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CULTURA

La dedica alle vittime del terremoto

Riccardo Muti racconta a Rainews il suo commosso ritorno alla Scala

Sarà Muti ad aprire il G7 della cultura a fine marzo a Firenze

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di Fabio Cappelli
Il Maestro ricorda la tragedia in Abruzzo e l’azione dei soccorritori
Ci si aspettava una serata piena di emozioni, e le attese non sono andate deluse. Riccardo Muti torna alla Scala, dove è stato direttore musicale dal 1986 al 2005, e ancora una volta dimostra che per lui la musica è anche impegno civile. Ricorda le vittime della tragedia in Abruzzo e dedica loro il primo brano: Contemplazione, di Alfredo Catalani. “Ci ho pensato tutto il giorno –dice dal palco- un direttore d’orchestra non dovrebbe parlare, ma non possiamo fare musica senza pensare alla tragedia che sta colpendo i nostri connazionali”.



Nel programma anche Don Giovanni di Strauss e la sinfonia numero 4 di Ciajkovsij, ma è al momento del bis che il pubblico, entusiasta, tributa una standing ovation: il Maestro, alla testa della “sua” Chicago Symphony Orchestra esegue la sinfonia del Nabucco di Verdi, l’opera –racconta- con cui ha iniziato la sua carriera e che lo ha accompagnato in tanti momenti importanti.



“E’ come se fossi andato via ieri da qui”
In un’intervista a Rainews al termine del concerto, Riccardo Muti dice: "Sono passati dodici anni ma è come se fossi andato via ieri da qui. L’acustica mi è così familiare". Il Maestro non esclude di tornare a dirigere un’opera al Piermarini, ma –dice- "Ci vuole tempo per prepararla, certe cose non si improvvisano".

Serata speciale, non solo per Milano
A sperare in un maggior coinvolgimento di Muti è il sovrintendente della Scala Pereira, ma anche il sindaco di Milano Sala. Nel palco reale, ad assistere allo storico concerto, c’è anche il ministro Franceschini che annuncia che sarà Muti ad aprire il G7 della cultura a fine marzo a Firenze.  
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