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ITALIA

No rischio bus

Roma. Nodo autorizzazione per Atac. Mit: garanzie in 2 mesi. La municipalizzata: stiamo adempiendo

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È corsa contro il tempo per Atac, la municipalizzata dei trasporti di Roma. Il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti ha comunicato all'azienda che ha sessanta giorni di tempo per fornire gli atti e i documenti necessari a mantenere l'iscrizione al Ren, il registro elettronico nazionale per gli operatori della mobilità. Un adempimento "necessario per l'esercizio delle imprese di trasporto", pena la revoca dell'autorizzazione all'esercizio del servizio del trasporto pubblico locale.   

La nota dolente per l'Atac, azienda gravata da un debito di 1,3 miliardi e che lo scorso anno ha intrapreso la strada del concordato preventivo, è il requisito dell'idoneità finanziaria necessario all'iscrizione al Ren. In ballo c'è una fideiussione scaduta, che, con la procedura concordataria in corso e in attesa dell'ok del Tribunale, sarebbe stato complicato riottenere. Ma se dal Campidoglio a guida Virginia Raggi trapela tranquillità, in quanto per ovviare al problema sarebbero sul tavolo una serie di strumenti finanziari, anche fonti del Mit spiegano che "se il concordato va in porto il problema dell'iscrizione al Ren è risolto".   

La lettera del Mit è stata inviata dopo una proroga di sei mesi dell'iscrizione di Atac al Registro elettronico nazionale. Scaduto questo periodo, il Ministero ha informato "della possibilità di presentare gli atti e i documenti necessari entro i prossimi due mesi, quindi altri 60 giorni, al fine di mantenere l'iscrizione al Registro, necessaria per l'esercizio delle imprese di trasporto. Immotivato quindi qualsiasi allarme di interruzione del servizio", precisano dal Dicastero.   

Dall'azienda dei trasporti romana, invece, dopo le indiscrezioni trapelate sulla lettera del Mit, spiegano che "non è avvenuta alcuna revoca. L'Ufficio della motorizzazione Civile ha soltanto riconosciuto ad Atac un termine di 60 giorni entro cui presentare memorie o documenti per riscontrare la propria idoneità finanziaria all'esercizio del trasporto pubblico. Si tratta di un adempimento previsto dalla legge al quale l'azienda sta ottemperando, d'intesa con Roma Capitale".     

Intanto, però, divampa la polemica politica: "Raggi e Meleo riferiscano già domani in aula su quanto sta accadendo e si anticipi a giovedì 19 aprile la seduta straordinaria dell'Assemblea capitolina su Atac", chiedono dal Pd. "L'atto" del Mit "certifica per l'ennesima volta il fallimento e l'incapacità di questa amministrazione capitolina", rincara da Forza Italia Antonello Aurigemma. Mentre il deputato Leu e consigliere comunale Stefano Fassina punta il dito contro un"inaccettabile comportamento del governo e del ministero dei trasporti verso Roma Capitale. Il presidente del consiglio chiarisca subito. La sindaca Raggi informi il Consiglio Comunale".   

"Roma e tutti i cittadini possono rimanere tranquilli: gli autobus continuano a circolare regolarmente - rassicura dalla maggioranza il capogruppo M5S Paolo Ferrara -. E' in corso una procedura per rilanciare l'azienda e farla rimanere di proprietà dei romani. C'è qualche politico che spera di svenderla? Questa amministrazione non lo permetterà mai".
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