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ITALIA

Manifestazioni in 50 città italiane

Scuola, gli studenti scendono in piazza per difendere il diritto allo studio

All'origine della protesta "l'ingiustizia quotidiana di costi economici insostenibili per studiare". Bruciati a Torino manichini raffiguranti Salvini e Di Maio. Salvini: uno schifo

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"Oggi siamo in piazza perché subiamo l'ingiustizia quotidiana di costi economici insostenibili per studiare. La manovra finanziaria annunciata dal governo ignora i problemi degli studenti, non prevede maggiori risorse per il diritto allo studio né per la qualità della formazione o per la ricerca. Da Nord a Sud, saremo in stato di agitazione permanente nelle scuole e nelle università finché non avremo risposte risposte concrete dal governo nazionale mentre ad oggi Bussetti rifiuta di incontrare le rappresentanze studentesche". Così Giacomo Cossu, Coordinatore nazionale di Rete della Conoscenza.

"Questo non è cambiamento - aggiunge - vediamo infatti il maggior deficit previsto viene utilizzato per condoni agli evasori fiscali e per tagliare le tasse ai più ricchi. Per noi giovani mancano le risorse e mancano provvedimenti concreti per contrastare la precarietà nel mercato del lavoro. Il 'cambiamento' tanto propagandato sembra in netta continuità per il passato, perché è assente un progetto di rilancio dello sviluppo sostenibile per il nostro Paese".

Manifestazione a Roma, tremila partecipanti: traffico in tilt
Al grido "#Chihapaura di cambiare? Noi no!" si è svolta la manifestazione a piazzale Ostiense. Almeno tremila i partecipanti. La protesta è stata organizzata dall'Unione degli studenti, Rete degli studenti medi e Fronte Gioventù Comunista. Gli studenti hanno acceso fumogeni. Si sono registrati forti disagi al traffico in zona.

La rete degli studenti medi: "Ripartire dalla scuola"
"Cinquemila studenti in piazza in tutto il Lazio per dire che bisogna ripartire dalla scuola, l'Università e la ricerca per ricostruire il futuro di questo Paese. Vogliamo scuole sicure per davvero, con un piano straordinario di investimenti in edilizia scolastica e non fare il grande fratello con le telecamere in classe del ministro Salvini. L'istruzione deve essere al primo posto dell'agenda di qualunque governo, noi non abbiamo paura di cambiare se questo vuol dire tornare a investire sui giovani e scommettere sulle nuove generazioni". A sostenerlo è  Andrea Russo, Coordinatore regionale della Rete degli Studenti Medi del Lazio.



A Torino slogan contro Salvini e Di Maio. Bruciati manichini raffiguranti i vicepremier
Manichini raffiguranti i vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio sono stati bruciati dagli studenti che manifestano a Torino scandendo slogan contro il governo. Sui lampioni di piazza Castello, dove sono arrivati in corteo, sono state attaccate alcune foto dei leader di Lega e Movimento 5 Stelle col volto imbrattato di vernice rossa.  Identificate e denunciate per vilipendio alle istituzioni e accensione di fumogeni due attiviste del centro sociale Askatasuna, di 17 e 18 anni.



Salvini risponde: una cosa schifosa
Alle provocazioni degli studenti Matteo Salvini ha risposto con un post su Facebook: "Questi studenti avrebbero bisogno di molte ore di educazione civica a scuola e magari di piú attenzione da parte dei genitori. Forse capirebbero che bruciare in piazza il manichino di Salvini, e di chiunque altro, o appenderne ai lampioni le immagini è una cosa schifosa".



A Palermo corteo sotto la pioggia
Nella giornata di mobilitazione nazionale, anche gli studenti medi di Palermo sono scesi in piazza partecipando in massa al corteo indetto dal coordinamento delle scuole. Dopo essere giunti dalle proprie scuole nella forma di cortei selvaggi al concentramento di piazza Castelnuovo, nel cuore della città, centinaia di giovani e giovanissimi, nonostante la pioggia battente, hanno invaso con determinazione le strade del centro città uniti dietro uno striscione: "Il vero cambiamento è il diritto allo studio per tutti". E gli slogan: "Occupiamo la citta'", "La lotta non ci fa paura". "Governo del cambiamento? Non sembra affatto", dice Ludovica, studentessa del liceo classico Umberto, "la realtà parla chiaro e vede, oggi come ieri, scuole che ci crollano addosso, prezzi di libri e trasporti sempre più insostenibili da noi e dalle nostre famiglie, un'alternanza scuola-lavoro che continua a sottrarci ore curriculari per regalare forza lavoro gratuita alle aziende e, per completare, una presenza assurda e ingombrante di polizia nei nostri istituiti".

Catanzaro, gli studenti denunciano: "Edicifi vecchi e fatiscenti"
Oltre 500 studenti delle scuole superiori stanno manifestando, anche a Catanzaro, nell'ambito dello sciopero e della protesta promossi in tutt'Italia dalle organizzazioni studentesche. La mobilitazione si sta svolgendo con un corteo che sta attraversando le principali strade del centro storico di Catanzaro, provocando disagi e rallentamenti alla circolazione. Gli studenti, in particolare, protestano per i continui tagli ai fondi per il diritto allo studio, per la mancata sicurezza nelle scuole a causa di edifici troppo vecchi e fatiscenti. E lamentano anche disagi derivati dall'alternanza scuola-lavoro,e da una didattica ritenuta troppo formale e fredda. 
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