ITALIA

L'aggressione alla troupe della Rai

Roberto Spada in carcere dopo pestaggio giornalista Rai a Ostia. Minniti: "Non ci sono zone franche"

Accuse di lesioni aggravate e violenza privata con l'aggravante di aver agito con un metodo mafioso. mentre veniva prelevato dai carabinieri qualcuno dalle finestre dei palazzi vicini ha insultato i giornalisti chiamandoli "avvoltoi". Si cerca un complice. Il giornalista: non provo gioia

Condividi

Prima notte dietro le sbarre per Roberto Spada. ll responsabile del plateale pestaggio di Ostia ai danni di una troupe della Rai è in cella con accuse gravissime e già oggi i i pm Giovanni Musarò ed Ilaria Calò, titolari dell'inchiesta, chiederanno la convalida del fermo al gip, mentre domani, probabilmente, dovrebbe esserci l'interrogatorio di garanzia.


Il fermo da parte dei carabinieri
I Carabinieri del Nucleo investigativo e i Carabinieri della compagnia di Ostia hanno sottoposto a fermo Roberto Spada in esecuzione del decreto del procuratore aggiunto Michele Prestipino in relazione all'aggressione avvenuta martedì ai danni del giornalista Daniele Piervincenzi e del cameraman che era con lui. Roberto Spada, è stato portato a Regina Coeli. Spada era stato fermato mentre si trovava nella sua abitazione, è stato condotto nella caserma dei carabinieri in viale Alfredo Zambrini per gli accertamenti di rito, e poi come detto a Regina Coeli.

L'arresto e gli insulti a giornalisti e carabinieri
L'esponente del clan criminale, che fino a mercoledì era ancora nella sua palestra di via Forni,  è stato prelevato ieri pomeriggio dai carabinieri dalla sua abitazione. mentre veniva fatto salire sull'auto dei carabinieri, qualcuno dalle finestre dei palazzi vicini ha insultato i giornalisti chiamandoli "avvoltoi". L'amara conferma di quanto registrato anche sui social network, dove in molti hanno espresso solidarietà a Roberto Spada. 



Lesioni, con l'aggravante del metodo mafioso
La Procura, nel decreto di fermo, lo accusa di lesioni e violenza privata, con l'aggravante dell'articolo 7 della legge 152 del 1991quello relativo al metodo mafioso, e di aver agito per futili motivi. Il fatto che vede Spada come protagonista negativo è avvenuto due giorni fa, mentre ieri sera la trasmissione Nemo su Rai2 ha raccontato l'accaduto trasmettendo il video registrato a Ostia.



Si cerca un complice
Aveva un complice Roberto Spada quando ha aggredito la troupe di "Nemo". Si tratta di una sorta di guardaspalle che ora gli inquirenti dovranno identificare e rintracciare. Secondo quanto accertato da chi indaga, al momento dell'aggressione erano presenti in strada una decina di persone. Nessuna di questa è intervenuta, anzi alcuni hanno imprecato contro i giornalisti della Rai. 

Inquirenti: gesto plateale per autoaffermazione
Ha agito platealmente e in un luogo pubblico, sotto gli occhi di numerosi testimoni e addirittura davanti a una telecamera per poter affermare la propria egemonia. Si spiega così la contestata aggravante del metodo mafioso nei confronti di Roberto Spada. Secondo il pm Giovanni Musaro', che domani chiederà al gip la convalida del fermo e l'emissione di un'ordinanza di custodia cautelare, Spada, forte anche di un manganello e di un gruppo di persone riunite per l'occasione, ha ostentato in modo evidente e provocatorio una condotta idonea a esercitare sui soggetti passivi quella particolare coartazione e quella conseguente intimidazione che è tipica delle organizzazioni mafiose.

I due aggrediti, il giornalista Daniele Piervincenzi e l'operatore Edoardo Anselmi, oltre al pestaggio, sono stati raggiunti da insulti del tipo 'avete rotto il c....', 'non vi fate piu' vedere qui', 'vi prendo la macchina e vedi che non la trovi piu''. Chi indaga ritiene che il clan degli Spada punti a guadagnare terreno e potere a Ostia sostituendosi alla famiglia Fasciani, 'colpita' negli ultimi anni da ripetuti provvedimenti restrittivi e da pesanti sentenze di condanna. L'interrogatorio di garanzia potrebbe tenersi a partire da sabato prossimo. 

Minniti: fermo dimostra no zone franche
"Il fermo di Roberto Spada è la dimostrazione che in Italia non esistono zone franche". Lo dice il ministro dell'Interno Marco Minniti, che ringrazia la Procura della Repubblica di Roma e l'Arma dei Carabinieri.

Renzi: lo Stato c'è
"Il ministro dell'Interno ha detto lo Stato c'è e noi siamo d'accordo con Minniti". Lo ha detto il segretario del Pd, Matteo Renzi, in diretta Facebook dal treno del Pd a proposito del fermo a carico di Roberto Spada autore della testata al giornalista Daniele Piervincenzi. "I complimenti alle forze dell'ordine che in 24 ore hanno arrestato l'autore dell'aggressione", ha aggiunto Ettore Rosato. 

Il giornalista: nessuna gioia
"Non provo nessuna gioia o soddisfazione per il fermo di Roberto Spada". Lo dice a 'La Vita in Diretta' il giornalista Daniele Piervincenzi aggredito dallo Spada.

Il capo della polizia: fatti di gravità eccezionale
L'aggressione di Ostia al giornalista della trasmissione Rai 'Nemo': "È un fatto di una gravità eccezionale che dimostra che quel territorio ha bisogno ancora di essere oggetto di attenzioni, di misure significative che abbiamo preso e continueremo a prendere con particolare incisività". E' quanto ha dichiarato il capo della polizia, Franco Gabrielli. Il fascicolo è stato affidato ai magistrati della Direzione distrettuale antimafia. 

A Ostia un'intervista termina in un pestaggio
Gli "inviati di 'Nemo Nessuno Escluso', il giornalista Daniele Piervincenzi e il film maker Edoardo Anselmi, sono stati violentemente aggrediti a Ostia da Roberto Spada, membro della famiglia Spada, nota alle cronache per diverse inchieste giudiziarie, e da un suo sodale". A rendere noti i fatti, con una nota, ieri era stata la Rai, spiegando che la troupe del programma di Rai2 doveva realizzare un servizio sul voto nel municipio di Ostia. "Piervincenzi ha il setto nasale rotto e una prognosi di 30 giorni".



"Per realizzare un servizio sul voto nel municipio di Ostia - si legge ancora nella nota - Piervincenzi è andato davanti alla palestra gestita da Roberto Spada per chiedergli un commento sul suo sostegno a Casapound, adesione dichiarata sul suo profilo Facebook qualche giorno prima delle elezioni". "Dopo aver risposto a diverse domande, improvvisamente Spada ha dato una violentissima testata a Piervincenzi e l'ha rincorso, picchiandolo con un bastone. Poi, insieme a un'altra persona, si è diretto verso il film maker, sferrando calci e pugni".

Orfeo e Maggioni: aggressione inaccettabile
"Un'aggressione inaccettabile e intollerabile. Piena solidarietà a Daniele Piervincenzi e a Edoardo Anselmi, brutalmente malmenati solo per aver svolto il loro mestiere: quello di giornalista. La Rai è con loro: l'azienda garantirà piena assistenza ai due giornalisti, anche in sede legale" hanno subito assicurato in una nota congiunta il direttore generale e il presidente della Rai, Mario Orfeo e Monica Maggioni.

Raggi: sabato marcia contro i clan
"Ho parlato con il ministro dell'Interno, Marco Minniti: le istituzioni devono fare squadra contro la criminalità. Il ministro si è già mosso e restiamo in contatto. Le prese di posizione nette sono più che mai necessarie". Così afferma la sindaca di Roma, Virginia Raggi, in un'intervista al Fatto Quotidiano in cui propone "una manifestazione a Ostia per dire No alla criminalità". Il corteo contro i clan potrebbe essere sabato. "Vediamo chi vuole partecipare, spero in tanti, a prescindere dalle appartenenze politiche. Io ci sarò". La prima cittadina ha poi aggiunto: "Noi non scendiamo a patti nè con gli Spada, nè con Casapound, nè con chi ha rovinato questo territorio negli anni. Vorremmo che tutti fossero altrettanto chiari". E poi: "Giorgia Meloni ritiri quanto ha detto: ma come fa ad accettare i voti di CasaPound? L'ha detto Roberto Spada: uno di quei voti a CasaPound è il suo. La destra esca dall'ambiguità". Inoltre - ricorda la Raggi - "nei giorni scorsi ho denunciato pubblicamente le segnalazioni che mi arrivavano dai cittadini riguardo la presenza di esponenti della famiglia davanti ai seggi durante il voto di domenica. Una presenza inquietante che lascia immaginare scenari peggiori". Ed invece "il centrodestra non si è neanche indignato per il fatto che CasaPound abbia incassato placidamente l'appoggio di Roberto Spada per le elezioni. Questo era andato a chiedergli il giornalista che è stato poi aggredito. Non si può essere indifferenti altrimenti si diviene conniventi".

Il giornalista picchiato: Un naso rotto non mi fermerà. Spada chieda perdono alla città
"Un baso rotto non mi fermerà, spero serva a riaccendere i riflettori su Ostia". Così Daniele Piervincenzi il giorno seguente alla brutale aggressione avvenuta nel X Municipio di Roma. "Se Roberto Spada chiede perdono, io sono pronto a perdonarlo, però forse dovrebbe chiedere perdono alla città di Ostia" - ha spiegato il giornalista di "Nemo Nessuno escluso". "I clan presenti a Ostia hanno rovinato il tessuto sociale di una città bellissima che viene da da due anni di commissariamento", ha affermato il giornalista della troupe del programma di Rai2 'Nemo - Nessuno Escluso', che nell'aggressione ha riportato una frattura complessa al setto nasale.

"Sembrava un'intervista di quelle che facciamo abitualmente - ha spiegato Piervincenzi -, lui rispondeva alle domande, che poi erano domande non tanto sul clan Spada, sulle vicende giudiziarie, ma erano domande incentrate su quello che è successo a Ostia nelle scorse settimane, cioè il voto, la campagna elettorale. Roberto Spada e gli Spada hanno appoggiato CasaPound che nel quartiere, che è il quartiere feudo di quella famiglia, ha preso addirittura il 17%. Quindi sostanzialmente questa era la nostra richiesta, cioè quella di capire le ragioni di un endorsement degli Spada nei confronti di CasaPound. È stata totalmente inaspettata la reazione di Roberto Spada, tant'è che io non mi sarei mai aspettato di essere colpito al volto con una testata né con un manganello".



"Magistratura indaghi su rapporti criminosi"
"Chiediamo alla magistratura che apra un fascicolo su CasaPound per appurare se esistono rapporti criminosi tra noi e gli Spada; chiediamo anche un'inchiesta parlamentare per tirare fuori la verità su questa vicenda. Chiediamo inchieste rapide e pubbliche e che i risultati siano diffusi all'opinione pubblica". Così il vicepresidente di CasaPound Simone Di Stefano, negando qualsiasi legame con il clan di Ostia.



Casapound: nostri elettori non votino, vadano a mare
"Diciamo ai nostri elettori di non andare alle urne, di andare al mare anche con il brutto tempo. Non sosteniamo nessuno al ballottaggio". Lo ha detto Luca Marsella candidato di CasaPound in decimo Municipio a Roma durante una conferenza stampa nella Capitale.

Giornalisti in piazza a Ostia. Angeli: chi non si sottomette a legge clan, subisce queste angherie
Armati di telecamere e taccuini, decine di giornalisti e videomaker si sono ritrovati questa mattina in via Forni, la strada dove ha sede la palestra di Roberto Spada, uno dei membri dell'omonimo clan fermato ieri dai carabinieri in seguito all'aggressione nei confronti di un giornalista della Rai e del suo operatore. La manifestazione, nata spontaneamente da alcune associazioni di reporter, stata organizzata per manifestare solidarietà a Daniele Piervincenzi ed Edoardo Anselmi e per ribadire l'importanza del ruolo dell'informazione anche in un contesto intriso di criminalità, come quello di Nuova Ostia.
"Dal 2013 il Lazio  al primo posto per il numero di giornalisti minacciati. E la maggior parte  contro giornalisti di periferia - ha detto una rappresentante di Assostampa romana -. Quello che  successo ci lascia l'amarezza in bocca. Dovevamo
fare di più e di altro per evitarlo. Nonostante tutto continueremo il nostro lavoro". Tra i manifestanti, Federica Angeli, che da ani denuncia le attività criminose del clan Spada che l'ha minacciata tanto da essere sotto scorta da 4 anni. Sentiamo cosa ha detto alla collega Silvia Balducci.


 

Condividi