POLITICA

Lite a sinistra

Renzi e Grasso, scontro sulle tasse universitarie

Il segretario del Partito democratico: al voto del 4 marzo l'obiettivo è andare oltre il 25% 

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Matteo Renzi e Pietro Grasso litigano sulle tasse universitarie. "La proposta di Grasso aiuta i ricchi e i fuoricorso come Di Maio", critica il leader Dem. "Abolire le tasse universitarie significa promuovere la giustizia sociale", replica il Presidente del Senato. Che poi attacca: "Lo student act del Pd non risolve, abbiamo il 26% di laureati nella fascia dei cittadini tra i 30 e i 34 anni, la media europea è del 40%. Vogliamo adottare politiche che favoriscano in tutti i modi la crescita del livello di istruzione di questo Paese? Una di queste è abbattere i costi, per tutti".

"Voto a Liberi e Uguali va a Salvini non a Boldrini"
Renzi in ogni caso non intende dare troppo spago agli ex compagni di strada. Almeno adesso ai nastri di partenza sono avversari al pari degli altri, con la differenza che non hanno chance di vittoria. "Ogni voto che va a Liberi e Uguali, alla sinistra radicale, va a Salvini non è che fa scattare il seggio per la Boldrini", mette in chiaro. 

Obiettivo del Pd: andare oltre il 25% 
Intervenendo a "Otto e Mezzo" su La7, il segretario Pd presenta una prospettiva chiara della sua campagna elettorale. Sicuro che i sondaggi oggi non dicano tutta la verità, l'ex premier spera che il suo partito superi la soglia raggiunta dal suo predecessore, oggi avversario, Pierluigi Bersani: "Speriamo di andare oltre il 25%, non credo che il centrodestra sia così in vantaggio come si dice", osserva. Quindi, ricorda che se si guardano le ultime elezioni "i due mesi finali sono sempre stati decisivi per ribaltare i pronostici". E osserva che "la partita è del tutto aperta.  "Chissà - aggiunge sorridente - che non ci siano delle belle sorprese...".

"Abbiamo la squadra migliore"
Quanto all'idea di vittoria finale, Renzi propone questa lettura: "Il risultato del voto dipenderà se il premier sarà del Pd. In tal caso sarà una vittoria non solo nostra ma degli italiani. Abbiamo la squadra migliore, Gentiloni ha governato bene, così tutti i nostri ministri".

Padoan e Boschi candidati in più circoscrizioni
Su Pier Carlo Padoan conferma che sarà candidato in diverse circoscrizioni, così come gli altri ministri e soprattutto il sottosegretario Maria Elena Boschi. Parole più sfumate, invece, sulla controversa proposta di abolizione del canone Rai. Prima si schermisce, dicendo che non ne ha mai parlato prima. Quindi sembra frenare, osservando che si tratta di una ipotesi come tante altre, e che un gruppo di lavoro "le sta valutando".

L'Italia "è tornata con il segno più". E attacca Berlusconi sull'economia
Ma il centro del suo messaggio è ribadire che sono stati i governi a guida Pd a fare "tornare l'Italia con segno più" e che nessun'altra forza politica è in grado di fare lo stesso. In tal senso, lancia qualche stoccata al centrodestra appena riunificato e, in particolare, a Silvio Berlusconi. "Quello che è capitato negli ultimi giorni è un remake di qualcosa che abbiamo visto a lungo. Mai detto che Berlusconi è un pericolo per la democrazia, io lo rispetto e non lo demonizzo. Ma - aggiunge severo - il Cavaliere è uno straordinario pericolo per l'economia italiana. L'ultima volta che hanno governato assieme hanno portato il Paese al limite del baratro: credo che gli imprenditori se lo ricordino". Renzi ricorda che Berlusconi è stato a Palazzo Chigi "più di Moro, Andreotti e De Gasperi", ma anche che ha combinato "molto meno di loro". 

M5s? Contraddittori 
Netto anche nei confronti dei pentastellati, il cui segno distintivo, a suo giudizio, è la contraddizione, dal tema dei rifiuti della Capitale a quello della giustizia. Renzi ribadisce che l'Emilia era disposta a collaborare con la giunta di Roma per lo smaltimento, ma poi Raggi "ha detto di no". Stessa storia sul tema ancora più delicato della giustizia: "Una volta urlavano 'onestà, onestà'. E ora la sindaca di Roma è a processo. Devono imparare a rispettare la Costituzione e la presunzione d'innocenza sempre, non a giorni alterni". Infine si dice disponibile a lavorare per la riduzione del debito da incubo che grava sulle casse dello Stato. Tuttavia avverte, "no alle cure da cavallo, si rischierebbe di ammazzare la gente". 
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