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SANREMO

Sanremo69: le nostre pagelle dopo le prove del Festival

Come ogni anno il lunedì pomeriggio ai giornalisti accreditati è consentito ascoltare in antemprima le canzoni. Ecco qualche anticipazione

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di Alessandra Sacchetta e Laura Squillaci L'intro musicale delle canzoni di questa 69esima edizione del Festival di Sanremo è l'onda del mare. Un'onda diversa per ogni artista che rimanda alla scenografia spettacolare e cangiante dell'Ariston. Sono 24 i cantanti in gara, per la prima volta senza distinzione tra big e giovani, che hanno provato nella consueta maratona del lunedì pomeriggio che anticipa la prima delle cinque serate della kermesse.

Un festival che guarda ai gusti dei giovani. Con la maggior parte dei concorrenti che appartiene alle nuove generazioni musicali e i veterani che duettano insieme alle nuove leve. Come Patty Pravo che canta con Briga, e almeno nelle prove non convince – forse c’è ancora tempo per amalgamare le voci, e Nino D’Angelo con Livio Cori più convincenti con il loro “ammore” in salsa rap per Napoli.

Di impatto canoro e emotivo la performance di Arisa: la voce più bella di questa edizione che nel suo brano si confronta con il senso della vita partendo, come anche altri, quasi parlando per poi esplodere di luminescenze e di ritmo. Tormentone assicurato quello dei Boomdabash, il gruppo pugliese fa ballare l’Ariston con delicatezza cantando l’amore. Convince Achille Lauro che oltre alla tradizionale trap canta un rock’n roll che si preannuncia come uno dei brani più ascoltati. Sorprende Mahmood, uno dei due arrivati al Festival dalla selezione di Sanremo giovani, con il suo rap ritmato e scandito nelle parole. Molto classica, un testo ben scritto con l’aiuto di Bungaro, la canzone di Francesco Renga che promette emozione ricordando la madre che non c’è più. Ricorda invece il nonno livornese Enrico Nigiotti con un brano ricco di nostalgia.

Impegnative le canzoni dei due romani Simone Cristicchi e Daniele Silvestri. Il primo riflette sul vivere bene la nostra esistenza, il secondo denuncia la “mala” scuola direttamente dal banco di un ipotetico alunno cui risponde il rapper Rancore. Irama si confronta invece con una canzone che racconta di una violenza di un padre su una figlia, senza però convincere fino in fondo.

Con la consueta grinta arriva Loredana Bertè che stecca nelle prove, ma solo per un problema d’audio. Un brano sull’amore difficile scritto da Gaetano Curreri per la sua ultima volta, giura, al festival. Solita classe quella di Paola Turci che esprime il meglio delle sue corde vocali con una canzone sulla capacità di superare gli ostacoli.

I Negrita arrivano con un’energia speciale e con la loro proverbiale capacità di stare sul palco. Cattura da subito un fischio che richiama Ennio Morricone. Grande presenza anche quella di Ghemon che tra rap e cantautorato racconta una storia d’amore dal punto di vista femminile.

Nessuna sorpresa per il Volo che ripete nella composizione quello che ci si aspetta dai tre tenorini. Pure Nek che rispolvera le sue sonorità sempre di grande effetto. Poca emozione con Anna Tatangelo che però puo contare già alla vigilia sul record di essere la più amata sui social network.

Ben in sintonia Federica Carta e Shade. Nonostante il nome esotico gli Ex-Otago cantano una melodica canzone d’amore con un finale a sorpresa. Performance anche durante il pezzo degli Zen Circus dove risulterà molto evidente un’altra novità di questo festival che riguarda la platea.

Chiudono le nostre pagelle Ultimo e Einar. Il primo che ha vinto l’edizione dei giovani dello scorso anno dal quale ci si sarebbe aspettati di più ed il secondo per il quale va premiata la tenacia con la quale è finalmente arrivato sul palco italiano più prestigioso.
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