SALUTE

Lo rivela uno studio pubblicato su "Pnas"

Scoperti "batteri da incubo" resistenti ai farmaci

Scoperta una famiglia di batteri altamente resistenti ai farmaci, in grado di diffondersi in modo più ampio, e furtivo, del previsto

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di Gerardo D'Amico La stampa americana li ha già ribattezzati batteri da incubo, resistenti a qualunque farmaco a nostra disposizione, persino ai Carbapenemi, l'ultima frontiera degli antibiotici, usati quando tutte le altre classi si sono rivelate inefficaci. Batteri con una incredibile capacità di diversificarsi e di diffondersi da persona a persona, scrivono preoccupati i ricercatori di Harvard e del Mit che hanno firmato uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Pnas. Microrganismi che fanno parte della famiglia delle enterobatteriacee, e stanno colpendo in modo seriale molti ospedali americani. Hanno modificato il loro Dna per resistere agli antibiotici, una caratteristica che si trasmettono da specie a specie. Meccanismo già noto anche da noi: ogni anno tra le 10mila e le 20mila persone muoiono in Italia per infezioni batteriche che non rispondono agli antibiotici, ma la preoccupazione negli Usa nasce dalla constatazione che questi batteri non solo si stanno diffondendo velocemente, ma che non provocano subito disturbi e morte. Avendo quindi il tempo di trasferirsi da una persona all'altra: è così che nascono le epidemie.

L'unica arma che oggi abbiamo è evitare di abusare degli antibiotici, raccomandazione impellente da parte dei medici in questi giorni di influenza: prenderli solo se davvero servono e sotto sorveglianza medica, finendo l'intero ciclo di terapia. Purtroppo la ricerca per nuove molecole arranca, e lo scenario dei 10 milioni di morti nel mondo nel 2050 a causa della resistenza agli antibiotici appare meno fantascientifico. 
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