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POLITICA

Piazza Duomo

Salvini a Milano "giura" da premier sulla Costituzione e sul Vangelo

Il leader della Lega: "Applicherò l'articolo 52 della Costituzione: difesa della patria e dei confini". E mostra un rosario

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Matteo Salvini chiude il comizio a Piazza Duomo a Milano "giurando" fedeltà alla Repubblica, fingendo di essere nominato premier al Quirinale: "Mi impegno e giuro - ha detto il leader della Lega - di essere fedele al mio popolo, a 60 milioni di italiani, di servirlo con onestà e coraggio, giuro di applicare davvero la Costituzione italiana, da molti ignorata, e giuro di farlo rispettando gli insegnamenti contenuti in questo sacro Vangelo. Io lo giuro, giurate insieme a me? Grazie, andiamo a governare e a riprenderci questo Paese". 

Salvini ha inscenato il giuramento simbolico mostrando un volume della Costituzione italiana e un  Vangelo, mentre la folla di piazza Duomo accendeva fumogeni verdi. "Domenica vinciamo. E poi viene il bello. Aspetto solo di vedere la faccia di quei sociologi, politologi, giornalisti - dice Salvini -. Non voglio mettere le mani avanti ma voglio fare con voi prima che col Quirinale un giuramento: da oggi iniziano dieci anni di lavoro e onestà da Nord a Sud nel nome delle bellezze di ottomila comuni che compongono l'Italia".

"Applicherò l'articolo 52 della Costituzione: difesa della patria e dei confini"
"Io sono la persona più buona del mondo e al governo applicherò l'art. 52 della costituzione: la difesa della patria è sacro dovere di ogni cittadino. La difesa della patria, e dei confini, è sacro dovere. Non capisco perché chi una volta perdeva la vita per difendere il sacro suolo e la sua comunità era un eroe e chi parla oggi di difesa della patria, di prima gli italiani e di controlli ai confini sia una persona pericolosa. Le persone pericolose al governo negli ultimi anni ci hanno portato la guerra in casa, non usando i carri armati ma usando la finanza che ha fatto più danni con l'Unione europea che due guerre mondiali", dice Salvini. 

"Noi proponiamo un'idea di futuro"
"A Roma c'è un'altra piazza che merita rispetto e che saluto, con il Pd, la Cgil e i No Tav. Noi stiamo proponendo ai nostri figli un'idea di futuro. In altre piazze invece si parla di un'idea di passato che porta solo rabbia", dice ancora il segretario della Lega. "Con il sorriso e a volto scoperto noi cambieremo l'Italia. La violenza non risolve mai nulla".

Gli ultimi saranno i primi. E mostra un rosario
"Gli ultimi saranno i primi". Così Matteo Salvini in piazza Duomo sul palco di 'Prima gli italiani. Ora o mai più', mostrando un rosario e citando "un Matteo più importante di me, che non è Renzi". "Me lo ha regalato un don, fatto da una donna che combatte in strada, e non lo mollo più", ha detto il leader della Lega.

Poi cita Pasolini: antifascismo arma di distrazione
"Mi chiedo se l'antifascismo rabbioso sfogato nelle piazze a fascismo finito non sia in fondo un'arma di distrazione che la classe dominante usa per veicolare il dissenso", ha detto Salvini citando una frase di Pier Paolo Pasolini. 
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