SALUTE

Il presidente dell'Istituto superiore di Sanità

Ricciardi: stop a contrapposizioni Stato-Regioni, riforma dell’ISS

Con la modifica del Titolo V della Carta Costituzionale molte delle competenze generali sulla salute demandate alle Regioni torneranno ad avere una regia nazionale, e si spera verranno superate le forti differenze terrotiorali che penalizzano soprattutto i cittadini del Mezzogiorno. Ma anche l’Istituto Superiore di Sanità si avvia ad una profonda riforma

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Presidente quali criticità  del sistema sanitario ci lasciamo alle spalle e quali innovazioni da realizzare per il 2016

Le criticità permangono tutte, ma è cominciato a cambiare il clima, che è più fiducioso nella possibilità di preservare il nostro Servizio Sanitario Nazionale. Non dimentichiamo infatti che siamo l’ultimo grande Paese europeo ad averlo ed è  necessario lavorare insieme per continuare a garantire ai nostri cittadini un sistema universalistico efficace ed efficiente. La novità più importante sarà la riforma costituzionale che consentirà di ripristinare la competenza esclusiva dello Stato sulla salute, collaborando naturalmente con le Regioni per gli aspetti organizzativi e gestionali, ma senza tutti i contenziosi che abbiamo visto negli ultimi 15 anni.

Lei sta lavorando ad una profonda riforma anche dell'Istituto Superiore di Sanità , quale sarà  la nuova strutturazione

6 dipartimenti finalizzati ad affrontare in modo sinergico le problematiche legate alle Neuroscienze, alle Malattie Infettive, alle Malattie Oncologiche, alle Malattie Cardiovascolari Dismetaboliche e dell’invecchiamento, al rapporto tra  Ambiente e Salute e, infine, alla Sanità Pubblica veterinaria alla nutrizione ed alla sicurezza alimentare, 16 Centri Nazionali ed un unico Organismo Notificato. Questo proprio per svolgere al meglio il ruolo di organo tecnico scientifico del Servizio Sanitario Nazionale.

Per quel che riguarda i nostri stili di vita, sotto un versante sanitario cosa dovremmo proporci per il prossimo anno?

Migliorarli. Gli Italiani godono mediamente di buona salute, ma peggioriamo su tutti i principali fattori di rischio, con qualche eccezione positiva per alcool e fumo. Ma mangiamo troppo e male (stiamo purtroppo trascurando la nostra

prodigiosa dieta mediterranea) e facciamo pochissima attività fisica. Di questo passo corriamo il rischio di compromettere gli ottimi risultati raggiunti negli ultimi  40 anni.
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