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MONDO

Sottrasse i dati di 87 milioni di utenti FB

Scandalo dati di Facebook, chiude Cambridge Analytica

La società britannica cessa tutte le operazioni con effetto immediato e avvia le procedure di insolvenza

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Cambridge Analytica cessa immediatamente tutte le operazioni. Lo comunica la società in una nota. "Negli ultimi mesi Cambridge Analytica è stata oggetto di numerose accuse infondate e, nonostante gli sforzi della società di correggere le informazioni, è stata denigrata per attività che non solo sono legali ma sono ampiamente accettate come facenti parte integrante della pubblicità online", spiega la nota.

L'azienda e la sua controllante (Scl) hanno avviato le procedure di insolvenza nel Regno Unito.

Cambridge Analytica è stata al centro dello scandalo dei dati di 87 milioni di utenti Facebook americani e di altri Paesi monitorati e usati a fini politici, in particolare durante la campagna per le elezioni presidenziali Usa che hanno visto la vittoria di Donald Trump.

A finanziare la nascita di Cambridge Analytica è stato, con 15 milioni di dollari, Robert Mercer, miliardario e grande finanziatore della destra Usa, fino a pochi mesi fa mecenate delle iniziative, il sito Breitbart in testa, di Steve Bannon, il guru dell'estrema destra sovranista Usa. E Bannon è stato membro del consiglio d'amministrazione della società dal 2014 a quando, nell'estate del 2016, ha assunto il ruolo ufficiale di presidente della campagna di Trump, passando poi, dopo la vittoria, alla Casa Bianca come stratega fino allo strappo dell'estate scorsa.

A far scoppiare lo scandalo sono state le rilevazioni di Christopher Wylie, ex programmatore della società, che ha mostrato come i dati sottratti agli utenti di Facebook, attraverso una app sviluppata dal ricercatore Aleksandr Kogan, fossero usati in software che analizzavano i profili degli elettori ai quali venivano inviata, sempre sui social, campagna elettorale personalizzata. Un sistema che Wylie ha definito "una macchina di propaganda a servizio completo". 
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