Original qstring:  | /dl/rainews/articoli/Russiagate-polemiche-su-Report-Zingaretti-Rai-difenda-liberta-espressione-e773b411-5d39-4b37-a55b-d90d9aab1a0c.html | rainews/live/ | true
POLITICA

Si accusa la scelta di mandare l'inchiesta a ridosso del voto

Russiagate: polemiche su Report, Zingaretti: "Rai difenda libertà espressione"

Cuore della trasmissione "sotto accusa", i legami internazionali della Lega di Salvini (e Savoini) con Putin e l'estrema destra politica e religiosa russa e anche americana

Condividi
Sostegno e solidarietà alla trasmissione di Rai3, Report, dedicata a "Moscopoli", ovvero "all'affaire" Russia-Lega, andata in onda lunedì scorso in prima serata e seguita da oltre 2 milioni e 150 mila telespettatori, giunge dalle varie anime del centrosinistra dopo che proprio sulla trasmissione sono piombate dure critiche che evidenziano come fosse stato poco opportuno trasmettere un'inchiesta del genere a pochi giorni al voto in Umbria. Le reazioni:

Zingaretti, nessuno censuri Report
"Nel servizio pubblico si difenda la libertà di espressione. Se qualcuno deve esprimere opinioni diverse o fornire versioni alternative ha il diritto di farlo. ma censurare non può farlo nessuno". Così su twitter il segretario del Pd.

Di Nicola (M5s), attacco a libertà di informazione
"Apprendo che durante il Consiglio di amministrazione della Rai che si è svolto oggi i consiglieri di Lega e Fratelli d'Italia hanno attaccato pesantemente la trasmissione Report per il servizio andato in onda sulla cosiddetta 'Moscopoli'. Attaccare in questo modo la libertà di informazione e la libertà di inchiesta è un attacco all'articolo 21 della Costituzione che lascia veramente senza parole. La mia solidarietà a tutti i giornalisti della Rai e a Report". Lo afferma il vicepresidente della Commissione di Vigilanza Rai, Primo Di Nicola. 

Fratoianni (Leu), contro la museruola ai giornalisti
"In Italia può succedere che dirigenti leghisti scappino dalle domande dei giornalisti, ultimo caso l'inchiesta di Report. E poi nelle stanze del potere cerchino di vendicarsi scatenando i propri pretoriani, come hanno fatto oggi al cda della Rai". Lo afferma Nicola Fratoianni di Sinistra Italiana-Leu dopo le proteste dei consiglieri della destra nel Cda della Rai contro la trasmissione di Rai3 che lunedì ha mandato in onda un servizio sui rapporti tra la Lega ed esponenti russi. "Invece di spiegare all'opinione pubblica - prosegue il parlamentare di Leu - i loro atti e il perché delle loro frequentazioni imbarazzanti a livello internazionale, si inventano pretesti per cercare di mettere la museruola ai giornalisti con la schiena diritta. È la destra italiana - conclude Fratoianni - bellezza!". 

Taradash (+Eu), tentativo maldestro di censura
"Non riesco a credere, da ex presidente della Commissione di vigilanza sulla Rai, che i consiglieri targati Lega e FdI nel consiglio di amministrazione Rai si siano appellati alla legge sulla par condicio per censurare la trasmissione di Report dedicata all'affaire Savoini e ai legami internazionali della Lega con Putin e l'estrema destra politica e religiosa russa e americana. Risulterebbe infatti difficile anche al più esperto agente del servizi segreti del Cremlino individuare un qualsiasi rapporto fra le elezioni regionali umbre e la ramificata rete di interessi che ha al suo centro Salvini". Lo dichiara Marco Taradash, componente della segreteria di Più Europa. "Il servizio di Report sui retroscena dell'ascesa di Salvini ai vertici della politica italiana - prosegue - è un esempio di ottimo giornalismo per la quantità e affidabilità di documentazione esibita, per la ricerca sottostante, per la proposta di offrire la propria versione dei fatti rivolta con scrupolo a tutti protagonisti degli eventi narrati, come lo stesso Salvini, il senatore Pillon, il capo di Forza Nuova Roberto Fiore, il filosofo e consigliere di Putin Alexander Dugin, l'oligarca e finanziatore dei movimenti di destra europei nazionalisti Konstantin Malofeev e molti altri. Quasi tutti hanno risposto alle domande di Report tranne gli esponenti leghisti. Se hanno perso un'occasione di protagonismo elettorale la responsabilità è soltanto loro. Noi - conclude Taradash - continuiamo a interrogarci sul perché abbiano, in modo così inconsueto per loro, rifiutato la ribalta televisiva. Ma forse siamo un po' ingenui". 

Su Raiplay il video integrale



Fiano (Pd), Cda Rai si occupi del calo di ascolti
"Sembra che i membri di destra del Cda Rai, invece di preoccuparsi del baratro degli ascolti in alcuni programmi ideati e lanciati nel corso della stagione sovranista, ancora viva nel servizio pubblico, perdano tempo a censurare l'informazione di Report che ha semplicemente divulgato i pericolosi intrecci di affari intorno a Salvini e ad un disegno inquietante che puntava a colpire la collocazione dell'Italia nell'alleanza atlantica e nell'Unione europea", dichiara Emanuele Fiano, deputato del Pd e membro dell'ufficio di presidenza del gruppo in una nota. "Fatti di cui Salvini ancora non ha fornito risposte in Parlamento e per i quali abbiamo presentato interrogazioni parlamentari. Salvini la smetta di scappare, giù le mani da Report", conclude. 

La polemica
Stando a quanto riferiscono le agenzie Adnkronos e LaPresse, la polemica sarebbe nata nel corso del  Cda Rai tenuto oggi a Viale Mazzini. Contro il programma si sono scagliati i consiglieri in quota centrodestra, ovvero Igor De Biasio (Lega) e Gianpaolo Rossi (FdI).I due hanno chiesto all'amministratore delegato, Fabrizio Salini, di verificare la violazione della par condicio, visto il voto per le Regionali in Umbria di domenica. Il consigliere Giampolo Rossi, stando a quanto riporta l'Adnkronos, avrebbe stigmatizzato la scelta fatta dal programma condotto da Sigfrido Ranucci. Rossi si sarebbe lamentato della tempistica, sottolineando come sarebbe stato ben diverso, e non eccepibile, se la stessa puntata fosse andata in onda una settimana dopo il voto in Umbria. In questo secondo caso la scelta di Report, secondo Rossi, sarebbe rientrata nell'ambito della legittima libertà editoriale del programma. Detto questo, Rossi avrebbe comunque evidenziato come a suo personale parere esista una differenza tra giornalismo d'inchiesta e giornalismo di teorema. Tornando alla tempistica scelta da report per l'inchiesta sui rapporti tra la Lega e la Russia, Rossi avrebbe chiesto all'ad Salini di verificare se ci vi siano state violazioni del regolamento sulla par condicio.
Condividi