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ITALIA

Padre Feniello: "Mi hanno illuso"

Rigopiano: si scava senza sosta. Deboli speranze. 5 morti, 9 salvati e due scampati. 24 i dispersi

Anche oggi sarà una lunga giornata con la speranza di trovare ancora qualcuno in vita sotto cumuli di neve e detriti: 120mila tonnellate precipitate sull'hotel a 100 km orari

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Proseguono le operazioni di ricerca e soccorso, sia all'interno dell'hotel Rigopiano che all'esterno. Il bilancio delle persone tratte in salvo è ancora invariato: sono nove. Cinque i morti, mentre è salito a 24 il numero di dispersi. All'interno dell'albergo ci sarebbe anche un ragazzo senegalese che lavorava nella struttura, secondo la testimonianza di una persona salvata. Le ricerche stanno procedendo su due fronti opposti. Da un lato i Vigili del fuoco stanno avanzando all'interno della struttura lungo il percorso che ha consentito il ritrovamento dei 9 superstiti. Le difficoltà consistono nella necessità di aprire varchi attraverso murature di elevato spessore per accedere ad altri locali. Parallelamente stanno operando sul fronte nevoso esterno per consentire l'apertura di ulteriori varchi sul lato opposto della struttura, per il raggiungimento e l'ispezione più rapida dei locali. L'avanzamento dei mezzi meccanici di ausilio viene assicurato dal personale del Soccorso Alpino che sonda la neve, tracciando la pista da seguire. La Polizia Stradale e l'Esercito si stanno occupando di garantire la viabilità sulla strada che consente ai soccorsi di raggiungere le zone operative, condizione essenziale per garantire la continuità dei soccorsi.

Ai due sopravvissuti recuperati all'alba di giovedì - il cuoco Giampiero Parente e il manutentore dell'hotel Fabio Salzetta - si aggiungono la moglie di Parete, Adriana Vranceanu, e il figlio Gianfilippo, salvati nella mattinata di ieri, e i tre bimbi recuperati nel pomeriggio: l'altra figlia di Parete, Ludovica, Edoardo Di Carlo e Samuel Di Michelangelo. Sono poi state estratte vive altre quattro persone, due uomini - Giampaolo Matrone (lievemente ferito) e Vincenzo Forti - e due donne, Francesca Bronzi e Giorgia Galassi.

"Abbiamo altri segnali da sotto la neve e le macerie - ha detto il funzionario dei vigili del fuoco Alberto Maiolo - stiamo verificando. Potrebbero essere persone vive, ma anche le strutture dell'albergo che si muovono sotto il peso della neve. Ieri sono state riconosciute altre tre vittime: si tratta di di Sebastiano Di Carlo, 49 anni, di Loreto Aprutino (Pescara), della moglie Nadia Acconciamessa, papà e mamma di Edoardo, e di Barbara Nobilio, di 51 anni, anch'essa di Loreto Aprutino. La tragedia ha per ora lasciato soli due bimbi, Edoardo Di Carlo che nella tragedia ha perso entrambi i genitori, mentre per Samuel Di Michelangelo non si hanno notizie del papà e della mamma, il poliziotto, Domenico, 41 anni, di Chieti, e Marina Serraiocco, che vivono a Osimo (Ancona). Le altre due vittime della tragedia sono il maitre dell'hotel Alessandro Giancaterino e del cameriere Gabriele D'Angelo.

I soccorritori continuano la loro opera incessante di scavo a 1.200 metri d'altezza, stanno lavorando in condizioni estreme: la pioggia mista a neve ha reso ancora piu' pesante l'ammasso che ha sommerso l'hotel ed il rischio valanghe e' salito a 4 su una scala di cinque. E anche oggi sarà una lunga giornata con la speranza di trovare ancora qualcuno in vita sotto cumuli di neve e detriti.

Il capo dei vigili del fuoco: ci sono ancora speranze
Non si attenua la speranza di salvare  altre vite umane. Entusiasmo, determinazione, efficienza: queste le caratteristiche comuni dei soccorritori. Una battuta di uno spettatore del luogo rende bene l'idea: "Questi - ha detto guardando i Vigili del Fuoco che salivano su un elicottero - sono geneticamente modificati!". Ed è singolare notare che mentre tra gli spettatori come i giornalisti, nelle ultime ore sembra scemare l'entusiasmo provocato dal ritrovamento e dal salvataggio di nove persone (tra i quali quattro bambini) giovedì scorso, i soccorritori mostrano fiducia nella possibilità di salvare altre vite e la stanchezza non ha intaccato il loro entusiasmo. "Le speranze ci sono - dice Giuseppe Romano, direttore Emergenze dei Vigili del Fuoco - abbiamo già visto tanti casi di persone che sono sopravvissute anche per periodi ben più
lunghi". Sulla stessa linea, il suo collega Fabio Jerman del comando di Belluno, spiega che le squadre all'opera lavorano con entusiasmo e determinazione e non c'è traccia di rassegnazione. "Abbiamo predisposto un avvicendamento delle squadre ogni quattro o cinque giorni a seconda delle mansioni".

I carabinieri: una 'bomba gelata' sul resort, come 4.000 tir
Una valanga da 120.000 tonnellate che ha investito l'hotel rigopiano a una velocità di 100 chilometri l'ora. Il calcolo è del servizio Meteomont dei Carabinieri. Si tratta di dati provvisori sulla dimensione e la forza d'impatto della valanga, stimati in base ai rilievi effettuati sul posto. Il fronte di distacco della massa nevosa ha una larghezza di 500 metri e una lunghezza di 250 metri, con uno spessore di 2,5 metri. Con una simile altezza, il peso della neve è pari a a 200 chili per metro cubo. E di metri cubi di neve ne sono scesi sull'albero tra 200 e i 300 mila. Una bomba gelata che è scivolata su un pendio con 35 gradi di inclinazione pendio 35 gradi. Alla partenza la valanga pesava 40-60 mila tonnellate, ma precipitando a una velocità che ha raggiunto i 100 chilometri l'ora con una pressione di 50-270 Newton, ovvero come 4.000 tir a pieno carico, nei suoi due chilometri di corsa si è inngrossata fino a 120.000 tonnellate e all'arrivo, nella zona di accumulo, ha coperto un'area di 800 metri per 100 di larghezza con 300.000 metri cubi di neve: uno spesso di 4 metri, che esercita un peso di 400 chili per metro cubo.

Padre Feniello: mi hanno illuso
"Nessuna" notizia, "ci dicono che dobbiamo aspettare. Avevamo guardato troppo avanti con la speranza ma eravamo stati indotti a farlo, dopo quello che ci avevano detto ieri sera (venerdì, ndr)". la testimonianza di Alessio Feniello, padre di Stefano, uno dei dispersi sotto la slavina che ha travolto l'hotel Rigopiano, raccolta dal Corriere della Sera. "Sono venuti il presidente della Regione, il questore e il prefetto di Pescara a dirci una cosa precisa. Il prefetto ci ha detto: tutto quello che vedete sui media e quello che sentite dire non conta niente, vale solo quello che vi dico io. E ci ha detto che i lavori, lì sulla valanga, andavano avanti, che avevano individuato cinque persone vive delle quali lui aveva i nomi. Fra quelle persone mio figlio era il secondo della lista. La sua fidanzata Francesca era al terzo posto". Francesca è stata recuperata viva mentre del figlio non si sa ancora nulla. "Mi hanno dato la speranza e poi me l'hanno tolta. Io ho contato i minuti da ieri sera, ho guardato dentro ogni ambulanza che arrivava qui. Ho immaginato di abbracciare Stefano a ogni sportellone che si apriva. Prima che mi dicessero del suo nome in quella lista di sopravvissuti, io ero già morto al solo pensiero di sapere Stefano da qualche parte lassù. Mi hanno fatto rinascere e adesso è come se fossi morto di nuovo". Poi "sono venuti a giustificarsi per l'errore, mi hanno spiegato, mi hanno detto che dobbiamo attendere e che in realtà non hanno nessuna notizia certa su Stefano".
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