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ITALIA

Roma, ferimento del nuotatore Manuel Bortuzzo: trovata pistola

Proseguono le indagini della Squadra mobile della Questura di Roma per tentare di identificare chi era alla guida dello scooter da cui sono stati esplosi i colpi che sabato notte hanno ferito il giovane nuotatore. Il padre: ora sa della paralisi, ma non ha pianto

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È stata trovata su un prato ieri pomeriggio la pistola usata con ogni probabilità nel ferimento di Manuel Bortuzzo, sabato scorso all'Axa. L'ipotesi è che sia stata lanciata lì durante la fuga. L'arma sarà sottoposta agli accertamenti tecnici per stabilire con certezza se sia quella da cui è partito il colpo che ha ferito gravemente il ragazzo. 

Chi ha sparato colpendo Manuel Bortuzzo potrebbe non aver indossato dei guanti. Sulla pistola rinvenuta questa mattina sarebbero infatti state trovate tracce di impronte digitali.

Dopo le analisi sull'arma si procederà al tentativo di confronto delle tracce per verificare se corrispondono con quelle di persone pregiudicate.

Proseguono, intanto, le indagini della Squadra mobile della Questura di Roma per tentare di identificare chi era alla guida dello scooter da cui sono stati esplosi i colpi che sabato notte hanno ferito il giovane nuotatore. 

La vicenda
Una serie di colpi di pistola in strada, esplosi in piazza in un quartiere residenziale di Roma, per colpire qualcun altro. Ma nel mirino è finito una giovane promessa del nuoto, Manuel Mateo Bortuzzo, quasi 20 anni, che ora è ricoverato all'ospedale San Camillo dopo due delicati interventi. Il proiettile che lo ha colpito ha causato una lesione al midollo spinale e il giovane rischia la paralisi.

La sparatoria è avvenuta davanti a un pub a piazza Eschilo dove due persone a bordo di uno scooter hanno pensato di vendicarsi a suon di proiettili in strada e con gli agenti a un centinaio di metri, ancora impegnati nel sopralluogo all'interno del locale per una rissa.

La polizia è ora sulle tracce di una o più persone che sono state identificate, per risalire agli autori della sparatoria.

Una cosa è ormai certa: Manuel era estraneo alla rissa scoppiata un'ora prima del suo ferimento in un locale dove lui non è mai entrato.

Il giovane nuotatore di Treviso, triestino di nascita, del gruppo sportivo delle Fiamme Gialle e tesserato all'Aurelia Nuoto, che in questi mesi si stava allenando a Ostia, era diretto in quel locale con degli amici. Ma poi proprio a causa della rissa non era più entrato. Nel frattempo però, due persone che avevano lasciato il pub dopo la violenta lite, erano tornati sul posto, e dopo essersi armati hanno urlato qualcosa ed esploso i tre colpi a bordo di uno scooter. Alcuni proiettili hanno raggiunto Manuel, che in compagnia di un'amica si era fermato davanti ad un distributore di sigarette.

Il giovane, ferito al fianco, è stato portato in ospedale e sottoposto a due interventi chirurgici per bloccare l'emorragia e rimuovere il proiettile che si era fermato su una vertebra.

Il padre: Manuel vuole tornare a casa
"Ha saputo della paralisi ma non ha pianto", ha detto ai cronisti Franco Bortuzzo, il padre di Manuel, che si trova all'ospedale San Camillo dove è ricoverato il figlio. "Gli ho promesso che tornerà a vivere come una persona normale", ha aggiunto. Poi ha spiegato: "Questa mattina gli hanno tolto i tubi, si è svegliato e mi ha detto: non sento più niente. Vorrebbe tornare a casa, è consapevole della sua situazione e verrà presto trasferito in una clinica riabilitativa". 
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