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SPETTACOLO

Nella Capitale dal 19 settembre al 25 novembre

Teatro, musica, danza e mostre da tutto il mondo per Romaeuropa Festival

Grandi nomi e grandi numeri per la trentatreesima edizione della rassegna che va in scena in tutta Roma. Si comincia mercoledì con Kirina, di Serge-Aimé Coulibaly e Rokia Traoré. In poco più di due mesi, 60 compagnie da 24 Paesi, oltre a installazioni, convegni e percorsi di formazione

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di Nicola Iannello Un raffica di eventi diffusi per tutta la Capitale. Si presenta con grandi numeri l’edizione numero trentatré di Romaeropa Festival. Dal 19 settembre al 25 novembre, saranno 60 le compagnie da 24 Paesi ad animare la scena con oltre trecento artisti. E poi: 27 i luoghi che ospiteranno i 68 progetti della rassegna per 168 repliche, oltre a mostre, installazioni, convegni e percorsi di formazione; i posti in vendita per gli spettacoli sono 55 mila, 38 le prime nazionali, 29 programmi internazionali, 10 coproduzioni, per un’edizione che supera i confini europei aprendosi sempre più al mondo intero e ai nuovi sguardi capaci di raccontarlo e interpretarlo, come si propone il titolo Between Worlds.
 
Inaugurazione mercoledì 19 settembre con Kirina, un viaggio tra Africa e Occidente all’insegna del movimento e della commistione d’immaginari firmato dal coreografo del Burkina Faso Serge-Aimé Coulibaly e dalla sua Faso Dance Théâtre, con i testi dello scrittore e studioso Felwine Sarr, le musiche della cantante icona della world music Rokia Traoré. Romaeuropa Festival prosegue poi articolato nei tre percorsi STORIE, VISIONI e SUONI e nelle sezioni DIGITALIVE, ANNI LUCE, DANCING DAYS, REf KIDS e nelle attività di incontri e workshop di COMMUNITY.
 
Arrivano al Festival con le loro storie dal mondo il libanese Omar Rajeh con la sua compagnia Maqamat, la cinese Wen Hui, lo svizzero Milo Rau, le argentine Lola Arias e Cecilia Bengolea, quest’ultima in coppia con il francese François Chaignaud, La Mama di New York con la compagnia Motus. Al loro fianco altri grandi nomi della creazione internazionale come Peter Brook, Hofesh Shechter, Ivo Van Hove, Mario Martone, Mimmo Cuticchio con Virgilio Sieni, Daria Deflorian e Antonio Tagliarini, Tim Etchells con Ant Hampton e i coup de coeur più recenti del festival come gli israeliani Sharon Eyal, Gai Behar e la loro L-E-V.
 
Ricco è il cast internazionale degli artisti ospitati all’Auditorium Parco della Musica: la musicista maliana Oumou Sangaré, il duo catalano Agrupación Señor Serrano, la francese di origini vietnamite Caroline Guiela Nguyen, i francesi Tsirihaka Harrivel & Vimala Pons, il direttore tedesco Peter Rundel che dirigerà The Yellow Shark di Frank Zappa, i musicisti statunitensi Fay Victor e Marc Ribot con Daniele Del Monaco, Cristina Zavalloni che interpreterà le composizioni originali di dieci diversi autori, Office for a Human Theater con Filippo Andreatta, Luigi de Angelis dii Fanny & Alexander con Marco Cavalcoli e, per il Gran Finale che chiuderà il festival, l’artista visivo e compositore giapponese Ryoji Ikeda, Franco D’Andrea Octet, la star del Benin Angélique Kidjo e l’artista britannico Matthew Herbert in una serata che occuperà tutte le sale dell’Auditorium.
 
Lo splendido salone di Pietro da Cortona di Palazzo Barberini sarà aperto per la performance della compagnia italiana Anagoor che (oltre al suo ultimo spettacolo) presenterà una performance musicale nata in collaborazione con Accademia D’Arcadia e in corealizzazione con Barberini Corsini Gallerie Nazionali. Negli spazi storici della capitale anche la compositrice Lucia Ronchetti, per una collaborazione con il Teatro dell’Opera di Roma, in scena nell’Aula Ottagona delle Terme di Diocleziano. Il Palazzo Falconieri dell’Accademia d’Ungheria in Roma ospiterà il compositore Dániel Dobri, l’Istituto Svizzero sarà cornice dell’installazione in realtà virtuale di Gilles Jobin mentre all’Accademia di Francia – Villa Medici si svolgerà la performance de l’iraniano Ali Moini.
 
Il Mattatoio rappresenta l’“hub” della giovane creazione contemporanea del REf18. Qui si esibiscono, per Dancing days e il network Aerowaves, la coreografa olandese Keren Levi; il greco Christos Papadopoulos, la norvegese Ingrid Berger Myhre, i viennesi Dominik Grünbühel e Luke Baio oltre agli italiani Salvo Lombardo e la sua compagnia Chiasma, Sara Sguotti e Luna Cenere tutti rappresentanti delle più recenti espressioni della danza europea. A testimoniare l’odierno fermento della scena italiana, per Anni luce, sono invece Liv Ferracchiati con The Baby Walk, Chiara Bersani, VicoQuartoMazzini e Fabiana Iacozzilli.
 
RAI si conferma main media partner del Festival con i suoi canali RAI3, RAI Cultura, RADIO2, RADIO3, RADIO Kids e con le sue attività di approfondimento, per raccontare lo spettacolo dal vivo attraverso tv, radio e web.
 
romaeuropa.net
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