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MONDO

Lo scontro

Risoluzione Unesco su Monte del Tempio, Israele: "Stop a rapporti con l'organizzazione Onu"

 Israele ha sospeso la propria collaborazione con l'Unesco in segno di protesta contro il voto tenuto dall'organizzazione dell'Onu su Gerusalemme, denunciato dalle autorità israeliane perchè negherebbe il legame storico tra gli ebrei e la città

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Il ministro israeliano dell'Istruzione Naftali Bennett ha deciso di sospendere da subito "tutte le operazioni" con l'Unesco dopo la decisione dell'organismo sul Monte del Tempio.  Secondo la mozione approvata dall'organizzazione Onu, Gerusalemme è sacra alle tre religioni monoteiste, e il Monte del Tempio e il Muro del Pianto sono sacri soltanto per la religione musulmana, approvando l'utilizzo del solo nome arabo

Secondo quanto scrive il sito israerliano Maariv "non ci saranno incontri con i rappresentanti dell'Unesco o la partecipazione a conferenze internazionali", e non avrà luogo "alcuna cooperazione con un'organizzazione professionale che fornisce supporto al terrorismo".

In una lettera inviata alla direttrice generale dell'Unesco Irina Bokova e pubblicata su Twitter, il ministro israeliano per l'Istruzione Naftali Bennett ha accusato l'Unesco di offrire un "sostegno al terrorismo islamista", annunciato la sospensione della commissione israeliano da "ogni attività professionali con l'organizzazione internazionale".

Netanyahu: da Unesco decisione assurda su monte tempio
"Il teatro dell'assurdo continua e quella presa oggi è una decisione assurda". Così il premier Benyamin Netanyahu ha definito la risoluzione adottata dall'Unesco. "Se non vogliono leggere la Bibbia - ha aggiunto - almeno guardino ciò che è raffigurato sull'Arco di Tito a Roma e la Menorah che i romani rubarono a Gerusalemme dal Tempio. Anche l'imperatore Tito faceva propaganda?"."Negare i legami ebraici con il Monte del Tempio - ha concluso - è come negare quelli della Cina con la Grande Muraglia o quegli degli egiziani con le piramidi". 

Ambasciata di Israele a Roma: dall'Unesco decisione vergognosa
"La vergognosa decisione  dell'Unesco dimostra che se si ha una maggioranza automatica, si può anche decidere che il mondo sia piatto",  scrive su twitter l'ambasciatore israeliano a Roma Ofer Sachs. In un altro tweet, il portavoce dell'ambasciata, Amit Zarouk, rincara la dose: "Una barzelletta dall'Unesco. Nessun legame fra la spianata della moschea a Gerusalemme e l'ebraismo. Una vergogna"

UCEI: voto sconcertante, "anche l'Italia porta delle responsabilità"
"Con un voto sconcertante e fuori dalla storia, su cui anche l'Italia porta delle responsabilità, il Consiglio esecutivo dell'Unesco ha avallato la pretesa di alcuni paesi arabi di sradicare ogni riferimento alla radice ebraica dall'area della Città Vecchia di Gerusalemme in cui sorge il Muro Occidentale, il luogo più sacro agli ebrei di tutto il mondo. Gerusalemme, la capitale unica e indivisibile di Israele. Città nella quale oggi, tutte le fedi trovano il loro spazio, garantito dallo Stato, per professare liberamente il proprio credo". Lo afferma in una nota la presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di Segni.

"Una decisione che non esito pertanto a definire aberrante e che non può passare nell'indifferenza dell'opinione pubblica, dell`intero governo Italiano e delle Istituzioni europee. Oggi più che mai è invece necessaria una corretta, e non distorta, lettura delle reali concatenazione storiche che hanno portato all`assetto attuale dei rapporti in medio oriente". "Nella risoluzione votata ieri a larga maggioranza dal Consiglio, ci si riferisce a questi luoghi soltanto con il nome indicato dalla tradizione islamica", prosegue la presidente degli ebrei italiani. "Dei 58 paesi rappresentati nel Consiglio, soltanto sei si sono opposti. Voglio qui ricordarli: Stati Uniti d'America, Regno Unito, Germania, Olanda, Lituania ed Estonia. Questa risoluzione conferma, se mai ce ne fosse bisogno, la totale sconnessione delle Nazioni Unite dagli obiettivi autentici e sinceri che hanno ispirato la sua costituzione nel Dopoguerra. Un`organizzazione che di unito non ha più nulla e che nelle sue diverse ramificazioni si esprime sempre più come realtà politicizzata e appiattita, miope e incapace di farci sognare un futuro di pace e sicurezza".
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