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MONDO

La polemica

Rientrato l'allarme bomba a Los Angeles: "È una bufala". Oggi scuole aperte

L'Fbi ha giudicato 'non credibile' una minaccia giunta via e-email ai distretti scolastici di Los Angeles e New York. La chiusura degli edifici scolastici decisa ieri a titolo precauzionale ha coinvolto ben 640.000 studenti. 

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La minaccia della diffusione di gas nervino e dello scoppio di bombe inviata ieri via mail da Francoforte (in Germania) ha indotto le autorità di Los Angeles a chiudere tutte le scuole della città. Ma la lettera si è rivelata una bufala. La notizia che si è trattato di un falso allarme è stata confermata ufficialmente dal sindaco della città, Eric Garcetti, citando l'Fbi. Gli artificieri hanno comunque ispezionato i 1531 edifici scolastici della città senza trovare nulla di sospetto, perciò le scuole riapriranno normalmente oggi. La chiusura decisa ieri a titolo precauzionale ha coinvolto ben 640.000 studenti. La stessa minaccia è stata fatta a New York ma qui' la polizia non l'ha presa in considerazione. 

Garcetti ha comunque difeso la decisione di chiudere oltre mille scuole pubbliche del distretto a causa della minaccia inizialmente ritenuta "credibile" dalla polizia. Il sindaco di Los Angeles ha risposto così al capo della polizia di New York, William Bratton, ex capo della polizia di L. A., che ha definito "una reazione esagerata" la chiusura degli istituti, affermando che il distretto della sua città riceve regolarmente minacce simili, l'ultima ieri che secondo lui sarebbe "praticamente la stessa" di Los Angeles. "Quello di Los Angeles è un grande distretto scolastico - ha detto Bratton - e stravolgere il programma quotidiano di mezzo milione di bambini, dei loro genitori, dei bus sulla base di una e-mail anonima, senza consultazione (se in realtà non c'è stata alcuna consultazione delle forze dell'ordine) penso che sia stata una significativa reazione esagerata". Il sindaco di Los Angeles ha negato quanto affermato da Bratton, dicendo che il Comune aveva contattato le forze dell'ordine federali.

Il parlamentare Brad Sherman, democratico della California, ha riferito al New York Times che il mittente delll'e-mail sosteneva di essere un musulmano pronto a lanciare un attacco usando bombe, gas nervino e fucili con "32 amici jihadisti" perché aveva subìto un episodio di bullismo in una scuola superiore di Los Angeles. Sherman ha detto al giornale che il numero di aggressori e il riferimento al gas nervino sollevavamo dubbi sulla credibilità dell'e-mail, così come il fatto che più volte la parola 'Allah' non era stata scritta con l'iniziale maiuscola.  
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