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MONDO

"Per protesta non autorizzata"

Russia, Navalny e più di 1600 dimostranti arrestati a Mosca

Arrestati oltre 1600 sostenitori dell'oppositore di Putin in tutto il paese, nella capitale i manifestanti si fronteggiano con i nazionalisti che sostengono il presidente appena rieletto

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Il leader dell'opposizione russa Alexei Navalny è stato arrestato a Mosca durante una manifestazione contro Vladimir Putin, che lunedì si insedierà ufficialmente come presidente dopo la rielezione. Navalny, leader del Partito del progresso e presidente della Coalizione democratica, ha esortato i suoi sostenitori a scendere in piazza per protestare contro la permanenza di Putin al potere, contro la corruzione e contro la censura sul web.
 
Secondo gli attivisti, le manifestazioni sarebbero andate in scena in più di 90 città in tutto il paese. La polizia, nel complesso, secondo la Ong Ovd-Info, avrebbe fermato almeno 1600 manifestanti anti governativi. E a Mosca è sfida di piazza con i nazionalisti pro-Cremlino del movimento Nod (Movimento di liberazione popolare) schierati in piazza Pushkin a fronteggiare i manifestanti anti-Putin che scandiscono 'per noi non è lo zar'. I due gruppi si sfidano quindi a colpi di slogan. "Putin. Patria. Libertà", urlano i nazionalisti. "Russia senza Putin" ribattono in coro i dissidenti, molto più numerosi.

Fermati anche 5 giornalisti
Ci sono almeno cinque giornalisti tra le persone fermate in Russia durante le manifestazioni anti-Putin 'Per noi non è lo zar'. Lo riportano i media russi. L'ong Ovd-Info fa sapere che a Mosca sono stati fermati i giornalisti Oksana Gandziuk, della tv d'opposizione Dozhd, EIlia Gorshkov e Aleksandr Antiufeev, di Daily Storm. I tre avevano al collo la 'Press card'. La radio Eco di Mosca riferisce del fermo del fotoreporter di Novaia Gazeta Mikhail Grebenshikov. Radio Liberty inoltre fa sapere che anche una sua collaboratrice è stata fermata.

Ue: arresti minaccia a libertà fondamentali
Gli arresti in Russia "minacciano le libertà fondamentali di espressione, associazione e assemblea" e "la detenzione di giornalisti minaccia anche la libertà di stampa". Così un portavoce dell'Alto rappresentante Federica Mogherini, sottolineando che "anche se alcune delle manifestazioni non erano autorizzate, questo non può giustificare la brutalità della polizia e gli arresti di massa". L'Ue "si aspetta che le autorità russe rispettino pienamente gli impegni internazionali che la Russia ha preso" in materia e che "rilascino senza indugio i manifestanti pacifici e i giornalisti".
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