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MONDO

Il presidente Usa rischia grosso

Russiagate, Trump: "Non sono preoccupato da quello che Flynn può dire"

"Nessuna collusione con la Russia" ribadisce il presidente Usa Donald Trump dopo le dichiarazioni rese ieri dal suo ex consigliere per la sicurezza nazionale riguardo ai rapporti con la Russia. Sarebbe stato il genero di Trump, Jared Kushner, infatti, a chiedere a Flynn di incontrare funzionari del governo russo, affermano alcuni media Usa

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''No''. Così risponde Donald Trump a chi gli chiede se è preoccupato per quello che Michael Flynn potrebbe dire al procuratore speciale per il Russiagate, Robert Mueller. Trump ha lasciato la Casa Bianca per recarsi a New York, dove parteciperà a tre eventi di raccolta fondi per i repubblicani. "Non c'è assolutamente collusione" ribadisce dopo la dichiarazione di colpevolezza e la disposinilità del suo ex consigliere alla sicurezza nazionale a collaborare con chi sta indagando sul Russiagate. 

La replica su Twitter: le azioni Flynn durante la transizione erano legali
Con un tweet, Trump ha spiegato le ragioni per cui ha dovuto a suo tempo silurare Flynn (licenziato dopo soli 24 giorni) e ha sostenuto che le sue azioni, durante la fase del passaggio dei poteri alla Casa Bianca, erano "legali". "Ho dovuto licenziare il generale Flynn perché ha mentito al Vicepresidente e all'Fbi. Lui si è detto colpevole per quelle bugie. E' una vergogna, perché le sue azioni durante la transizione erano legali. Non c'è nulla da nascondere!", ha twittato Trump.


Flynn disposto a testimoniare:  mi fu ordinato di parlare con la Russia
Il Russiagate fa comunque cadere una nuova, pesante tegola sulla testa del presidente degli Usa. Michael Flynn è pronto a testimoniare che gli fu ordinato di contattare i russi, inizialmente per coordinare gli sforzi contro l'Isis in Siria. E' quanto riferisce la Abc, dopo che ieri l'ex consigliere si è dichiarato colpevole di aver mentito all'Fbi quando negò di aver avuto contatti con Mosca e, in particolare, con l'allora ambasciatore russo a Washington, Serghey Kislyak, a fine 2016.

Media Usa: fu il genero di Trump a chiedere a Flynn di incontrare i funzionari russi
Sarebbe Jared Kushner la persona che secondo le testimonianze di Michael Flynn gli avrebbe chiesto di incontrare i funzionari del governo russo. Lo sostengono di versi media Usa, tra cui Nbc News, Bloomberg e il il Washington Post. Nei documenti depositati, Flynn non nomina direttamente il genero e consigliere di Trump, ma lo identifica come "un funzionario importante" del presidente.

Si è sentito abbandonato da Trump, quindi la decisione di collaborare
Secondo fonti vicine a Flynn, citate dall Abc, l'ex generale si è sentito abbandonato dal presidente Usa e ha deciso solo nelle ultime 24 ore di collaborare completamente con l'inchiesta sul Russiagate gestita dal procuratore speciale Robert Mueller. Flynn per il solo reato di aver mentito ai federali sui suoi contatti con l'ambasciatore russo rischia fino a 5 anni di detenzione ma potrebbe ottenere importanti sconti di pena se la sua testimonianza portasse a sviluppi ulteriori.

Casa Bianca: il caso Flynn riguarda solo lui 
Immediata la replica della Casa Bianca. "Nei capi di accusa e nella dichiarazione di colpevolezza di Flynn non c'è nulla che coinvolga altre persone. Il caso riguarda solo lui", è il commento a caldo. 
La Casa Bianca getta dunque acqua sul fuoco e sottolinea come Flynn sia stato consigliere per la sicurezza nazionale per 25 giorni e sia stato poi licenziato proprio a causa delle sue false dichiarazioni sugli incontri con l'ambasciatore russo. Ricorda, inoltre, come Flynn in passato sia stato un funzionario anche dell'amministrazione Obama. "La conclusione di questa fase del lavoro del procuratore speciale - aggiunge un portavoce - dimostra ancora una volta come questi si stia muovendo rapidamente per una veloce e ragionevole conclusione" delle indagini sul Russiagate.

Quarto esponente dello staff di Trump coinvolto nel Russiagate
Dopo l'ex capo della campagna elettorale (da maggio ad agosto 2016) di Trump, Paul Manafort, il socio Rick Gates ed il consigliere per la politica estera, George Papadopoulos (anche lui dichiaratosi colpevole di aver mentito ai federali), Flynn è il quarto ma finora il più importante membro dello staff di Trump a finire nelle maglie del Russiagate.

L'ammissione di colpevolezza
Dalle carte depositate oggi nell'udienza in cui si è dichiarato colpevole era emerso solo che fu intorno "al 22 dicembre 2016 che un membro molto importante (di cui non viene rivelata l'identità, ndr) della squadra di transizione" (che gestì il passaggio di consegna da Barack Obama a Donald Trump) del presidente eletto "a dare istruzioni" all'allora generale in congedo Michael Flynn - formalmente un privato cittadino - "di contattare funzionari stranieri di governi stranieri, inclusa la Russia". E' quanto emerge dall'ammissione di colpevolezza per aver mentito all'Fbi fatta da Flynn, il quale chiese - violando il Logan Act del 1799, che vieta espressamente a privati cittadini di avere contatti con funzionari di governi stranieri - all'allora ambasciatore russo a Washington, Serghei Kislyak, l'aiuto di Mosca per bloccare - cosa che non avvenne - la risoluzione del Consiglio di Sicurezza Onu che - con il placet irrituale degli Usa di Barack Obama - condannò le colonie israeliane in Cisgiordania.

Mueller: le bugie di Flynn sono intralcio alla giustizia
Le false dichiarazioni rilasciate da Michael Flynn all'Fbi e al procuratore speciale sul Russiagate, Robert Mueller, sulle collusioni tra lo staff elettorale di Trump e Mosca per vincere le elezioni presidenziali dell'8 novembre 2016 hanno "ostacolato" l'inchiesta, di fatto configurando il reato di intralcio della giustizia. Così Mueller sull'ammissione di colpevolezza fatta oggi da Flynn: "Le false dichiarazioni e le omissioni (l'aver taciuto su particolari determinanti, ndr) hanno ostacolato e, fino a prova contraria, hanno avuto un impatto materiale sulle indagini in corso dell'Fbi sull'esistenza di qualsiasi legame o coordinamento" tra la squadra della campagna elettorale di Trump e Mosca.

Annullata la foto Trump-al Sarraj: colpa di Flynn?
La Casa Bianca ha annunciato ai giornalisti che è stata cancellata la 'photo opportunity' di Donald Trump con il primo ministro libico, Fayez al-Sarraj. Sarebbe stata la prima opportunità per fare domande a Trump sull'accordo tra Flynn e il procuratore speciale Robert Mueller.

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