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ITALIA

Roma Antica

Roma: ritrovati alcuni resti dell' Arco di Tito durante scavi al Circo Massimo

Sono parti in marmo lunense dell'attico e della trabeazione.
Riscoperti anche il pavimento in lastre di travertino e quattro plinti frontali

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Gli archeologi della Sovrintendenza capitolina hanno ritrovato, durante i lavori di scavo e restauro dell'emiciclo del Circo Massimo, alcuni grandi frammenti dell'Arco di Tito. Si tratta di parti in marmo lunense dell'attico e della trabeazione, la membratura orizzontale che collega i piedritti verticali di sostegno. Sono stati riscoperti, inoltre, il pavimento antico in lastre di travertino, tre plinti frontali e una parte del sostegno della quarta colonna. Lo “straordinario ritrovamento” è stato reso noto dall'assessorato alla cultura di Roma e dalla Sovrintendenza capitolina.

Le indagini, ancora in corso, sono state complesse perché lo scavo era ricoperto da falde acquifere, come gran parte delle strutture archeologiche. Tuttavia, lo strato di riporto che copriva parte delle strutture ha permesso anche la conservazione di alcune strutture murarie tardo-antiche o alto-medievali, attualmente in fase di studio. 

Il Monumento
L'ampiezza dell'arco è stata calcolata di 17 metri circa, profondità di 15 metri e altezza di 10 metri. È al momento in fase di realizzazione - in collaborazione con la facoltà di Architettura dell'Università Roma Tre - la ricostruzione multimediale del monumento. L'Arco era stato dedicato a Tito nell'81, anno della sua morte, per celebrare la vittoria sui Giudei e la distruzione di Gerusalemme.

Il Monumento si erigeva al centro dell'emiciclo del Circo Massimo e assumeva un ruolo particolarmente importante durante le processioni trionfali che celebravano le vittorie dei generali o degli imperatori dell'antica Roma. I cortei trionfali, dopo aver sfilato lungo il Circo Massimo, passavano al di sotto e proseguivano per il tempio di Giove Capitolino, sul Campidoglio. 

La struttura
Il monumento era a tre fornici intercomunicanti, con una platea e una scalinata sulla fronte verso il circo, mentre si collegava con due gradini con il piano di calpestio esterno all'edificio. La fronte era caratterizzata da 4 colonne libere e 4 lesene retrostanti aderenti ai piloni. Era sormontato, sull'attico, da una grandiosa quadriga bronzea.

Alla fine dell'VIII secolo l'arco doveva essere ancora in piedi, poiché l'Anonimo di Einsiedeln trascrisse l'iscrizione posta sull'attico. Nel corso del XII secolo, poi,  il fornice centrale viene occupato dal canale dell'Acqua Mariana, un acquedotto medievale ancora chiaramente visibile al centro dell'area dell'arco. Gli scavi eseguiti nel 1930 demolirono le strutture e i caseggiati che nel tempo si erano sovrapposti a quanto rimaneva della parte centrale dell'emiciclo, riportando alla luce numerosi elementi architettonici riutilizzati anche in epoca medievale.
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