiamo sconfiggere demagogia, apatia e populismo scommettendo sulla crescita e sull'occupazione in un'Europa più sociale, con più valori, più cultura, più ideali, più bellezza. Dobbiamo stare attenti alle nostre finanze, ma meno alle virgole e ai decimali”.
 
"L'Ue deve essere al servizio di 28 Paesi"
Un’altra stoccata alla Germania arriva a proposito delle politiche europee. Il presidente del Consiglio ha espresso la sua stima per Angela Merkel, ma ha aggiunto che l'Ue non è al servizio della sola Germania e il progetto North Stream per il gas russo non può avere un trattamento preferenziale. "Ho stima per Angela e un eccellente rapporto personale con lei, ma l'Europa deve essere al servizio di 28 Paesi, non di uno solo", ha affermato. Tracciando un parallelo fra i due progetti di gasdotto che dovrebbero collegare la Russia con l'Europa - il Nord Stream, a guida tedesco olandese, e il South Stream, a partecipazione italiana - Renzi ha osservato: l'Ue ha "detto no al South Stream e poi, all'improvviso, abbiamo scoperto che c'è il Nord Stream". "Chi lo ha deciso? È una scelta di politica energetica dell'Ue?", ha incalzato, rivendicando di aver denunciato la questione relativa a questo progetto a Bruxelles. "Quando l'ho sollevata - ha concluso - solo Germania e Olanda l'hanno difeso. Capisco che è un business importante, va bene, non mi scandalizzo, ma voglio sapere se le regole si applicano a tutti o a nessuno".
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