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ITALIA

La polemica

Salone Libro. M5S Torino: escludere Altaforte. L'editore si difende. Salvini: bello il confronto

"Io sono fascista. L'antifascismo è il vero male del Paese", dice Francesco Polacchi, di Altaforte. La sindaca Appendino rivendica l'appartenenza antifascista della città di Torino. 'Non abbandoneremo il campo, perché le idee si combattono con idee più forti. Solo con la cultura si pone un argine al ritorno di ciò che deve essere archiviato per sempre"

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S'infiamma la polemica sulla presenza al Salone del Libro diTorino di AltaForte, casa editrice ritenuta vicina a Casapound che pubblica anche il libro di Matteo Salvini. La lista delle defezioni comprende il saggista Carlo Ginzburg, Zerocalcare, gli scrittori Salvatore Settis, Roberto Piumini e Tomaso Montanari, il collettivo Wu Ming.

M5S Torino, escludere Altaforte
"Il Salone deve essere lo spazio dove celebreremo la tolleranza e la resistenza alle derive neofasciste e autoritarie, il momento pubblico dove dare battaglia con la forza delle parole e argomentazioni. Ma può esserlo a una sola condizione: l'esclusione di Altaforte e di Polacchi". Lo scrive su Facebook la capogruppo M5S al Comune di Torino, Valentina Sganga, secondo cui "qualsiasi via intermedia, qualsiasi compromesso sancirebbe per il Salone una perdita sul piano culturale che non possiamo accettare". 

Per la capogruppo torinese del Movimento 5 Stelle, che fa riferimento ad alcune dichiarazioni e al profilo social di Francesco Polacchi, "se può essere quantomeno comprensibile la scelta iniziale del Comitato di Indirizzo del Salone del Libro di non escludere aprioristicamente nessun editore dalla parte commerciale degli stand, oggi questa vicenda sta assumendo sfaccettature che non si possono più in alcun modo ignorare".   



L'esponente pentastellata ribadisce che "al Salone anche quelli che non ci piacciono saranno sempre i benvenuti. I picchiatori fascisti, no. I violenti, no. I provocatori, no. Gli intimidatori, no. Da amministratore della Città non posso aderire agli appelli di chi annuncia il boicottaggio - aggiunge- tradirei chi, dal direttore Lagioia all'assessora Leon alla sindaca Appendino, si è speso con fatica e dedizione affinché questa fosse, ancora una volta, un'edizione preziosa e culturalmente ricca per tutti i torinesi; ma voglio augurarmi che questi appelli non cadano nel vuoto". 

Polacchi, mi attaccano per censurare Salvini
"Ora basta. Quelle parole sulla dittatura non le ho mai dette per come sono state riportate dalla stampa e sono state travisate. La questione è che pur di censurare Matteo Salvini, coinvolto suo malgrado in questa bagarre per la scelta di Chiara Giannini di pubblicare con noi il suo libro intervista, ogni giorno mi vengono messe in bocca parole che non ho mai pronunciato e si tira in ballo la casa editrice in vicende con cui nulla ha a che fare".  Cosi' in una nota Francesco Polacchi, editore di AltaForte edizioni.

"AltaForte - aggiunge Polacchi - sarà al Salone del Libro di Torino come da programma per fare cultura e per dare ai suoi libri la vetrina che meritano. Libri, voglio ricordare, prodotti senza alcun aiuto pubblico e grazie all'impegno di autori indipendenti, che hanno creduto a un progetto che, come dimostrano i fatti di questi giorni, non e' certo facile da portare avanti. Questa levata di scudi, certamente insensata se davvero dipendesse da un'intervista a un ministro o da 8mq di stand - sottolinea l'editore - nasconde tutto il fastidio per una produzione editoriale che affronta senza timore di smentita gli argomenti più scottanti dell'attualità italiana da punti di vista non omologati, rompendo le uova nel paniere - come si suol dire - in tema di immigrazione e ong, Euro e Europa, Franco CFA e neoliberismo, metoo e neofemminismo, senso della Patria e sovranismo. Rivendichiamo il diritto di proseguire nel nostro lavoro con la serietà - conclude Polacchi - e la dedizione che contraddistinguono ogni buon editore". 

Salvini: bello anche il confronto
Forfait al Salone del Libro di Torino? "Non fatemi fare anche l'organizzatore dei Saloni del libro. La cultura e' sempre cultura da qualunque parte venga. Se ci sono idee diverse e' bello anche il confronto, ma fatemi fare ministro dell'Interno e non il ministro della cultura". Lo dice Matteo Salvini, vicepremier e ministro dell'Interno, a Milano, rispondendo a una domanda sulle polemiche intorno al Salone del Libro di Torino.
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