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ECONOMIA

La sentenza

Salvataggio banche, la corte UE dà ragione all'Italia. L'ex Ministro Padoan: "Peccato che sia tardi"

Il presidente dell'Abi Antonio Patuelli, che all'epoca aveva caldeggiato il salvataggio bocciato da Bruxelles chiede adesso le dimissioni della commissaria alla concorrenza Vestager

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Il tribunale UE assesta un colpo all'antitrust della commissione europea e apre ancor più la strada ai salvataggi bancari di "sistema". La corte ha riconosciuto come non fosse "aiuto di stato" l'intervento del fondo interbancario di tutela dei depositi (Fitd) che aiutò, con i fondi delle banche italiane private, la Popolare di Bari a salvare TerCas nel 2014.

La bocciatura della Direzione generale Competition guidata dalla Vestager a inizio 2015 (poi formalizzata nel dicembre di quell'anno), blocco' analoghi interventi su CariFerrara, per la quale c'era anche la formale autorizzazione di Banca d'Italia, e Banca Marche oltre che per Etruria.

Le trattative con Bruxelles proseguirono fino all'ultimo per poi naufragare e indurre le autorita' italiane ed europee a mandare in risoluzione, il 22 novembre 2015, le 4 banche con conseguenze economiche, sociali e politiche impreviste visto che l'opinione pubblica non era pienamente cosciente delle nuove regole.

Patuelli (Abi): "Vestager si dimetta"
Il presidente dell'Abi Antonio Patuelli, che all'epoca aveva caldeggiato la soluzione Fitd per evitare instabilita' finanziaria, crisi di fiducia dei risparmiatori e oneri comunque maggiori visto l'esborso al fondo di risoluzione, chiede adesso le dimissioni della Vestager.

Lo stesso governatore Ignazio Visco ha piu' volte ricordato come l'intervento del fondo avrebbe evitato danni maggiori al comparto bancario italiano e ultimamente e' tornato a caldeggiare soluzioni simili per le crisi sul modello della Fdic, l'agenzia federale usa.

La Popolare Bari valutera' "determinazioni su eventuali azioni di rivalsa e di richiesta di risarcimenti".

Va ricordato che secondo bruxelles le autorita' italiane erano state piu' volte avvisate che l'utilizzo del Fitd fosse al limite delle norme europee sulla Brrd (la direttiva sulla condivisione del rischio) e del bail in che sarebbe poi entrato in vigore in italia nel 2016. Ma evidentemente qualcosa fra Roma, Bruxelles e Francoforte non ha funzionato. Ora la sentenza della corte rimette in gioco il Fitd specie per risolvere i problemi degli istituti di piccole e medie dimensioni che la normativa Ue non prevede possano godere degli strumenti visto che non sussiste 'l'interesse pubblico'.

L'ex Ministro Padoan: "Avevamo ragione"
"La sentenza della Corte di giustizia sul caso Banca Tercas dà ragione all'Italia e in particolare rende merito al Ministero dell'Economia e delle Finanze e al governo dell'epoca per avere sollevato la questione contro l'orientamento adottato dalla Commissione europea. Quando abbiamo presentato ricorso, il 4 marzo 2016, volevamo determinare un chiarimento sul quadro delle regole che avrebbe potuto aiutare a gestire in futuro situazioni di crisi". Lo dichiara Pier Carlo Padoan, deputato del Partito democratico, a proposito della decisone del Tribunale Ue sul salvataggio di Tercas.

"Peccato che sia troppo tardi"
"Mi dispiace - continua - che questo chiarimento sia arrivato troppo tardi per affrontare diversamente alcune delle crisi bancarie degli scorsi anni, alle quali forse avremmo potuto trovare soluzioni alternative. E tuttavia sono soddisfatto che questo chiarimento mette a disposizione del governo in carica, quale che sia, strumenti migliori e più flessibili per affrontare problemi in futuro. La sentenza offre alcuni spunti di riflessione sull'approccio alle regole in Europa. Io penso che le regole siano uno strumento per affrontare i problemi e tutelare i cittadini. Vanno interpretate con saggezza, alla luce dei problemi concreti. Nel caso Tercas, invece, ha prevalso nella Commissione una lettura della situazione che dobbiamo considerare troppo semplicisticamente liberista: se un'impresa va male - pensavano alla Commissione - la cosa migliore è che chiuda. Un pensiero che tradisce un approccio morale ai problemi. Io invece credo che la soluzione migliore sia sempre quella che minimizza i danni per la comunità interessata. E nel caso di una banca oltre al management e qualche ricco azionista ci sono piccoli risparmiatori e investitori che avevano comprato azioni fino a pochi anni fa considerate assolutamente sicure". "E' necessario inoltre ricordare che, qualora il Governo avesse proceduto direttamente a sostenere Banca Tercas, senza rispettare le indicazioni della Commissione, le conseguenze sarebbero state comunque disastrose per la banca poiché avrebbe subito una crisi generalizzata di fiducia che avrebbe portato alla liquidazione coatta. Una soluzione più onerosa e drammatica per tutti i risparmiatori e per il sistema bancario nel suo insieme", conclude.  
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