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ITALIA

Consiglio Comunale

Roma, Marino in bilico: si dimettono vicesindaco e tre assessori

Il primo cittadino, secondo quanto si apprende, vorrebbe 'resistere' , ma il partito democratico non lo appoggia. Nello schema disegnato dai dem in queste ore, l'amministrazione capitolina andrebbe al voto in tempi brevi.

Ignazio Marino (ansa)
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Roma La posizione di Ignazio Marino è sempre più precaria. L'assessore ai Trasporti Stefano Esposito, quello alla Scuola Rossi Doria e il vicesindaco Marco Causi hanno annunciato le loro dimissioni nella giunta in corso sul caso del sindaco di Roma. Il primo cittadino, secondo quanto si apprende, vorrebbe invece 'resistere' nonostante il partito democratico non lo appoggi. Ora "Marino dovrebbe dimettersi" ha detto infatti Esposito, prima di incontrare al Nazareno Orfini.

Sfiducia all'orizzonte
Il commissario del Pd di Roma e Paolo Cento, segretario romano di Sel, avrebbero concordato una linea secondo la quale, o Marino si dimette immediatamente, o i gruppi consigliari lo sfiduceranno in aula Giulio Cesare.

Al voto in primavera?
Nello schema disegnato dal Pd in queste ore, l'amministrazione capitolina andrebbe al voto in tempi brevi. Non è esclusa la data della prossima primavera. Intanto il governo dovrebbe commissariare il comune e il nome che circola in ambienti dem è quello del prefetto di Roma Gabrielli.

La polemica sulle spese
Marino è stato investito dalla polemica sulle spese sostenute con la carta di credito del Comune di Roma: il sindaco ha risposto annunciando di voler pagare di tasca propria e di rinunciare alla carta di credito intestata al Campidoglio. Durante la giunta di ieri il sindaco ha infatti annunciato che pagherà i 20mila euro spesi per rappresentanza in questi due anni. "Li ho spesi nell'interesse della città. È di questo che mi si accusa? Bene, ho deciso di regalarli tutti di tasca mia a Roma e di non avere più una carta di credito del Comune a mio nome", ha detto.

Opposizione all'attacco
Le spese di rappresentanza del sindaco sono finte nel mirino di Fratelli D'Italia e Movimento 5 Stelle che hanno presentato esposti per peculato. La Procura ha quindi aperto un fascicolo ma senza ipotesi di reato né iscritti. Nell'esposto di FdI si parla di cene "alcune delle quali - è detto nell'atto - probabilmente non istituzionali", e di spese "di tintoria per il lavaggio dei capi indossati in occasione di visite di Stato e ufficiali (997 euro), l'acquisto di calici e pissidi per ricorrenze e celebrazioni religiose (2.200 euro), buffet-lunch con una federazione sportiva (7.143 euro). 

Le indagini
Le indagini sono ancora alla fase delle "verifiche", il Pm acquisirà tutta la documentazione relativa all'aumento del massimale, da 10mila a 50mila euro, di utilizzo mensile della carta di credito in dotazione al primo cittadino. Gli inquirenti di piazzale Clodio dovranno accertare se Marino abbia sostenuto spese con la carta di credito del Comune al di fuori dei fini istituzionali, come sostengono i firmatari degli esposti, e per questo motivo, oltre ad esaminare la documentazione sull'aumento del plafond sentiranno, come testimoni, anche i titolari degli esercizi ai quali fanno riferimento i giustificativi di spesa. 
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