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ITALIA

Il disastro tra Corato e Andria

Scontro tra treni in Puglia, alterati i registri di viaggio. Uno dei capistazione nega

L'anomalia riscontrata - a quanto si apprende - si riferisce all'orario di transito di uno dei tre treni. Il capostazione di Andria nega di aver manomesso il registro

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Un'alterazione "evidente" dei registri di viaggio di almeno una stazione che fa pensare al tentativo di uno o piu' ferrovieri di coprire a posteriori l'errore che ha portato al disastro sulla tratta Corato-Andria. E' questa la pista che stanno seguendo nelle ultime ore gli inquirenti tranesi che indagano sullo scontro tra due treni avvenuto in Puglia il 12 luglio e che ha provocato 23 morti e 50 feriti.

Sulla tratta, al momento del disastro, erano presenti tre convogli: uno era arrivato ad Andria da Corato, gli altri due erano stati fatti partire rispettivamente dalle stazioni di Andria e Corato, e si sono scontrati. Gli accertamenti hanno finora stabilito che il convoglio partito da Andria verso sud non doveva lasciare la stazione.  

 L'anomalia riscontrata - a quanto si apprende - si riferisce all'orario di transito di uno dei tre treni. Sulla vicenda gli inquirenti mantengono un riserbo totale, ma e' scontato che a breve potrebbe essere contestato il reato di falso. E' chiaro anche che la vicenda della presunta falsificazione è al centro degli interrogatori dei due capistazione di Andria e Corato, Vito Piccarreta e Alessio Porcelli.

Il capostazione di Andria nega di aver manomesso il registro
E infatti Picarreta, interrogato per sei  ore dai pm di Trani, ha disconosciuto l'alterazione fatta a penna sul registro. Lo si apprende dal difensore, Leonardo De Cesare. L'alterazione riguarda l'orario di partenza del treno da Andria (alle 10.58) che si è scontrato con quello proveniente da Corato. Quello che è scritto sotto la modifica fatta a penna sul registro cartaceo non è leggibile.

Secretati i verbali di interrogatorio
Dopo Picarreta è stato interrogato Alessio Porcelli, il capostazione di Corato che risulta tra i sei indagati per il disastro. Porcelli, per meno di due ore, ha risposto alle domande dei pm tranesi e ha spiegato di non aver alcuna responsabilità nella tragedia. A quanto viene riferito dal difensore, avv. Massimo Chiusolo, i verbali di interrogatorio sono stati secretati dalla Procura. 

L'inchiesta intanto prosegue su altri fronti. I magistrati a breve studieranno anche il contratto di concessione tra Regione e Ferrotramviaria, le proroghe dei contratti di servizio che legano da decenni l'ente pubblico alla societa' privata e il regolamento di esercizio di Ferrotramviaria. Gli atti, che sarebbero gia' stati acquisiti dalla Gdf, stanno per essere consegnati ai cinque pm inquirenti.

Dalle nuove carte potrebbero emergere eventuali responsabilita' di tecnici e politici regionali. Nell'inchiesta sono finora indagati per disastro ferroviario colposo e omicidio colposo plurimo i vertici di Ferrotramviaria (il presidente del Cda Gloria Pasquini, il dg Massimo Nitti e il direttore di esercizio Michele Ronchi), i due capistazione di Andria e Corato e il capotreno superstite Nicola Lorizzo. Il pool di magistrati, coordinati dal procuratore Francesco Giannella, vuole approfondire se le continue proroghe del contratto di servizio hanno affrontato il profilo della sicurezza sulla linea a binario unico in cui e' avvenuta la tragedia.    

Una linea, quella tra Bari e Barletta che dal 2013, da quando e' stato creato il collegamento con l'aeroporto di Bari-Palese, ha visto aumentare enormemente i volumi di traffico, tanto da essere considerata vitale dai sindaci di tutto il nord Barese. Quindi - si domandano gli inquirenti - a seguito dei nuovi volumi di traffico il Regolamento di esercizio e' cambiato? E' stato esaminato e approvato dagli organismi tecnici come l'Ustif, ufficio periferico del Ministero dei Trasporti che si occupa della sicurezza? E la parte della normativa che prevede il 'consenso telefonico' era ancora ammessa dalle norme in vigore, visti i tanti passeggeri trasportati ogni giorno? Poi c'e' il filone investigativo sul mancato raddoppio della linea, l'utilizzo dei fondi europei spostati da un periodo di finanziamento (2007-2013) a quello successivo (2014-2020) per problemi legati ai permessi locali. Tutte circostanze che la magistratura intende approfondire.
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