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CULTURA

Denunciò i gulag psichiatrici e Putin

Russia: morto a Cambridge il dissidente sovietico Bukovski

Indicato dal New York Times come "un eroe quasi leggendario nel movimento del dissenso”

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E' morto in un ospedale di Cambridge a 76 anni per problemi cardiaci Vladimir Boukovski, scrittore, attivista anti-comunista ed ex già dissidente sovietico noto per aver denunciato negli anni '70 nell'allora Urss la carcerazione psichiatrica dei prigionieri politici dopo esserne stato vittima in prima persona. Lo ha annunciato il Bukovsky Center, ricordando come "Vladimir Konstantinovitch" fosse stato a suo tempo indicato dal New York Times come "un eroe quasi leggendario nel movimento del dissenso".

Detenuto a più riprese a partire dal 1967 per le sue prese disposizioni contro il regime sovietico, fu al centro nel '76 di un clamoroso scambio fra l'Urss e il Cile di Pinochet, che ottenne la sua liberazione ed espulsione in Svizzera in cambio di quella del leader comunista cileno Luis Corvalan.

Fin da subito Bukovski si trasferì in Gran Bretagna, dove scrisse libri di successo e animò movimenti anti-sovietici. Tornò brevemente in Russia dopo la fine del comunismo, cercando di promuovere una sorta di processo di Norimberga sui crimini del vecchio regime e più tardi aderì al fronte dell'opposizione liberale più radicale a Vladimir Putin. Tentò di candidarsi alle presidenziali russe del 2008, ma non fu ammesso in quanto non residente nel Paese.  

Nel 2014 fu arrestato dalla polizia britannica e accusato di pedofilia dalla giustizia del Regno: nel suo computer furono trovati centinaia di foto e video pornografici con protagonisti bambine e soprattutto bambini di 12-13 anni raccolti per 15 anni. Lui non negò, pur avanzando sospetti di trappole dell'ex Kgb, e parlò di una raccolta fatta a fini di studio, ma il processo fu alla fine interrotto l'anno scorso a Cambridge solo a causa della sua impossibilità di presenziarvi a causa della salute oramai compromessa.
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