MONDO

"Interrotto lo sciopero della sete"

Presidio al Quirinale per Gabriele Del Grande. Nuova telefonata a casa: "Non fermatevi ora"

La legale, Alessandra Ballerini, ha spiegato che non le è stato consentito di vedere il dossier sul suo assistito, che vuole solo essere liberato e tornare in Italia

Il presidio al Quirinale (Foto dell'inviata Angela Caponnetto)
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Nuova telefonata a casa di Gabriele Del Grande, il documentarista fermato in Turchia il 10 aprile, che chiede di tenere accesa l'attenzione sul suo caso. Presidio a Roma questa mattina presso il Quirinale per chiederne la liberazione. La manifestazione è stata organizzata da varie associazioni tra cui Amnesty, Arci, e il sindacato dei giornalisti Rai Usigrai.
rende noto l'avvocato alessandra ballerini, aggiungendo che

"Gabriele chiede, come ribadito anche nella telefonata che ha potuto effettuare con la compagna Alexandra D'Onofrio, di essere liberato e tornare a casa. Ad oggi infatti non sono note le ragioni del protrarsi del suo trattenimento né i motivi del ritardo del suo rimpatrio verso l'Italia", dice la legale Alessandra Ballerini.  Che dice: dopo l'incontro di ieri con il console italiano e con un avvocato egiziano, il giornalista  ha "ricominciato a bere, ma rifiuta di assumere vitamine".

Venerdì, a 12 giorni dall'arresto e dopo nove trascorsi in isolamento, il console italiano a Smirne, Luigi Iannuzzi, e l'avvocato turco, Taner Kilic, hanno potuto incontrare Del Grande presso il centro di detenzione amministrativa di Mugla, sulla costa egea.

"Sta bene, gli abbiamo parlato a lungo", ha raccontato al termine il console italiano, confermando che è al terzo giorno di sciopero della fame ma ha beve succhi di frutta e ha l'assistenza di un medico che lo segue costantemente.

L'incontro in carcere è il frutto delle pressioni italiane. La legge turca prevede l'accesso a un avvocato o un incontro con i familiari entro il 14esimo giorno di fermo. 

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