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ITALIA

Riaperti solo dalle 11,30

Colosseo chiuso per assemblea, Renzi: no a cultura ostaggio dei sindacalisti. Scontro con Camusso

Chiusi anche il Palatino, le Terme di Diocleziano e Ostia Antica. Il garante: urgente ricomprendere la fruizione dei beni culturali tra i servizi pubblici essenziali

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La giornata di passione per i turisti in visita nella Capitale si è aperta con un'amara sorpresa: Colosseo, Foro Romano e Palatino, Terme di Diocleziano e Ostia Antica sono rimasti chiusi per assemblea sindacale, con apertura ritardata alle 11. Nonostante l’assemblea fosse programmata, non sono mancati i disagi per i visitatori.  Ad aumentare la confusione, l’errore su un cartello scritto in inglese dove si parla di chiusura fino alle 11 di questa sera. Nel mese di giugno  stesso scenario si era visto a Pompei, con migliaia di turisti non avvisati dell'improvviso cambio di programma.

Renzi su Twitter
"Non lasceremo la cultura ostaggio di quei sindacalisti contro l'Italia. Oggi decreto legge #colosseo #lavoltabuona", scrive su Twitter Matteo Renzi.



 
Franceschini: "La misura è colma"
Non appena i cancelli sono stati riaperti, è arrivato il commento durissimo del ministro per i Beni culturali, Dario Franceschini: "La misura è colma", ha detto, annunciando che d’accordo con il premier Matteo Renzi proporrà in Consiglio dei Ministri di inserire musei e luoghi della cultura nei servizi pubblici essenziali.

"La chiusura ai visitatori dei principali siti archeologici di Roma, porta, ancora una volta, alla ribalta l'urgenza di ricomprendere la fruizione dei beni culturali tra i servizi pubblici essenziali" scrive il Garante degli scioperi Roberto Alesse, in una nota. "Proprio ieri - continua il garante in una nota - è iniziata in Senato la discussione dei disegni di legge di modifica alla legge sul diritto di sciopero, sollecitata dallo stesso Governo, ed è mio auspicio che, in quella sede, si ragioni con rigore e serietà anche di questo tema. Lasciare la fruizione del nostro patrimonio culturale fuori dai servizi pubblici vuol dire continuare a dare una pessima immagine del Paese ai cittadini e ai milioni di turisti che quotidianamente scelgono di vistare le nostre Città". 
 
Le Rsu dei lavoratori avevano annunciato l’assemblea giovedì pomeriggio per parlare della "gravissima situazione dei dipendenti della Soprintendenza archeologica dovuta al mancato pagamento delle indennità di turnazione e delle prestazioni per le aperture straordinarie e la mancata apertura di una trattativa per il rinnovo del contratto". Già il 23 giugno i lavoratori si erano riuniti in assemblea e il Colosseo era rimasto chiuso, lasciando fuori migliaia di turisti.

Il sindaco Marino: schiaffo a cittadini e turisti, sfregio al Paese
Sulla vicenda del Colosseo il sindaco di Roma Ignazio Marino posta anche un video sulla sua pagina facebook in cui dice: "Sono arrabbiato quanto il ministro Dario Franceschini. E' vero che la gestione del Colosseo dipende dallo Stato, ma il Comune di Roma ha fatto tutti gli sforzi possibili per migliorare la sua immagine, nei confronti dei romani e turisti. Lo abbiamo liberato dalle auto e da quella brutta immagine dei camion bar. Ora lo dobbiamo liberare dai ricatti". E ancora: "Il Colosseo "e' il singolo monumento piu visitato di tutto il Paese- aggiunge Marino.- Il fatto che sia chiuso e' uno schiaffo in faccia ai cittadini e turisti che volevano visitarlo e magari avevano solo quel giorno per farlo, e uno sfregio per il nostro Paese. Intollerabile".

Camusso: si vuole togliere la democrazia a lavoratori? 
"Stiamo diventando uno strano paese, ogni volta che c'è un'assemblea sindacale si dice che non si può fare, che è diventata una cosa che non è possibile. Capisco che si debba fare attenzione ai periodi di particolare presenza turistica, ma allora si dica chiaramente che i lavoratori non possono più avere strumenti di democrazia". Parola di Susanna Camusso. Quanto alla possibilità che il governo faccia un decreto per trasformare i monumenti e i luoghi di cultura in servizi essenziali, Camusso ha aggiunto che "questo non cancellerebbe la possibilità di fare scioperi o assemblee". 

Della Valle: "Serve riflessione"
"Le persone, che potrebbero avere anche i loro giusti motivi, quando si occupano di questioni che riguardano la reputazione del Paese dovrebbero fare una riflessione in più''. Così Diego Della Valle, presidente e amministratore delegato di Tod's, gruppo che ha finanziato il restauro dell'Anfiteatro Flavio, commentando l'assemblea dei lavoratori del Colosseo che hanno tenuto fuori i turisti.

 
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