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SPETTACOLO

Renga primo della classifica provvisoria

Sanremo. Renzo Arbore show, Littizzetto elogia la diversità

Ascolti stabili nella terza puntata del Festival, il picco con il critico d'arte Flavio Caroli e Renzo Arbore. Standing ovation per il musicista pugliese accompagnato dall'orchestra italiana. L'astronauta Luca Parmitano commuove raccontando la vita nello spazio. Un flash mob imprevisto fa scaldare l'Ariston. In apertura l'omaggio ad Abbado. Il voto del pubblico da casa premia Renga, seconda Arisa, terzo Renzo Rubino. Tra i giovani accedono alla finale Rocco Hunt e The Niro

Renzo Arbore all'Ariston
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di Laura SquillaciSanremo Sono stati 7 milioni 673 mila i telespettatori che hanno seguito la terza serata del Festival della canzone italiana. Con uno share del 34,93 per cento. La prima parte ha avuto quasi 9 milioni (share del 34,36%). Nella seconda parte, da mezzanotte in poi, gli ascolti si sono fermati ai 4 milioni ma con uno share di quasi il 40 per cento. Il picco di auditel, a 11.124.000, si è registrato alle 22.07 quando sul paclo è arrivato il critico d'arte Flavio Caroli mentre quello di share di 46,81% alle 23.18 alla fine dell'esibizione di Renzo Arbore.

Renzi show
Giovedì sera il pubblico in sala ha fatto fatica a restare seduto sulle poltrone rosse quando sul palco è salito Renzo Arbore. Insieme all'Orchestra italiana ha suonato brani del repertorio della canzone napoletana. Uno show intervallato da battute autoironiche sulla sua 'anzianità': "Ho fondato un'associazione Amnesy International".

Renzo Arbore show
Canta e suona "Ma la notte", l'omaggio a Roberto Murolo di "Reginella" e "Come
facette mammeta" in chiave rock scatenando l'entusiasmo del teatro che alla fine lo ha salutato con una standing ovation. A Sanremo Arbore ci è venuto per ricevere un riconoscimento a 28 anni dalla sua partecipazione alla gara con "Il clarinetto". Ma di premio alla carriera non ne vuol sentir parlare: "Non porta bene..."

Omaggio ad Abbado
La serata comincia con un omaggio al maestro Claudio Abbado, scomparso a gennaio. Il direttore d'orchestra della Fenice di Venezia Diego Matheuz, 29 anni - allievo prediletto di Abbado - dirige i musicisti su 'Le nozze di Figaro' di Mozart. 

Il garbo di Luca Parmitano 
Altro protagonista della serata l'astronauta Luca Parmitano. Il Festival di Sanremo? "Mi ricorda la mia infanzia in famiglia". L'ingegnere catanese fa un elogio alla bellezza di quanto osservato quando gravitava nello spazio nella stazione spaziale internazionale. L'immagine degli occhi verdi di sua figlia sempre nel cuore, il silenzio in orbita.  Alle sue spalle i tweet che ha mandato dalla navicella, 'Sono emozionatissimo', dice a Fazio che cerca di metterlo a suo agio. 

Il monologo della Littizzetto
Altro momento forte della serata il monologo sulla bellezza e la diversità di Luciana Littizzetto. "Per la donna - dice la comica torinese - la bellezza sta diventando un'ossessione. Per alcune di loro più passa il tempo più ringiovaniscono". E' la diversità la vera bellezza. Come Gillian, la modella che sta sulla sedia a rotelle, Alex Zanardi "un figo pazzesco che riesce a scherzare", "Lucia Annibali con il volto sfregiato con l'acido dall'ex fidanzato".

L'elogio alla diversità
Chiede ai grandi marchi come Ferrero e Nutella di mettere un bambino con la sindrome di Down nelle loro pubblicità. "Se non si riesce a spiegare ai figli il fatto che sia più anormale una donna rifatta rispetto alle persone che hanno affrontato le difficoltà della vita, allora non devono stupirsi se 'vedono uno sporco ubriaco e gli danno fuoco: i fiammiferi glieli abbiamo dati noi'".

La performance del ballerino disabile
Al termine del monologo sale sul palcoscenico Dergin Tokmak, ballerino e acrobata tedesco, diventato famoso per le performance con le stampelle. Ha la poliomelite dall'età di un anno, per questo ha perso il controllo della gamba sinistra e in parte della destra. Nessuna cura è riuscita a  restituirgli il controllo della gamba e ha imparato a camminare sulle mani. Dal 2004 è l'unico artista tedesco del Cirque du Soleil.

Big in gara
I 14 big in gara sono saliti sul palco per cantare la loro canzone. Spiccano per eleganza Noemi, abito nero e tacchi a spillo verdi. Arisa sempre più sofisticata in un tubino argentato. Un vestito verde e nero leopardato per Giusy Ferreri. E poi c'è stato il selfie di Francesco Sarcina con il maestro Beppe Vessicchio.

Classifica provvisoria
Solo a fine serata la classifica parziale (vale il 25% del voto finale) in base al televoto del pubblico da casa che premia Francesco Renga. Secondo posto per Arisa, terzo Renzo Rubino, quarto I Perturbazione, quinto Raphael Gualazzi e the bloody beetroots, sesto Cristiano De Andrè, settima Giusy Ferreri, ottava Antonella Ruggiero, nona Noemi, decimo Riccardo Sinigallia, undicesimo Francesco Sarcina, dodicesimo Giuliano Palma, tredicesimo Ron, ultimo Frankie Hi Nrg. Tra i giovani accedono alla finale Rocco Hunt e The Niro.

Flashmob all'Ariston
All'Ariston anche colpi di scena. Sul palco il critico e storico d'arte Flavio Caroli. Seduto su una sedia al centro del palco, parla del quadro di Vincent Van Gogh 'La notte stellata' con l'opera mostrata sul maxischermo dietro di lui. Torna quindi Fazio, inizia un nuovo monologo presto interrotto da uno spettatore, che chiede la parola e lamenta la mancanza di musica: "Siamo qui per le canzoni". Fazio scende dal palco e si avvicina allo spettatore con un microfono. L'uomo glielo strappa di mano e comincia a cantare. "Ci deve essere una sorta di virus che però passa" dice il conduttore davanti ad un pubblico spaventato.

Dopo le polemiche...
Poi altri spettatori iniziano a ballare e cantare un medley di canzoni a cappella. Sono gli 'Shai Fishman and the a cappella all stars', un flashmob formato da trenta cantanti che si esibiscono in tutto il mondo utilizzando solo le voci per costruire melodie, canzoni e ritmica (beat box) riproducendo i suoni di una intera orchestra. Il leader e tutti componenti della formazione sono israeliani. "Non fosse chiaro, questo lo avevamo organizzato" dice Fazio a fine numero.

Damien Rice ospite internazionale
Ospite internazionale della terza serata del Festival, il cantautore iralndese Damien Rice. La sua canzone The blower’s daughter è stata considerata una delle canzoni più belle del millennio. 
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