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Ong

Scandalo Oxfam: ministro Gb denuncia fallimento morale. Nuove accuse di sesso a pagamento

L'organizzazione non governativa replica alle accuse del Times e dell'Observer promettendo nuove misure: "Stiamo lavorando per agire in modo ancor più efficace: formando gli operatori, rafforzando le verifiche in fase di selezione e, soprattutto, prevedendo dei canali di denuncia protetta per le vittime di abusi"

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Lo scandalo sessuale che ha investito Oxfam riguarda solo pochi delle sue migliaia di operatori, ma rappresenta "un fallimento morale" per i vertici questa ong umanitaria. Così Penny Mordaunt, ministra britannica per la Cooperazione internazionale, la quale ha ribadito che il suo dicastero - finanziatore nel 2017 di Oxfam con 32 milioni disterline - non era stato informato dei presunti abusi a Haiti o nel Ciad. E che attende rassicurazioni in un incontro fissato per domani, pena la confermata minaccia d'un taglio dei fondi.   

Ong: nuove accuse di abusi sessuali per Oxfam in Ciad 
Altre accuse di coinvolgimento del personale di Oxfam con la prostituzione: dopo le rivelazioni del Times, l'Observer, il domenicale del Guardian, scrive che prima della vicenda di Haiti anche in Ciad si era prodotto lo stesso meccanismo con dipendenti di una missione Oxfam che avevano utilizzato lavoratori del sesso mentre vivevano nei locali dell'organizzazione.     

Un ex collaboratore, che ha lavorato per l'organizzazione benefica a Ciad, ha affermato che donne ritenute prostitute sono state più volte invitate dal team di Oxfam e che un membro anziano del personale era stato licenziato per il suo comportamento nel 2006. Roland van Hauwermeiren, che da allora è stato coinvolto in uno scandalo di cattiva condotta sessuale ad Haiti, all'epoca era a capo di Oxfam in Ciad. Van Hauwermeiren si è dimesso da Oxfam nel 2011, dopo aver ammesso che prostitute avevano visitato la sua villa ad Haiti.     

"Ho così tanto rispetto per Oxfam. Fanno un ottimo lavoro, ma questo è un problema di settore", ha detto l'ex collaboratore all'Observer secondo cui tali divulgazioni potrebbero ridurre le donazioni in un momento in cui i finanziamenti sono gia' sotto pressione.

La replica di Oxfam
Oxfam intanto ha fatto sapere che: "Dopo le indagini del 2011, abbiamo effettuato un'accurata revisione del caso, che ha portato alla creazione di un team dedicato alla salvaguardia, una linea diretta riservata per la segnalazione di "whistleblowing" come "parte di un pacchetto di misure per garantire il nostro personale, prevenire l'abuso sessuale e la cattiva condotta in primo luogo, e migliorare il modo in cui gestiamo eventuali accuse".     

L'amministratore delegato di Oxfam, Mark Goldring, ha negato che l'Ong abbia coperto le rivelazioni che lo staff aveva assunto prostitute ad Haiti durante uno sforzo di soccorso del 2011 sull' isola colpita dal terremoto. "Con fino a 10.000 dipendenti di ONG che lavorano ad Haiti nel 2011, per non parlare di centinaia di migliaia di operatori umanitari nei paesi di tutto il mondo, non è stato possibile per Oxfam - si legge in una dichiarazione della ong - garantire che coloro che sono riconosciuti colpevoli di cattiva condotta sessuale non siano stati reimpiegati nel settore". 

L'organizzazione non governativa replica alle accuse del Times e dell'Observer anche promettendo nuove misure: "Stiamo lavorando per agire in modo ancor più efficace: formando gli operatori, rafforzando le verifiche in fase di selezione e, soprattutto, prevedendo dei canali di denuncia protetta per le vittime di abusi"
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