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CULTURA

Villa Medici, Accademia di Francia a Roma

Trenta anni di Eurovisioni il Festival Internazionale di Cinema e Televisione

La XXX edizione del Festival Eurovisioni ha preso il via venerdì 21 ottobre a Villa Medici, per concludersi il 22 ottobre. Eurovisioni focalizza, quest’anno, la sua attenzione su entrambi i processi in atto nel settore dei media: i cambiamenti della legislazione europea e il rinnovo delle concessioni nazionali dei servizi pubblici.


 

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Trent’anni è un’età che dovrebbe portare saggezza, programmi di vita a lungo termine e stabilità. I trent’anni di Eurovisioni non hanno portato all’audiovisivo europeo nulla di tutto ciò.
Al contrario rischiano di coincidere con il più grande cambiamento mai attuato nelle regole europee per i media e l’audiovisivo, con una nuova Direttiva Servizi Media Audiovisivi (SMA), che ha rimpiazzato la vecchia “TV senza frontiere”, con un nuovo Telecom Package, con la riforma in senso digitale delle norme europee sul copyright, con la nuova direttiva sul “Mercato unico digitale”.
E come se non bastasse, i trent’anni coincidono anche (casualmente, ma con una forte valenza simbolica) con il rinnovo delle convenzioni di alcuni dei maggiori servizi pubblici europei: con la nuova Royal Charter della BBC (in vigore dal 1 gennaio 2017), con la nuova concessione RAI (attesa per i primi mesi del 2017) e di quella SSR-SRG , la Radio tv svizzera (SSR), che scadrà il 31 dicembre 2017.
I trent’anni di Eurovisioni coincidono anche con il Sessantesimo anniversario del Trattato di Roma, firmato in Campidoglio nel 1957 e che ha portato alla nascita dell’Unione Europea. Di qui il titolo generale dell’edizione di quest’anno “30 anni di Eurovisioni, 60 anni del Trattato di Roma: quale progetto audiovisivo per l’Europa di domani?”, con la nostra manifestazione che apre le celebrazioni ufficiali dell’anniversario europeo che culmineranno a maggio 2017 con un grande summit europeo a Roma per il rilancio dell’Unione dopo la Brexit.
Tutti questi cambiamenti in atto hanno un'unica spiegazione: la digitalizzazione. Un processo che sta sconvolgendo le economie e le culture di tutto il mondo e che, nel mondo dei media (ormai tutti dematerializzati), va assai più velocemente che nel  mondo dei beni materiali.
Un processo (quello della digitalizzazione unito alla globalizzazione) che sta mettendo a dura prova anche le stesse istituzioni sia nazionali che europee. Come dimostra perfettamente la Brexit inglese, dove l’assenza di media europei e di un’opinione pubblica transnazionale, ha favorito l’emergere e il divenire maggioritario di un approccio isolazionista e nazionalista.
Fedele al suo ruolo trentennale di osservatorio dei fenomeni comuni all’Europa audiovisiva, Eurovisioni focalizza quest’anno la sua attenzione su entrambi i processi in atto nel settore dei media: i cambiamenti della legislazione europea e il rinnovo delle concessioni nazionali dei servizi pubblici.
 
 
Sabato 22 ottobre la Giornata Italiana di Eurovisioni si è aperta con una tavola rotonda di riflessione sui parallelismi esistenti fra i trent’anni di Eurovisioni e i sessant’anni del Trattato di Roma. Ne parleranno il presidente di Eurovisioni e i rappresentanti del governo italiano che stanno preparando le celebrazioni di maggio 2017. A seguire, per la giornata italiana, “La nuova carta d’identità del servizio pubblico”, dibattito sul rinnovo delle Convenzioni BBC, RAI e SSR. Un’iniziativa promossa da Eurovisioni in collaborazione con Articolo 21, Fondazione Di Vittorio, FNSI, SLC-CGIL, USIGRAI come seguito ideale della campagna svolta nel 2016 col Concorso nazionale nelle scuole per identificare una nuova missione per il servizio pubblico radiotelevisivo. Campagna che ha avuto come suo principale interlocutore il Presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella.
 
Al centro del dibattito la presentazione della Royal Charter 2017-2026 della BBC, il dibattito in corso in Svizzera per il rinnovo della Concessione alla SSR-SRG e, soprattutto, la nuova Concessione alla Rai per il periodo 2017-2026. Uno strumento delicatissimo che, in tutti e tre questi Paesi, cerca di intercettare i nuovi bisogni dei cittadini “digital natives” per integrarli nelle comunità nazionali ed europee del futuro, cercando di contrastare le spinte centrifughe di un’offerta mediatica globalizzata.
 
E sempre a proposito di anniversari, Eurovisioni celebra nel suo trentennale anche i quarant’anni di Vidéographie, la prima trasmissione televisiva sulla videoarte, realizzata dalla RTBF belga (partner di Eurovisioni fin dalla sua fondazione). A Robert Stéphane, ex presidente di Eurovisioni ed ex DG della tv belga francofona, oltre che presidente dell’associazione Vidéographie,  il compito di presentare queste opere.
 
In parallelo ai dibattiti e colloqui della seconda giornata, le altre proiezioni della XV edizione della rassegna “Cinema di servizio pubblico” (vedi pagine dedicate più avanti in questo catalogo), che presenta al pubblico romano una selezione delle migliori opere europee dell’ultima stagione televisiva di BBC, RTVE e ZDF.

 
 
 
 
 
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