ITALIA

Roma

Rogo Castelfusano, brucia pineta: un arresto. 4 focolai, case evacuate. Raggi: Canadair subito

L'Italia continua a bruciare: 31 da lunedì mattina solo le richieste di intervento aereo, e c'è una prima vittima, sebbene indiretta: un imprenditore salito sul tetto del proprio capannone a Giugliano (Napoli) mentre a fianco ne bruciava un altro

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Spaventoso incendio ieri nella Pineta di Castelfusano, la riserva naturale della zona costiera di Roma, che confina con la tenuta di Castel Porziano della presidenza della Repubblica. Un grande rogo si è sviluppato all'altezza dell'Infernetto, mentre almeno altri tre focolai sorgevano lungo via Colombo - che collega Ostia al resto della capitale ed è stata chiusa in un tratto - e sulla Litoranea, interdetta temporaneamente alla circolazione.

Molti bagnanti hanno lasciato le spiagge spaventati dalle alte e vaste nubi di fumo, mentre gli aerei Canadair e gli elicotteri facevano la spola davanti ai lidi per l'acqua necessaria a spegnere le fiamme.

Alcune case sono state evacuate - all'Infernetto la cenere è piovuta dal cielo - e il traffico si è semiparalizzato.

Prevale l'ipotesi dolosa per il rogo e un 22/enne è stato arrestato dai carabinieri e accusato di tentato incendio boschivo.
Si tratta di un idraulico originario di Busto Arsizio (Varese), sorpreso mentre bruciava dei fazzoletti di carta e che ha cercato di nascondersi nella vegetazione.

"E' una situazione gravissima, buona parte della pineta é andata in fumo - ha detto la sindaca M5S Virginia Raggi, accorsa sul posto -. Serve l'aiuto della Regione e del Governo. Roma non può essere lasciata sola di fronte a questo disastro ambientale. Dobbiamo collaborare tutti".

Secondo Raggi "il primo Canadair è arrivato dopo un'ora". "Chiederemo lo stato di emergenza perché quest'anno, nei primi due mesi di monitoraggio, gli incendi sono quadruplicati", aveva detto poche ore prima Nicola Zingaretti, presidente Pd del Lazio. La Regione ha impiegato per il rogo 5 elicotteri e un Canadair, oltre a sei autobotti e 20 squadre.

Ostia e Castel Fusano hanno rivissuto quanto accaduto lo scorso 7 luglio, quando la pineta era già andata a fuoco con danni consistenti.

Il ricordo va al grande incendio del 4 luglio 2000, che distrusse buona parte della vegetazione dell'area, circa 300-350 ettari di pini secolari e macchia mediterranea. In tutti questi casi erano stati dei piromani ad appiccare il fuoco.

Una circostanza che induce diversi esponenti politici a invocare pene più severe per chi brucia dolosamente aree verdi. Ma non mancano le critiche al Campidoglio. "Roma brucia ma non ha un piano emergenza (fermo dal 2008) e non ha un capo della Protezione civile. Raggi a casa", dice il deputato Pd, Marco Miccoli. Per i Verdi é "un disastro ambientale annunciato", e la responsabilità é del Campidoglio che avrebbe sottovalutato la situazione dopo l'incendio di dieci giorni fa.
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