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ITALIA

Alloggi ai Rom, Raggi: "Casapound non ci fa paura, Roma non sarà mai città dell'odio"

"È paradossale che a impedire l'ingresso in un appartamento siano gli stessi che occupano abusivamente un intero stabile in centro città". Di Maio: "Via i rom, ma anche CasaPound"

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''Casapound non ci fa paura. Roma resta una città aperta e dei diritti. Non sarà mai la città dell'odio. Siamo tutti con Roberta Della Casa Presidente IV Municipio. Ascoltate attentamente le sue parole''. Così su Facebook il sindaco di Roma Virginia Raggi che ha postato un video della mini sindaco del Municipio  IV sulle proteste anti-rom a Casal Bruciato.

''Possiamo discriminare le persone in base al colore della loro pelle, alla religione che professano o alla loro etnia? Io dico no. E lo dico perché la legge è l'unico scudo che ci tutela dalle ingiustizie e dalla sopraffazione. Vi sembrerà retorica ma ora vi spiego il senso delle mie parole. Un gruppo di militanti di Casapound ha impedito a una famiglia di prendere possesso della casa assegnata da Roma Capitale in base a una graduatoria pubblica e regolare. Glielo ha impedito perché si tratta di una famiglia rom: una famiglia che nel 2012, quando governava la destra di Alemanno, ha partecipato al bando per l'assegnazione delle case popolari. La casa è stata loro assegnata regolarmente''.

''Casapound ha soffiato sull'intolleranza, ha puntato il dito contro un uomo, una donna e i loro sei bambini. E, se è vero quanto affermato dalla stessa famiglia che ha presentato denuncia, avrebbe minacciato di bruciarli vivi. Hanno creato un clima di odio e terrore al punto che i nostri uffici, per garantire la loro incolumità e la vita di questi sei bambini, sono costretti ad assegnare un altro appartamento alla famiglia. È paradossale che a impedire l'ingresso in un appartamento siano gli stessi che occupano abusivamente un intero stabile in centro città. È un momento triste per la città, è un  momento triste per la nostra comunità. Noi romani non ci stiamo a essere accomunati ai razzisti. Casapound non ci fa paura. La legge va rispettata, sempre! Non abbiamo alcuna intenzione di cedere alla loro prepotenza. Roma resta una città aperta e dei diritti. Non sarà mai la città dell'odio''.

Di Maio: "Via i campi Rom, ma anche Casapound"
E sulle proteste scoppiate in alcune periferie romane è intervenuto anche il vicepremier Luigi Di Maio sottolineando come quanto accaduto in questi giorni evidenzi "un chiaro problema di ordine pubblico. Il superamento dei campi rom è doveroso. Non perché siano rom o meno, ma perché è una questione di giustizia. La legge vale per tutti. Superiamo i campi rom, subito. E sgomberiamo CasaPound, così come chiunque occupi in modo illegittimo un'abitazione o uno stabile già assegnato a chi ne ha realmente bisogno".

A Casal Bruciato presidio di CasaPound fino a revoca assegnazione alloggio
Che siano 70 o solo una famiglia, la storia non cambia, a Torre Maura come a Casal Bruciato i cittadini non vogliono sentire parlare di rom. Da ieri sera il quartiere di Casal Bruciato è in rivolta contro l'arrivo di una famiglia assegnataria di un appartamento in Via Facchinetti 90. I rom sono andati via subito per "tutelare la propria incolumità" ha spiegato la presidente del IV Municipio, Roberta Della Casa, che oggi pomeriggio era presente davanti allo stabile dove Casapound è arrivata a guidare la protesta e dove promette di rimanere in presidio finché il "rischio rom" non sarà totalmente scongiurato e a Noemi non sarà assegnata una casa. Si tratta della donna che questa notte ha occupato l'alloggio destinato ai rom, ma questa mattina è stata allontanata con il suo bambino. Gli abitanti dello stabile in segno di protesta hanno piantato una tenda nel giardino condominiale e un cartello con scritto "Sto con Noemi, italiana con bambino piccolo. Noi vogliamo tranquillità, no rom, che nessuno li vuole e i motivi sono tanti".

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